Tutti i miei robot (****)

di Isaac Asimov.

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Il primo Asimov che abbia letto, cari lettori!
Che ci si trova dentro? Beh, un po’ di tutto, direi. Si parte dalla tipica fantascienza “antica” e si arriva a quella moderna, e ci mancherebbe! Lui è il Padre della fantascienza moderna…

Intendiamoci: per “fantascienza antica” intendo di quando si parlava di robot non umanoidi e indistruttibili.

E quindi, dicevo, lo stesso Asimov ha composto quest’antologia “a settori”, nel senso che parte dai suoi primi racconti, dove troviamo i robot come minaccia per l’uomo, i robot che vengono raggirati dall’uomo, i robot indistruttibili ed eterni… e poi si passa ai robot col cervello positronico, dai primi esperimenti al loro evolversi, facendoceli conoscere di volta in volta attraverso alcuni personaggi umani molto ben caratterizzati, che affrontano problemi di logica robotica degni di un romanzo giallo, pur senza vittima.

Senza vittima perché i robot positronici non possono fare alcun male agli esseri umani, e questo grazie alle tre leggi della robotica, che non sto qui a citarvi per motivi di copyright.
Perché Asimov ha sempre permesso che si citino le tre leggi, ma senza enunciarle. Se proprio non le ricordate, potete leggerle qui, basta seguire il link.

Vi ripeto, cari lettori, che questa è la prima cosa che ho letto di Asimov, e ne sono stato rapito, fulminato. L’avevo comprato attirato dall’ultimo racconto, ovvero “L’Uomo Bicentenario”, da cui è stato liberamente tratto un fortunato film.
Liberamente tratto perché il racconto è molto diverso, ma non importa, spero di avervi messo abbastanza curiosità da istigarvi ad andarlo a leggere.
Il problema? Non capirete il racconto fino in fondo se non avete letto anche i racconti precedenti.
Non perché ne sia legato in qualche modo, ma perché bisogna imparare un po’ a conoscere la psicologia dei robot, per capire i vari passaggi.

Mi è piaciuto, sì, e gli ho dato quattro stelle sulle solite cinque.
Perché è saltata la quinta? Ma perché ormai ci siamo abituati a molte cose, e i robot indistruttibili che funzionano in eterno, oggi come oggi fanno un po’ sorridere.
Oggi i robot si guastano, devono ricaricarsi, possono avere problemi tecnici senza letteralmente dover impazzire e mettersi a girare intorno a un giacimento minerario senza sosta… Tutto qui.

Ma leggetelo, che i due collaudatori sono divertentissimi da seguire nei loro ragionamenti al limite dell’impossibile; che Susan Calvin è un’autorità che va temuta e rispettata, oltre che amata, e la ritroveremo nei romanzi che narrano la storia dell’Universo, nel ciclo dei robot per essere esatti; che i robot sono esseri complessi quasi quanto gli esseri umani, e tante altre cose.

Buona lettura, cari lettori!
Alla prossima!

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