La realtà delle cose

Ecco il racconto di questo mese. Ma prima… andate a riguardarvi l’immagine che lo ha ispirato!
Preso da Mika, in questo sito: http://www.madebymika.com/joomla/

http://www.madebymika.com/joomla/Disegno di Mika, http://www.madebymika.com/joomla/

La camera da letto era grande e luminosa, con pochi mobili e molti specchi alle pareti.
Le tende arancioni filtravano la luce del tardo pomeriggio rendendola ancora più calda e morbida.
Il letto troneggiava al centro della stanza, circondato da candele gialle: quella sera, Eva avrebbe avuto un ospite, e voleva che tutto fosse perfetto. Si bagnò l’indice sinistro con la saliva, e tracciò un pentacolo invisibile sulle lenzuola di seta.
Uscì dalla stanza e andò a farsi una doccia: le essenze del bagnoschiuma e delle creme da corpo le donavano un profumo irresistibile.
Faceva caldo, e per uscire indossò un abito leggero color paglia, scollato con le maniche corte, la gonna ampia fino alle caviglie; legò i capelli con un nastro rosso, la stessa sfumatura di rosso dei sandali che indossava.

Giunta al luogo dell’appuntamento, vide l’uomo che l’aspettava venirle incontro e porgerle una rosa bianca, e insieme entrarono nel locale dove avrebbero cenato. Eva lo vedeva per la prima volta, ma questo non aveva alcuna importanza: le serviva un uomo, quella notte.
Durante tutta la serata, gli aveva lanciato segnali chiari e inequivocabili, e l’uomo, eccitato, non esitò a cogliere il suo invito.
Eva lo portò a casa sua procedendo pian piano, a piedi: l’appartamento distava poche centinaia di metri, e l’aria fine invitava a una passeggiata nella luce radente del crepuscolo.

Arrivati sulla soglia, aprì la porta e fece entrare il suo prescelto. Lo invitò in cucina, dove gli offrì un Bloody Mary mentre, con un solo gesto, si sfilava l’abito e restava completamente nuda sui tacchi alti.
Sciolse i capelli, gli si sedette in braccio e lo baciò.
Lo invitò a spogliarsi a sua volta, e stette a guardare mentre lo faceva. Non era un bell’uomo, ma serviva comunque al suo scopo.

Entrarono in camera, lo fece accomodare sul letto e accese le candele, quindi entrò anche lei all’interno del cerchio. Lo guardò negli occhi con un’espressione voluttuosa, e gli promise che, quella notte, gli avrebbe fatto conoscere l’inferno.
Lo spinse giù, e quando fu supino sotto di lei pronunciò la formula. In quel momento apparve il demone.
Eva lo percepì ritto dietro di lei, il volto nascosto da un enorme sorriso pieno di canini irregolari ed aguzzi. Lo vide strappare l’anima alla vittima sacrificale e renderne il corpo, svuotato di ogni volontà, uno schiavo dell’inferno per i secoli a venire.
Vide poi quella figura infernale porsi innanzi a lei, e per la prima volta udì la sua voce:
– Hai saldato il tuo debito. – ruggì. E scomparve, lasciando sul letto un ciondolo a forma di cuore.

Gli occhi di Eva si riempirono di lacrime, una gioia amara la invase: in quel ciondolo era rinchiusa, da tempo immemorabile, la sua anima.
Lo prese in mano, lo strinse e lo baciò. In quel momento percepì il calore sulla pelle, udì frinire le cicale, e si sorprese del suo pianto.
E, tra le lenzuola ancora macchiate dal fluido sanguigno che colava dal demone, si addormentò, finalmente libera.

Ma questo, cari (pochi) lettori, è soltanto un incubo.
Eva sta beatamente dormendo in un luminoso e afoso pomeriggio di agosto, dopo essersi fatta una doccia rinfrescante, e il rosso sulle lenzuola altro non è che il riflesso di un grosso vaso laccato.

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Categorie: Racconti già scritti | 3 commenti

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3 pensieri su “La realtà delle cose

  1. bel post……..

  2. Pingback: Made by Mika – intervista a Michela Fusato « il Venditore di pensieri usati

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