Ballata

Quando ci siamo messi insieme, in quel giorno lontano del 2004, mi hai chiesto di mollare i miei amici.
E io l’ho fatto, amore mio. Per te, perché ti amo.

Mi hai chiesto di lasciare tutto, di essere tuo schiavo, di fare qualunque cosa mi avessi ordinato.
E io l’ho fatto, amore mio. L’ho fatto, perché non avevo altra scelta. Io ti amo, e tu eri l’unica che poteva ricambiare il mio sentimento. Me l’hai insegnato tu, con pazienza.

Mi hai chiesto di dedicare tutte le mie energie e il mio tempo alla cura della tua persona, e io l’ho fatto, amore mio, perché ti amo. Non mi importava di me, l’importante era che tu fossi felice.
E io deperivo, giorno dopo giorno: come una sanguisuga mi prosciugavi dentro, estraevi a piene mani il mio bene, e io ne avevo sempre, per te. E non mi importava che tu non facessi nulla per me.

Mi hai chiesto di esserti fedele, di cavarmi gli occhi affinché non potessi rivolgere lo sguardo alle altre donne. E io l’ho fatto, amore mio, perché ti voglio bene. E non mi importava della tua folle gelosia, delle tue lamentele, delle tue scenate quando ti accorgevi che, seppure cieco, percepivo altri odori femminili e mi voltavo. E non mi lamentavo, amore mio, perché sapevo che mi volevi bene, e non era giusto che io mi interessassi di qualcuna che non fossi tu.

Poi, un giorno mi hai chiesto di aspettarti un momento, fermo sui binari, mentre andavi a prendere un gelato per te. E io l’ho fatto, amore mio. L’ho fatto per amor tuo. Sì, l’ho fatto nonostante mi avessi abbandonato sotto il sole di un impietoso giorno di luglio, l’ho fatto nonostante avessi udito il treno che avanzava inesorabile, fischiando. E mi sono sentito in colpa quando ho avvertito l’impatto. Perché avevo mancato alla promessa, non ti ho aspettata. Sono morto prima che tu fossi tornata.
E la tua insensibilità, quando hai visto il treno fermo sul mio corpo straziato, era giusta. Perché avevo disobbedito al tuo comando, ti avevo delusa.

Ma ora, amore mio, ora potrò restare con te per sempre, in ogni momento della giornata. E non m’importa se vai con altri uomini, so che lo fai per disperazione, per cercare qualcosa di me, qualcosa che non potrai più avere.
Fingi di essere felice tra braccia a me sconosciute, fingi di essere felice oggi, che ti stai sposando, e fingerai di essere felice per il resto della tua vita.
Lo so. Lo so perché ti vedo, ti sento, ti sono accanto mentre sei sola: sotto la doccia, in macchina, mentre fai la spesa. E le tue lacrime restano dentro, il tuo pensiero è sempre rivolto a me. A me e a nessun altro.
Lo so. Lo so perché sono con te, sono al tuo fianco, sono dentro di te. Dentro di te.

E ti aspetto, ora e fin che sarai viva, fino a quando la morte ti renderà mia sposa.
E allora, amore mio, sarai mia schiava per l’eternità, perché mi sei stata promessa quel giorno.

Annunci
Categorie: Racconti già scritti | Tag: , , , , , , , , | 2 commenti

Navigazione articolo

2 pensieri su “Ballata

  1. Un amore a senso unico che… Meglio perdere che trovare
    Un racconto accattivante e riflessivo

    Buon 2013
    Senty

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: