Archivi del mese: ottobre 2012

La Spada di Shannara

(di Terry Brooks).

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Allora…
sono deluso. Molto. Vabbè che è la prima cosa che ha scritto, ma non si possono lasciare a metà certi eventi!
Ma partiamo dal principio:
Parliamo di una compagnia poco numerosa di persone, tra cui nani, elfi, un mago che va via per i fatti suoi, un tizio che poi si scopre che è erede al trono, un oscuro personaggio che dall’ombra dirige un grosso esercito per conquistare il mondo… Vi ricorda magari qualcos’altro? Tipo “Il Signore degli Anelli”?

Inizia un viaggio lungo e pericoloso, la compagnia si frammenterà e ogni gruppo avrà la propria avventura. Solo il druido Allanon terrà intrecciati i fili della storia, che non vi sto qui a racontare perché è un pratico riassunto della più nota opera di Tolkien.
Perché è di qiesto che stiamo parlando: di una storia pressoché identica raccontata in metà spazio. Poca originalità, personaggi già visti, anche se sostituiti (per esempio sostituisce gli gnomi agli orchi, dei piccoli uomini agli hobbit, e via discorrendo.), qualche forzatura.

Ecco. In ogni caso, un libro di oltre 600 pagine non può iniziare a essere interessante dopo le “prime” 400, e comunque non mi può lasciare la battaglia decisiva, alle porte e all’interno di una città fortificata che difende l’accesso a tutte le altre terre (ehm… No, non è Minas Tirith…), a metà! Perchè io avevo lasciato la città che era praticamente messa a ferro e fuoco, conquistata da troll (…) e gnomi (gnomi, non orchi, come dicevo poc’anzi), i nostri allegri compagni che stavano soccombendo… e tutto d’un tratto li ritrovo festaioli! Che è successo, nel frattempo?
E che fine ha fatto l’esercito elfo che non si capiva se stesse arrivando o meno?
E come ha fatto il fratello del protagonista (ah: il protagonista è un inetto che si è ritrovato in mezzo agli eventi perchè erede di un talismano…), che stava salvando il re elfo e tentando di raggiungere il druido, scappando da un esercito di gnomi inferociti con troll al seguito… insomma che stava facendo prima di festeggiare? Ah, già… stava facendo qualcosa con gli elfi, dopo essere in qualche modo sfuggito agli inseguitori… E come si è ricongiunto alla compagnia? E alla fine ha ritrovato il druido?
E come mai è felice, alla fine fine, di riabbracciare un personaggio di cui, presumo, ha solo sentito parlare?
Tutte domande che non trovano risposta, perché, ripeto, molti eventi rimangono in sospeso. Se Tolkien si lasciava aiutare, a volte, da fortuiti aiuti che arrivavano ai protagonisti, Brooks proprio non ci spiega come riescano a uscire dalle situazioni.

Mah!
Proverò a leggere anche il prossimo. Brooks si è rivelato un buon autore, alla fine… e il ciclo succesivo, quello di Landover, lo dimostra. L’ho divorato, il ciclo di Landover. Purtroppo non avevo ancora iniziato a prendere nota di quanto leggevo, e ormai è passato troppo tempo per poterne scrivere.

Spero che nel prossimo ci saranno accenni a ciò che è successo prima, così, per capire il passato.
Buona notte, cari lettori.

Categorie: Piccola Biblioteca Usata | 1 commento

Coming soon… so soon…

Espiazione.
Parliamo di estremisti. Estremisti religiosi. Di uno, in particolare.
Frutto della mia immaginazione, ovviamente, ma chi l’ha letto ha detto di conoscere gente non troppo dissimile.
A presto, cari, pochi lettori. Il giorno dei morti si avvicina.
Questa volta saranno un numero imprecisato. Non molti, invero, ma credo neanche pochi.
Tanto lo sapete che qui il morto ci scappa sempre 😀

Categorie: Varie ed Eventuali | Lascia un commento

365 STORIE D’AMORE

Ancora poco più di due ore, poi inizierà, anche quest’anno, la lotta per la selezione sull’antologia della Writers Magazine Italia!
Ma, come ben sapete, cari, pochi lettori, le storie d’amore non sono esattamente il mio genere… quindi ho preparato (sudato) 2 racconti, se vanno vanno, sennò pazienza.
Auguratemi in bocca al lupo!
I racconti eventualmente non selezionati li pubblicherò a Gennaio in un unico post.
Intanto, attendete il racconto di Novembre, eccezionalmente in uscita il 2, giorno dei morti.
A presto!

Categorie: Varie ed Eventuali | 5 commenti

Sei Minuti

Due orbite vuote mi scrutavano nel buio della stanza.
“Vieni”, disse una voce nella mia testa, e io mi alzai dal letto. Una tenue luce blu mi avvolse, e vidi la Mietitrice invitarmi a sedere su una sedia.
Avanzai titubante, non mi aspettavo che la chiamata fosse una cosa così d’effetto.
A ogni modo, non ero pronto. Ero spaventato.
Mi sedetti , e la luce crebbe d’intensità.

Il teschio con la falce prese le sembianze di una meravigliosa ragazza vestita di bianco. Splendeva come un faro nella notte. “Tu lo sai chi sono”, continuò la voce nella mia testa. Sì, sapevo chi era. E sapevo che non potevo fare altro che ubbidire al suo comando.

Comparve un tavolino con una scacchiera. “Allora è vero”, affermai amaro, “che la Morte sa giocare a scacchi!”
Le chiesi cosa sarebbe successo se avessi vinto, mi rispose che avrei vissuto qualche minuto di più. Consapevole che sarei morto.

Le regole erano semplici: ogni pezzo sulla scacchiera corrispondeva a un minuto di vita terrena. I pezzi che avrei mangiato avrebbero aumentato il tempo di permanenza, viceversa ne avrei perso, fino a morire istantaneamente nel sonno.
Mi lasciò prendere il bianco. Il bianco muove per primo, ma cosa avrei potuto muovere? Quale pedone? O uno dei cavalli?
Non ero molto pratico del gioco, l’ultima partita risaliva a un paio di decenni prima, ma valeva la pena tentare.

Chiusi gli occhi, e toccai un pezzo a caso. Il pedone del re. Lo portai avanti di una casella, e la partita ebbe inizio. La morte mi osservava dolcemente, mentre uno dopo l’altro si prendeva i miei pezzi, farmi sempre più triste all’idea di non poter tornare in vita, fosse stato anche solo per un attimo.
Ma una volta iniziata, la partita doveva essere portata a termine, altrimenti…
Era la regola. Così continuai ostinato a giocare, fino a che, per un fortunato evento di cui ancora sospetto, ebbi l’occasione di vincere. E potei tornare in vita per sei minuti.

Trovai mia moglie sveglia, con la lampada da lettura accesa. Mi raccontò sommariamente l’incubo che l’aveva fatta saltare sul letto, un incubo nel quale sarei morto quella notte stessa. Le diedi un bacio, una carezza. La guardai negli occhi, le dissi che l’amavo. Cacciai indietro le lacrime.
Le augurai la buonanotte, mi girai sull’altro fianco e chiusi per sempre gli occhi.

La morte aveva l’aspetto di una bambina; mi prese per mano e mi accompagnò verso la luce.

Categorie: Racconti già scritti | 2 commenti

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