La papessa (****)

Di Donna Woolfolk Cross

Storiella interessante, cari, pochi lettori, un buon mix di storia, leggenda (o realtà supposta?) e drammaticità, con un finale che ha fatto saltare la quinta stella, ma andiamo con ordine.

Il romanzo ci porta attraverso tutta la vita di questa donna, dalla nascita alla fine dei suoi giorni, e ce la racconta come una donna medioevale che aveva una gran voglia di imparare, di crescere culturalmente; ma ce ne parla anche di come si sente donna attraverso una storia d’amore.
Ecco, lei per la voglia di cultura si fingerà uomo, imparerà a leggere, scrivere, andrà alle “schole” che all’epoca potevano frequentare solo i maschietti (e neanche tutti, a dircela qui), e finirà prima in un’abbazia, poi a Roma, fino ad ascendere alla carica pontificia, conscia che, se scoperta, le sarebbe toccata una fine orribile.
Nasconderà e terrà a freno il suo essere femminile, e con esso anche la sua struggente passione per l’uomo che ama.
Che anche lui resterà al suo fianco per tutta la vita, struggendosi a sua volta, ma ora, chi ha voglia di leggerlo, smetta di leggere questa recensione, che faccio un paio di spoilerate e vi racconto pure il finale.

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Siete ancora qui?
Bene, cari, pochi masochistici lettori (parlo per chi non ha ancora letto), ora vi racconto un altro po’ di cosette.
Prima vi dico che, in maniera dolce e con parole velate, il rapporto carnale fra lei e il suo amato sarà festeggiato in maniera esplosiva, da come lo racconta la nostra Giovanna (si chiama Giovanna, sta tipa, ma tanto lo scoprite all’inizio), e nessuno lo verrà a sapere. Fino al momento del parto, ma abbiamo tempo per parlarne.
Poi, ci sono alcune cosette che non mi sono piaciute poi molto, come la fortuna sfacciata che ha avuto quando è fuggita dal monastero, giusto un attimo prima di essere scoperta. Ma dico, malata com’era, neanche capace di stare in piedi, si abbandona su una barca alle rapide di un fiume, per venire salvata dalle acque dalla famiglia del mulino bianco? Andiamo!
Per non parlare di come viene eletta: quando tutte le speranze sono perdute, per onore al titolo del romanzo le guardie pontificie vanno a cercarla, la trovano pregante in una chiesa e le dicono “Buongiorno, Papa Giovanni,” (il nome da uomo. Fantasia? No, era il nome di uno dei fratelli morti. Due fratelli, aveva, ed entrambi sono deceduti) “cortesemente verresti a salutare il tuo popolo, che ti sta acclamando da minuti e minuti?”
Sì, quelle stesse guardie che l’avevano scaraventata a marcire in una prigione nella quale, non si è ben capito come, è riuscita a sopravvivere a pane e acqua. E magari qualche topo, certo, ma non ci viene segnalata la cosa, quindi lo immagino io.
Dicevo: pane, acqua, topi, erbe mediche (aha! è pure guaritrice, sta tipa!), pavimento allagato, roccia umida…
se non ha fatto la muffa lì, io non lo so.

Ma arriviamo al finale, cari, pochi lettori: a parte l’epilogo, che serve a sistemare qualche tassello che mancava, il tutto si svolge in una decina di minuti:

sono in processione, lei papessa e il suo amante, eletto da lei alla carica di Superista (c’è wikipedia se non sapete cosa vuol dire), e qualcuno dalla folla lancia un sasso colpendo la papessa (dove ho già sentito sta storia? Ma forse mi sbaglio con un proiettile…) e fugge.
Ovviamente, il superista si lancia all’inseguimento, gli viene tesa un’imboscata e viene ucciso.
Lei, dicevo, era incinta, mi pare fosse il quinto mese o giù di lì; dallo shock partorisce il figlio prematuro (morto, ovviamente), e muore di emorragia.

Insomma, un finale fin troppo veloce rispetto a tutta la fatica che ha fatto lei durante tutto il romanzo.
Che è costato al tutto la quinta stella.

Ma, a parte questo, io vi direi di leggerlo, perché la storia è intrigante, la lettura scorrevole e il tutto risulta piacevole e interessante da leggere.

Quindi, cari, pochi lettori, se vi capita fra le mani potete anche acquistarlo, sappiate che è un buon libro.
A presto! Prestissimo!

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , , , , , , , , | 1 commento

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Un pensiero su “La papessa (****)

  1. Ciao Riccardo, non ho letto il libro, ma tempo addietro ho visto il film
    che mi ha sinceramente coinvolta

    Buona Epifania
    Senty

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