La Spada di Shannara

(di Terry Brooks).

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Allora…
sono deluso. Molto. Vabbè che è la prima cosa che ha scritto, ma non si possono lasciare a metà certi eventi!
Ma partiamo dal principio:
Parliamo di una compagnia poco numerosa di persone, tra cui nani, elfi, un mago che va via per i fatti suoi, un tizio che poi si scopre che è erede al trono, un oscuro personaggio che dall’ombra dirige un grosso esercito per conquistare il mondo… Vi ricorda magari qualcos’altro? Tipo “Il Signore degli Anelli”?

Inizia un viaggio lungo e pericoloso, la compagnia si frammenterà e ogni gruppo avrà la propria avventura. Solo il druido Allanon terrà intrecciati i fili della storia, che non vi sto qui a racontare perché è un pratico riassunto della più nota opera di Tolkien.
Perché è di qiesto che stiamo parlando: di una storia pressoché identica raccontata in metà spazio. Poca originalità, personaggi già visti, anche se sostituiti (per esempio sostituisce gli gnomi agli orchi, dei piccoli uomini agli hobbit, e via discorrendo.), qualche forzatura.

Ecco. In ogni caso, un libro di oltre 600 pagine non può iniziare a essere interessante dopo le “prime” 400, e comunque non mi può lasciare la battaglia decisiva, alle porte e all’interno di una città fortificata che difende l’accesso a tutte le altre terre (ehm… No, non è Minas Tirith…), a metà! Perchè io avevo lasciato la città che era praticamente messa a ferro e fuoco, conquistata da troll (…) e gnomi (gnomi, non orchi, come dicevo poc’anzi), i nostri allegri compagni che stavano soccombendo… e tutto d’un tratto li ritrovo festaioli! Che è successo, nel frattempo?
E che fine ha fatto l’esercito elfo che non si capiva se stesse arrivando o meno?
E come ha fatto il fratello del protagonista (ah: il protagonista è un inetto che si è ritrovato in mezzo agli eventi perchè erede di un talismano…), che stava salvando il re elfo e tentando di raggiungere il druido, scappando da un esercito di gnomi inferociti con troll al seguito… insomma che stava facendo prima di festeggiare? Ah, già… stava facendo qualcosa con gli elfi, dopo essere in qualche modo sfuggito agli inseguitori… E come si è ricongiunto alla compagnia? E alla fine ha ritrovato il druido?
E come mai è felice, alla fine fine, di riabbracciare un personaggio di cui, presumo, ha solo sentito parlare?
Tutte domande che non trovano risposta, perché, ripeto, molti eventi rimangono in sospeso. Se Tolkien si lasciava aiutare, a volte, da fortuiti aiuti che arrivavano ai protagonisti, Brooks proprio non ci spiega come riescano a uscire dalle situazioni.

Mah!
Proverò a leggere anche il prossimo. Brooks si è rivelato un buon autore, alla fine… e il ciclo succesivo, quello di Landover, lo dimostra. L’ho divorato, il ciclo di Landover. Purtroppo non avevo ancora iniziato a prendere nota di quanto leggevo, e ormai è passato troppo tempo per poterne scrivere.

Spero che nel prossimo ci saranno accenni a ciò che è successo prima, così, per capire il passato.
Buona notte, cari lettori.

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata | 1 commento

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Un pensiero su “La Spada di Shannara

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