Elianto (****)

Di Stefano Benni.

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E non avevo neanche voglia di leggere Benni, ma non sapendo cosa prendere dallo scaffale della libreria di casa, diciamo che ho chiuso gli occhi e ho affidato la scelta al caso.
E il caso ha deciso:

Elianto.

Elianto inizia strano, col rumore universale, e la scoperta della mappa nootica da parte, appunto di Elianto.
Che è il protagonista, più o meno.
E che all’inizio è rinchiuso in una clinica, malato di “morbo dolce”, presunto terminale alla tenera età di 13 anni.
E la mappa nootica, se vi state chiedendo cos’è, non è altro che la mappa che si utilizza per viaggiare attraverso gli otto mondi alterei. Mi pare chiaro, no?

Sempre all’inizio, ci vengono presentate alcune entità diaboliche, un paio di dottori e altri personaggi di vario genere, tra cui un maestro di levitazione che deve vivere col casco sempre in testa per evitare craniate sul soffitto.
Conosciamo pure la famiglia di Elianto, rinchiusa in un grattacielo (o grattasmog, come lo definisce Benni), in una situazione che ricorda vagamente la vita del “1984” di Orwell.

Ma andiamo avanti, e vediamo come la ricetta della medicina per salvare Elianto venga data a tre teppistelli da un’anguilla sott’olio, e come nel frattempo le tre entità diaboliche siano costrette a entrare a loro volta in possesso di una delle mappe nootiche.
Che in questo momento è la terza.
Sì, ok, non vi ho detto a chi appartiene la seconda, ma è di un’assurdità tale che non posso dirvela adesso. Forse più tardi, o forse vi lascerò il gusto di scoprire gli altri personaggi da soli. Perché c’è qualcuno di cui non vi sto parlando. Deliberatamente, s’intende.

Ah, già: anche ai tre teppisti viene data una mappa nootica, e siamo a quattro. Così, quando lo leggerete non andrete in confusione coi conteggi.

A questo punto si passa alla seconda parte, distinta dalla prima da una pagina con scritto “Parte Seconda, il viaggio nei sette mondi” e il testo di “Midnight Train”, un brano di Snailhand Slim.
No, non affannatevi a cercare chi è su Wikipedia, è un personaggio inventato da Benni, presente nel romanzo. E no, non è lui quello in possesso della seconda mappa.
E ancora, non avete letto male: i mondi alterei sono 8, sulla seconda parte è scritto 7.
E qui, cari lettori, inizia l’avventura vera e propria, sulla quale non mi dilungherò più di tanto.
Anzi, per comodità non la descriverò affatto. Vi dico solo che, com’è tradizione della narrativa “Benniana”, è una roba esilarante, tanto da costringere mia moglie a chiedermi di non leggerlo a letto, che non riesce a prendere sonno con me di fianco che rido.
Mia moglie, sì. Perché, anche se magari mi conoscete solo attraverso il blog o Skan Magazine, dovete sapere che io non sono un’entità astratta.

Però a lasciarvi così mi sento in colpa, quindi una cosa ve la racconto: Elianto se ne starà a sognare nella sua stanzetta della clinica; i suoi tre amici saranno alle prese con la ricerca di uno strano frutto (e non solo di quello), accompagnati per breve periodo dalla sgangherata ciurma di Capitan Guepierre; i tre demoni andranno alla ricerca del Kofs, e il trezo elemento narrativo di cui non vi parlo è il più esilarante.
E, ovviamente, ogni gruppo di personaggi non visita un unico mondo.
Il personaggio migliore di tutti, mi chiedete? Brot, naturalmente.

Ma parliamo ora della terza parte, che si divide dalla seconda con una pagina simile a quella già descritta.
Simile, non uguale.
Ma questi son dettagli: in questa parte temeremo per la vita di Elianto, e seguiremo con orrore le vicende politiche di Tristalia, perché a questo punto la battaglia politica si farà cruenta.

Elianto Ovviamente si salverà, ma non vi dico chi lo salverà; i politici si ammazzeranno fra di loro, com’è giusto che sia, i campioni del governo entreranno in crisi, eccetera.

E si passa alla quarta parte, che si divide dalla seconda con una paginetta diversa, in qualche modo, dalle precedenti.

Qui verrà ritrovata una tigre, prima di tutto. Come sarebbe a dire “cosa centra la tigre”? Vi ho già detto che non vi sto parlando di uno dei tre gruppi, no?
E comunque non è l’unica cosa che verrà ritrovata, ma il resto lo tengo per me e me lo rido da solo.
Perché dovete ridervelo anche voi: se vi svelo tutto adesso perdete metà del gusto!

In ogni caso, i tre gruppi si incontreranno, e porteranno i loro doni al nostro Elianto. Giustizia verrà fatta, e i personaggi che meritano una punizione avranno una punizione.
Magari non ricorderete subito a cosa si aggancia la pena, ma vi verrà in mente, e allora riderete il doppio.

Ed Elianto arriverà, non disperate. Arriverà e sarà aiutato dal Kofs, a vincere.
Come sarebbe a dire “vincere cosa” e “cosa diavolo è un kofs”? Insomma, mica posso riscrivere il romanzo parola per parola, no?

Comunque, cari lettori, questa è più o meno la storia.
Come ultima cosa, prima di chiudere questa recensione, vi chiedo: cosa centra un chicco di riso in tutto ciò? A voi scoprirlo! E siate maggioranza!

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5 pensieri su “Elianto (****)

  1. Stefano Benni.
    Ahh, lo adoro.
    Tutto, tutto quanto.
    La mia copia di Elianto ha le pagine tutte lise, consumate dalle mie mani avide e dai miei occhi assetati.
    Il mio preferito, però, se un preferito si può avere parlando di Benni, è Spiriti.
    Carmillamente, vetrocolato

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