F.A.T.A.

Seppellii il mio cuore sul bagnasciuga e lo affidai all’oceano.
L’acqua venne a prenderlo, e lo rinchiuse nel suo scrigno inaccessibile.
Ma le parole inespresse racchiuse nel mio io più segreto, di un’amarezza infinita, erano troppo pesanti persino per il profondo blu, e gorgogliarono risalendo in superficie.
L’acqua si increspò, bolle esplosero nell’aria rivelando le frasi al vento, poi l’oceano tornò a essere un cielo capovolto, sereno come se si fosse finalmente liberato di un peso gigantesco.
La brezza fu caricata di quelle voci, che divennero tempesta e si scagliarono sulla Terra, colpendo con veemenza le pareti delle montagne, e le montagne, scosse dal verbo, tremarono sempre più violentemente, quasi singhiozzassero e piangessero all’unisono col mio cuore infranto, fino a che si spaccarono vomitando il fuoco, che lentamente distrusse persone e cose.
E di me non restò altro che un’anima bruciata, che urlò la sua disperazione, e pianse fino a restare prosciugata, arida come la sabbia del deserto, fino a quando un altro mare venne a lambire le rive del mio cuore.
Fuoco, Aria, Terra e Acqua, in un ciclo perpetuo dentro di me, avido d’amore.

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