Io ci credo

Mancano cinque minuti alla fine del mondo. Ci credo perché ce l’hanno detto Loro, e Loro sapevano tutto.
Ci credo fin da quando l’ho sentito dire per la prima volta, diversi anni fa. E ci credo ancora adesso, qui, in mezzo alla gente, in mezzo a questo frastuono, perduto come altri in un groviglio di corpi appiccicosi all’interno di un locale qualunque.

Le casse vomitano musica ad altissimo volume, le onde d’urto dei bassi sono deflagrazioni che rimbalzano sul torace e fanno esplodere i timpani, ma non importa: domani non ne avremo più bisogno.

Le sagome si muovono come demoni al ritmo indiavolato dei rigurgiti sonori, le luci gialle e rosse sospese nel fumo artificiale disegnano l’inferno che verrà.

La festa per la fine del mondo è al suo apice. Si festeggia l’imminente scomparsa dell’umanità, si festeggia un evento spaventoso e impossibile da fermare. Si festeggia per dominare la paura dell’ignoto.
Nessuno ha idea di che cosa accadrà fra poco: devastanti sciami sismici, meteoriti, inondazioni e chi più ne ha più ne metta. Di teorie ne sono state fatte tante, tutte verosimili e scientificamente fondate; ma troppe verità si fondono in un’unica, grande menzogna, e proprio a causa di ciò nessuno crede più che questa notte sarà realmente l’ultima.
Nessuno si aspetta di morire per davvero, ma ognuno agisce comunque come se dovesse finire tutto.
Solo io, qui dentro, so per certo che questa notte tutto avrà termine, che la Fine del Mondo è reale e tangibile, anche se sconosciuta.

Guardo i volti di chi mi sta attorno: uomini e donne con le facce invasate, corpi madidi di sudore, chi per il ballo, chi per la droga mischiata all’alcool, chi per le orge improvvisate; vedo i baristi lavorare a velocità incredibile per star dietro a clienti che gozzovigliano e spendono come se domani non dovessero pagare il debito… e vedo la sgraziata ragazza che si è appena seduta sul mio stesso divanetto farmi gli occhi dolci.

Mi desidera, forse anche lei crede che domani tutto sarà finito, e sicuramente non vuole morire prima di aver consumato un amplesso. Probabilmente il primo, cogliendo l’occasione di una fine imminente, ma sicuramente l’ultimo, in un modo o nell’altro.

Le sorrido di rimando, la invito ad avvicinarsi, mi preparo ad accoglierla tra le braccia. Lei si sfila le mutandine di pizzo da sotto la gonna e si siede vogliosamente a cavalcioni sulle mie gambe, avvicina il suo viso al mio e mi ficca la lingua in bocca con veemenza. No, questa ragazza decisamente non sa baciare!
Mi sbottona il cappotto e rimane interdetta. Mi guarda negli occhi, leggo nel suo volto atterrito una domanda chiara, nitida: “perché?”
Il timer del detonatore si riflette sui suoi occhiali enormi: quattro secondi alla fine. Tre. Due. Uno.

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2 pensieri su “Io ci credo

  1. Scorrevole e piacevole il Tuo racconto, ma anch’io mi domando:
    “Perché non è finito il mondo?”

    Lieta sera e Buon 2013
    Sentimental

    • Grazie e bentrovata!

      Maaaa… Chi ti dice che il mondo, in realtà, non sia finito? Nel senso, lui si è fatto esplodere portando con sé la sua verità, ma qual era questa verità? Non sappiamo chi siano “loro”, né cos’avessero predetto, tutto è stato lasciato in sospeso per stimolare la curiosità del lettore e laciarlo cuocere nel suo brodo mentale di ipotesi.

      Spero di averti risposto, e a presto!

      Riccardo

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