Sotterfugi – l’Intervista!

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Ed eccoci qui con i Sotterfugi, al secolo Riccardo dal Ferro e Marco Pasin per la rubrica “Domande usate per interviste nuove”.
Consapevoli che le stesse domande qui presentate saranno proposte, con le opportune modifiche, anche ad altri artisti, blogger e figure retoriche di vario genere, accettate di rispondere a tutte in maniera sincera ed esaustiva?

Certamente!

Ne siete sicuri?

Assolutamente sì!

Allora giuratelo su… vediamo…
Ecco! Giuratelo sul cadavere di quella mosca là per terra!

Lo giuriamo sul cadavere di quella mosca là per terra.

Un po’ di entusiasmo, ragazzi, eh? Su, dai!
Prima di cominciare vi chiedo: perché vi siete presentati con quell’immagine?

Perché esprime nel migliore dei modi il fatto che il nostro lavoro nasce da una penna, quella del narratore, e da una matita, quella del disegnatore.

Che poi uno potrebbe scrivere con la matita e l’altro disegnare con la penna, ci avete mai pensato? Allora, cominciamo… Innanzitutto, salutate a modo vostro gli amici che ci stanno leggendo.

Buongiorno a tutti dal Blog che Morde!

Blog che morde? Beh, in effetti è un blog piuttosto aggressivo, non mi stupirei se mi trovassi un polpaccio in meno a fine intervista.
E voi attenti alle mani, cari lettori, non accarezzatelo troppo!

Che radici ha il vostro nome d’arte, “Sotterfugi”?

Nasce dal nostro intento di sorprendere il lettore, attraverso artifizi narrativi ed escamotage particolari che vadano a privarlo delle proprie certezze. L’uso, appunto, di “sotterfugi” narrativi.

In due parole, gli togliete il pavimento da sotto i piedi. Simpatici!
E quando vi è venuto il ghiribizzo di scrivere racconti e illustrarli?

Nel 2009, quando abbiamo partecipato a un concorso nazionale di narrativa e illustrazione a coppie, in provincia di Ancona. E l’abbiamo pure vinto.

Quindi, fatemi capire: vi svegliate la mattina, vedete sto concorso, e dite “proviamo a vincerlo?”… come dire, detto, fatto! “Eccellente!” (cit.)
La prima volta non si scorda mai, e quella lì sopra sembra essere la vostra prima volta narrativo – visiva, ma cos’avete pensato la prima volta che avete provato a unire le vostre forze per creare quello che poi è diventato un blog di successo?

Il blog è in realtà nato più di due anni dopo quel successo. Nel frattempo ci siamo dedicati ad altro, e abbiamo in qualche modo lasciato “maturare” i nostri rispettivi linguaggi, quello della narrazione e quello dell’illustrazione. Abbiamo semplicemente pensato che ci eravamo divertiti un sacco, e così abbiamo preso la decisione di collaborare in pianta stabile.

Insomma, collaborate in “pianta” stabile, vi siete lasciati “maturare”, e alla fine qualcuno vi ha pure raccolto. Ortaggioso!
Ma non sveliamo tutto subito: prima ditemi dove andate a pescare la vostra ispirazione.

Dipende. Soprattutto dalla musica e dalla letteratura, e per Marco ovviamente dalle tecniche illustrative con cui mano a mano entra in contatto.

E oggi, con più esperienza e molto lavoro alle spalle, quale reputate sia la vostra “Opera Magna”?

Anche questa è una domanda molto difficile perché siamo estremamente affezionati a un gran numero dei nostri lavori. Diciamo che, se prendiamo un racconto, per me (Riccardo) è Supermarket, mentre a detta di Marco, il suo è Nel Ventre. Ma ripeto, è una scelta davvero sofferta.

Andate a leggere e vedere i link di cui sopra, allora, cari lettori, poi tornate qui.
E sappiate che, per quanto mi riguarda, il mio preferito è “Apocalypse Duck”. E anche per me è stata una scelta sofferta. Perché ci sarebbe anche “Fiction Uber Alles”, o !La Catacomba TV”… ma non linko tutto, sennò poi non riesco più a leggere nulla di quello che sto scrivendo, fra un codice HTML e l’altro.

Fatto? Letto tutto? Bene. Parliamo ora di una cosa comune a molti artisti: a parte il lavoro notturno, perché le cose migliori quasi sempre vengono di notte, una cosa che influenza la creatività è la musica. Cosa ascoltate mentre scrivete o disegnate?

Dipende dal taglio che vogliamo dare al nostro lavoro. Innanzitutto, io scrivo soprattutto di notte, mentre Marco produce in tutto l’arco della giornata. Le influenze musicali possono essere di ampio raggio: andiamo dalla musica classica, in quei lavori che vorremmo mantenere più “gotici”, fino ad arrivare alla Nu Metal dei System of a Down, per quei racconti più pregni di azione. La musica è spesso un motore che dà la direzione al nostro lavoro, quindi è lei che sceglie cosa farci scrivere e disegnare.

Bello! Quindi, se è davvero la musica a suggerirvi cosa scrivere, mi sembra corretto affermare che se prendo i vostri racconti un carattere alla volta e li spalmo su un paio di pentagrammi, riesco ad ascoltare il brano che avevate nelle orecchie in quel momento! Si può dire “che figata”? 😀
E ditemi, dato che anche l’ambiente ha la sua importanza, com’è fatta la stanza in cui vi mettete a lavorare sulle vostre creazioni?

Sinceramente, questo è un aspetto che non influisce in maniera decisiva sui nostri lavori.

Ah. Quindi tanta musica e tanta concentrazione. Niente distrazioni esterne. Il risultato sarebbe quindi lo stesso sia che foste comodamente seduti in poltrona che sopra un sasso in una caverna umida.

Aggiungiamo un pizzico di nonsense a questa cosa: attiriamo persone a caso ma con criterio. Questo blog (il mio, intendo) vive di libri e racconti. In un massimo di 30 parole scrivete una storiella contenente una o più parole chiave da inserire come tag per la ricerca su Google. A piacere. Una cosa che parla di voi, che so, un aneddoto, oppure qualcosa che vi viene in mente… Potete anche mandarmi a quel paese e dire che non ne avete voglia, insomma… vedete un po’ voi.

Il dottore ci consigliò di mettere i nostri incubi in un luogo ben preciso. Così nacquero i Sotterfugi, il ripostiglio dei nostri mostri, delle nostre risate più oscure, delle anime perdute.

31 parole. Mi spiace, avete sforato. Sarete eternamente dannati, costretti a scrivere e disegnare col vostro stesso sangue, per restare in tema coi vostri scritti. Peggio per voi.
Vi chiedo un’ultima cosa, poi vi lascio liberi: qual è la domanda che nessuno vi ha ancora posto ma che vorreste sentirvi chiedere?

Quando cazzo la finirete di ammorbarci con le vostre illeggibili e inguardabili farneticazioni?

E la risposta è… ?

Dovrete sopportarci ancora per un bel po’, ragazzi, mettetevi il cuore in pace.

E per fortuna,direi! Bene, grazie per il tempo che mi avete dedicato. Salutate i pochi habitué di questo blog.

Grazie per l’intervista e per la vostra attenzione. Vi aspettiamo su Sotterfugi, sia in formato blog che sul nostro ebook!

Sì, perché, come accennavo più sopra, qualcuno ha raccolto il frutto del loro lavoro e ha deciso di pubblicarli. Se questo non è un buon motivo per fiondarsi a leggerli…
Dai, cliccate su quei link! Voglio sentire il rumore dei vostri mouse!

E se volete comprare i loro ebooks potete farlo su Amazon o su Itunes.

E con questo è tutto, e il mio polpaccio è ancora intatto, alla faccia dei morsi. Alla prossima, cari lettori!

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Categorie: Domande usate per interviste nuove | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , | 7 commenti

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7 pensieri su “Sotterfugi – l’Intervista!

  1. Grazie mille per averci ospitati in questo spazio!
    Speriamo che la simpatica intervista non fuorvii troppo i lettori che poi si troveranno a dover far fronte ai nostri… incubi! 😉

  2. I lettori sono avvisati.
    Ho scritto o no “E voi attenti alle mani, cari lettori, non accarezzatelo troppo!”? 😀

    Grazie a voi per esservi prestati alle domande del Venditore!

  3. Lapinetadifimo

    Supermarket…stupendo!

  4. Pingback: Intervista a Laura Platamone | il Venditore di pensieri usati

  5. Pingback: Sere Marroni Contest – Quelli che NON hanno vinto | il Venditore di pensieri usati

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