Sober 9 – intervista alla Band

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*band ormai sciolta*

Ed eccoci qui coi Sober 9, ovvero Giordano Rossato alla batteria, Mauro Pozza alla chitarra, Karim Vezzaro alle tastiere e il vocalist Alberto Ferretti, che si è fatto portavoce del gruppo, per la rubrica “Domande usate per interviste nuove”. Manca ancora il bassista, ma arriverà presto, sperano.

Consapevoli che le stesse domande qui presentate saranno proposte, con le opportune modifiche, anche ad altri artisti, blogger e figure retoriche di vario genere, accettate di rispondere a tutte in maniera sincera ed esaustiva?

Accettiamo, no problema.

Ne siete sicuri?

Sì chiaro.

Allora giuratelo su… vediamo…
Ecco! Giuratelo sul cadavere di quella mosca là per terra!

Diavolo, no. Sul cadavere di Alfonsina non possiamo giurare. È stata troppo importante per noi.

Ma no! Era Alfonsina, quella? Che perdita! Che perdita, ragazzi! Mi spiace!
Ma vabbè, ormai è andata. A proposito: come sta l’insetto jazzista? Quello là, con le antenne che sembrano spazzole jazz per la batteria, ricordi?

Quel coso ogni anno torna con più amici. Tra un po’ ci invaderanno, e la cosa ci terrorizza.

Fico! Ma sentite, prima di cominciare vi chiedo: perché vi siete presentati con quell’immagine?

Perché è il nostro logo, disegnato da Giordano anni or sono. Non ne abbiamo trovati/ideati di meglio, per cui ci teniamo questo, ma forse un giorno ne faremo uno migliore, chissà!

Quindi non è escluso che un giorno qualcuno aprirà la pagina e troverà qualcosa di completamente diverso. Ok, ne prendo atto.
Allora, cominciamo… Innanzitutto, salutate a modo vostro gli amici che ci stanno leggendo.

Rock on, people.

Rock on, Sober! Che radici ha il vostro nome d’arte, “Sober 9”?

Nasce da un’idea di Gio, il batterista, fissato coi giochi di parole. “Sober” in inglese significa “sobrio”, e “9”, sempre in inglese, si legge come il tedesco “Nein”, cioè no. Quindi “Sobrio no”. Sembra un inno all’alcool, ma in realtà i bevitori sono sempre stati una minoranza nel gruppo, il che è ironico… Fra l’altro tu questo lo dovresti sapere da un pezzo, dato che conosci Gio da un’eternità.

Il fatto che io e Gio ci conosciamo sin dal 1993 (circa) e che io sia stato vostro bassista da marzo 2009 a settembre 2012 è del tutto irrilevante, in quanto vi sto intervistando sotto mentite spoglie per farvi conoscere al pubblico.

(nota per i lettori: qui dentro, nel mio blog, loro non sono raccomandati, ok?)

Andiamo avanti, su!
E allora, quando vi è venuto il ghiribizzo di mettervi a suonare insieme?

Il ghiribizzo iniziale lo ebbero Mauro e Giordano, sette anni fa. Alberto è arrivato l’anno dopo e da allora non si sono mai più separati. Karim, invece, è arrivato poco più di un anno fa. So che, comunque, è partito tutto da Gio, quindi il “ghiribizzista” è lui. E l’idea gli è venuta perché ama il rock!

Quindi il gruppo è orientato al rock. Anzi, per dirla tutta, all’hard rock!
Bene! La prima volta non si scorda mai. Cos’avete pensato la prima volta che, dopo un lungo parto, avete scritto il vostro primo brano?

Ci piaceva. Si intitolava “Wishing” ed era una ballata senza grosse pretese, scritta per un contest a cui non siamo stati ammessi, purtroppo. In fin dei conti, l’idea era buona, ma il nostro è un ambito in cui, per sviluppare una buona idea, è necessario avere tempo e strumentazione adeguata, cose che all’epoca non avevamo e che hanno pregiudicato la resa finale. Eppure la nostra primogenita è ancora lì, e presto tornerà a risplendere…

Non vedo l’ora di poterla ascoltare, allora!
E dove andate a pescare la vostra ispirazione?

Generalmente a caso. Qualcuno idea qualcosa e gli altri dietro. Preferiamo creare direttamente in sala prove, tra di noi, piuttosto che scrivere a casa e proporre. Permette alla canzone di evolvere con un sound più omogeneo, più “nostro”, essendo che viene costruita dalla band tutta nello stesso momento. Se scrivessimo ognuno per conto proprio, probabilmente verrebbero fuori una serie di cose che non avrebbero coesione fra di loro, e noi preferiamo sviluppare le nostre proprie sonorità di gruppo, piuttosto che quelle singole.

Interessante. Quindi il brano è un “brain storming” a tutti gli effetti! Bravi! Lavoro di squadra!
Ma oggi, con più esperienza e molto lavoro alle spalle, quale reputate sia la vostra “Opera Magna”?

Difficile a dirsi, in fin dei conti abbiamo composto poco, essendoci dedicati alle cover per tanti anni. Come “Opera Magna” potremmo suggerire la nostra seconda canzone, “The Assassin”, ideata dal nucleo storico del gruppo prima dell’arrivo di Karim, e che è un sunto dei nostri background musicali.

E la linkiamo qui, The Assassin, tanto per farla sentire a tutti. Parliamo invece di una cosa comune a molti artisti: a parte il lavoro notturno, perché le cose migliori quasi sempre vengono di notte, e in sala prove la sera si andava avanti (e andate tuttora, a quanto ne so) a chiacchiere e acustico fino a quasi le due, una cosa che influenza la creatività è la musica. Da quali artisti prelevate idee per i vostri brani?

Ci ispiriamo moltissimo agli artisti di cui abbiamo “coverizzato” diverse canzoni nel corso degli anni, ma di solito ognuno porta idee che richiamano la propria esperienza e i propri gusti, che sono molto diversi tra di loro. Mauro trae ispirazione dal rock classico, io dal rock settantiano o dall’heavy metal, Karim anche dall’alternative rock e Giordano, che ascolta veramente di tutto, riesce ad unire le cose tra di loro.

Sì, dai grandi, insomma. Perché hai omesso di dire che le vostre cover sono ti tutto rispetto. Mi dicevi che avete in repertorio brani dei CCR, dei Led Zeppelin, dei Queen, di Van Halen, e di molti altri artisti del panorama storico della musica. Anzi, se mi permetti, taggo qui una delle cover portate il 15 settembre allo squarciagola, così, oltre a sentirvi, i miei lettori possono anche andare a vedervi.

E, dato che anche l’ambiente ha la sua importanza, com’è fatta la stanza in cui vi mettete a comporre musica e parole?

È un casino atroce, e nonostante i vani tentativi di Giordano di metterla in ordine una volta ogni tanto, non c’è verso. Ormai siamo di casa lì dentro, abbiamo sempre provato lì e quindi è un ambiente di grande ispirazione, dato che è legato a tanti anni della nostra vita adulta. Nel corso degli anni abbiamo aggiunto poster, nostre foto ridicole o ritagli di persone che ci assomigliano, e abbiamo addirittura uno stuolo di peluche che ci segue ai concerti!

Dei quali, peluche, Animal è la mascotte ufficiale.

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Aggiungiamo un pizzico di nonsense a questa cosa: attiriamo persone a caso ma con criterio. Questo blog (il mio, intendo) vive di libri e racconti. In un massimo di 30 parole scrivete una storiella contenente una o più parole chiave da inserire come tag per la ricerca su Google. A piacere. Una cosa che parla di voi, che so, un aneddoto, oppure qualcosa che vi viene in mente… Potete anche mandarmi a quel paese e dire che non ne avete voglia, insomma… vedete un po’ voi.

Pochi conoscono la storia di Johnny Hendrix, il fratello bassista di Jimi Hendrix. Era un genio come il fratello, soprattutto per il fatto che gli mancava la mano destra e a causa di questo ideò la tecnica di suonare il basso con i denti, ripresa poi dal fratello. Morì a undici anni di overdose. Pochi conoscono questa storia perché non esiste, l’abbiamo inventata noi per prendere in giro Karim. Sono più di 30 parole, ma in meno non riuscivamo a farcela stare.

Fantastico! Mi avete strappato una risata, e ciò vi salva dalla punizione eterna per aver sforato i limiti!
E, per ultima cosa, qual è la domanda che nessuno vi ha ancora posto ma che vorreste sentirvi chiedere?

“Qual è il segreto del vostro successo?”

E la risposta è… ?

“Tua sorella!”

Ah, però! Non sapevo di avere una sorella!
Bene, grazie per il tempo che mi avete dedicato. Anche la sorella che non sapevo (finora) di avere ringrazia. Salutate gli habitué di questo blog.

Ciao, habitué. Non dimenticate che la vita è una tempesta, ma prenderlo in culo è un lampo.

E con questa perla di saggezza chiudiamo l’intervista alla band. Alla prossima, cari lettori, e non dimenticate di andare ad ascoltarli live, quando vi capita!
Per conoscere le date basta piacere la pagina féisbuc.

A presto!

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