Archivi del mese: maggio 2013

Mezzi bicchieri

La felicità di una persona non dipende dalla sua percezione che il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto, ma dalla capacità di gustarne il contenuto.

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il grande Gatsby (**)

Di Francis Scott Fitzgerald.

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“non leggete questo libro!” (cit.)

(occhio che vi svelo il finale, in fondo!)

Ecco… no. Non mi è piaciuto. Sono rimasto deluso, non so cosa mi aspettassi, sicuramente non la storia melensa che…
Ma partiamo dal principio.
Volevo leggerlo prima di andare a vederlo al cinema, dato che è uscito in questi giorni, ma non ci sono riuscito, così sono andato al cinema prima di averlo letto, e ciò non mi piace. Ma è andata così.
Dicevo, sono andato a vederlo al cinema, ma mancava qualcosa, c’era un non so che di nascosto che non riuscivo a capire.
Ebbene, non l’ho capito nemmeno leggendo il libro.

Si tratta della storia di Gatsby, o meglio, di un tizio che lo conoscerà e ce lo farà conoscere attraverso un manoscritto.
Praticamente la storia di un uomo che tenta disperatamente di inseguire il passato, arrivando a costruirsi una fortuna per riconquistare una donna ormai già sposata, e l’autore vuole infilarci a forza nella testa che una scappatella extraconiugale può essere perdonata.
Anche due. Anche tre. Insomma, sì, ecco.

Dicevo, Gatsby vuol far rivivere il vecchio amore fra lui e Daisy, ma fallirà nell’impresa, perché “il passato non ritorna”.
Ecco: una storia, secondo me, povera di contenuti, un libro pieno di frasi fatte e di frasi a effetto messe in bocca più o meno a sproposito a personaggi improbabili per dirci che il passato è passato e non si può sperare di averlo indietro, che si deve andare avanti.
Non mi dilungherò oltre: se avete tempo da perdere leggetelo, perché la scrittura è piacevole, ma non c’è molto altro.

Se invece siete solo curiosi di conoscere la storia, allora guardate il film, che è pressoché uguale, e forse ci fa calare meglio nei personaggi.
E’ pressoché uguale, se non migliore, perché non ci propina la mal narrata tresca fra il protagonista e la golfista e perché non ci tedia con ciò che avviene dopo la morte di Gatsby. Perché Gatsby alla fine muore, sapevatelo.

Insomma, non ho trovato alcunché di intrigante né nel libro, né nel film, ma se a voi è piaciuto non esitate a contraddirmi.

Alla prossima, cari lettori!

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Mai dire mais (****)

di Silvestro Ferrara

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Neanche il tempo di iniziarlo che già è finito.
Un’interessante biografia, narra la storia del dottor Kellogg (sì, proprio quello dei cereali), e delle sue manie salutiste.

Non ve la farò lunga, anche perché si legge in un paio d’ore, quindi vi dirò solamente che era un inquisitore redivivo.
Nella sua clinica, infatti, sperimentava diverse terapie innovative:

– clisteri di yogurt (e non solo! Specialità della casa era quello da 56 litri °A° )
– elettroshock
– passare ore nudi in terrazza nelle notti invernali
– lettini vibranti (almeno tre quarti d’ora per seduta…)
– altre stranezze che leggerete con le lacrime agli occhi.

Sì, era un pazzo. Il pazzo che ha creato quei fiocchi di mais che ancora oggi mangiamo a colazione, nate da una vasca di mais ammuffita… ma di questo e di molto altro potrete leggere sul libro.

Alla prossima, cari lettori!

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Trilogia della Fondazione (*****)

di Isaac Asimov.

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Spoiler alert!!

Oramai dovete esserci abituati, cari lettori: io vi dico quasi tutto ciò che accade, dall’inizio alla fine. Lascio però un sacco di cose non dette, cose belle che vanno scoperte leggendo, ma questo lo dovete fare da soli.

Bello, dai. Seppure siano 600 pagine (o poco più), Asimov si fa leggere piacevolmente, scorrevolmente e altri avverbi del genere.
E’ difficile dare un giudizio a un’opera dalla quale sono state tratte molte altre saghe fantascientifiche e che è stata giudicata “il miglior ciclo fantascientifico di tutti i tempi”, quindi mi limiterò a fare dei brevi, brevissimi riassunti dei tre libri ivi contenuti.

In ogni caso, è impressionante il modo in cui Lui tratta la Fantascienza: in questo ciclo di romanzi, saremo immersi nella politica, nei suoi intrighi, nello spionaggio, nei sotterfugi dei mercanti, della religione inventata ad hoc, delle battaglie nello spazio appena accennate.
L’unica cosa che rende queste storie diverse da una realtà terrestre, è il fatto che invece di esserci una decina di nazioni che combattono con aerei, navi e carri armati, ci sono migliaia di pianeti che combattono con le astronavi.
Quindi, come ormai avrete intuito, se cercate un libro d’azione, questo non fa per voi.
Cioè, azione ce n’è in abbondanza, se la si sa cogliere, ma non aspettatevi battaglie epiche o roba del genere.

Detto questo, andiamo ad analizzare in poche parole i tre libri che compongono la raccolta.
In poche parole perché, come al solito, io voglio solo mettervi curiosità.
Leggete e saprete; leggete e non ne resterete delusi!

Libro primo: Prima Fondazione.

Si parte dallo psicostoriografo Hari Seldon che prevede un declino dell’impero galattico e un successivo periodo di 30mila anni di barbarie. La soluzione è quella di scrivere una monumentale enciclopedia contenente tutte le scienze, tutte le nozioni fino ad allora conosciute, in modo da ridurre il periodo di barbarie a “soli” mille anni.

Prima si fa esiliare su Terminus, un piccolo, inutile pianeta disabitato ai margini della galassia, e da lì si svilupperanno le successive situazioni. Vedremo crescere la Fondazione e la vedremo espandersi e conquistare i mondi barbari: prima con la religione, creandone una ad hoc e portando “miracoli” basati sulla scienza atomica, ormai dimenticata da molti, (e qui vedremo chiaramente come una religione inventata possa soggiogare milioni di menti deboli), poi abbandonandola e ricominciando la conquista tramite il commercio e la dipendenza dei mondi dalla Fondazione. Cioè, tutto funzionerà a pile atomiche, e la Fondazione ne avrà, appunto il monopolio.

Libro secondo: Fondazione e Impero.

In questo libro conosceremo ciò che resta della grandezza dell’Impero, e della sua flotta, costituita da enormi astronavi lunghe oltre tre chilometri, che comunque avranno problemi a star dietro alle piccole e più agili navi mercantili, meno armate ma comunque agguerrite e tecnologicamente superiori (vi ricorda qualcos’altro?).
Tutto questo nella prima parte, dove vedremo i resti dell’impero sfaldarsi definitivamente all’avanzare del Mule, un mutante che tenterà di conquistare l’universo piegando la mente degli avversari, ivi compresa l’invincibile Fondazione.

Purtroppo, la parte centrale del libro è intrisa di un brutto immobilismo, di apatia politica, se vogliamo, e assistiamo a un ripetersi continuo degli stessi eventi durante il corso della storia: arriva la solita “crisi Seldon”, e il figo di turno risolve la situazione. Diciamo che viene un po’ voglia di abbandonare il tutto, ma non fatelo! Solo in un secondo momento capirete perché esiste quella parte, la sua funzionalità intrinseca, quindi fatevi coraggio e andate avanti.

Per fortuna, nella seconda parte arriverà una coppia di sposini, che ci farà vivere una situazione che all’inizio sembra uguale ad altre già viste, ma che pian piano si svilupperà in maniera diversa, apparentemente fuori dal progetto Seldon. Dico apparentemente perché non sappiamo ancora cosa succederà in seguito, e in ogni caso, arrivati al penultimo capitolo, accadrà qualcosa che darà la spinta propulsiva necessaria per farvi bere in trenta secondi l’ultimo capitolo e fiondarvi senza indugio nel terzo libro.

Libro terzo: seconda Fondazione.

Un titolo uno spoiler. Cioè, si parla della seconda Fondazione già nel primo libro, ma è una cosa segreta, non si è sicuri che esista… ma sto titolo fuga ogni dubbio, non vi pare?

Il terzo e ultimo libro della trilogia (cosa ovvia, invero, ma è così), quello che secondo me è il più bello di tutti, quello che ha fatto spuntare la quinta stellina là in alto, si apre dopo soli 5 anni dagli eventi del secondo libro. Solo 5 perché in genere si fanno salti di 50 anni alla volta.
Dicevo, vedrete il Mule alla ricerca della seconda fondazione, ma gli uomini della seconda fondazione saranno su di lui per primi, e gli faranno il lavaggio del cervello. Il Mule diventerà un agnellino, e un po’ dispiace vederlo sconfitto a un passo dalla conquista della galassia. Dopotutto, il buon Isaac ce l’ha reso simpatico per un po’ di tempo, questo “nemico della Fondazione”.
Ma la saga si intitola “trilogia della Fondazione”, non “Il Mule muove e vince”, quindi era perfettamente noto a tutti che prima o poi sarebbe stato vinto.

Nella seconda parte, invece, conosceremo una bambina… No, scusami, Arcady… Dai su, non fare l’offesa e posa quel disintegratore…
Grazie. Posso andare avanti con la MIA versione dei fatti o devi dire la tua per forza?
Grazie.

Scusatela. Sapete, è in fase adolescenziale…
No, dicevo, conosceremo questa… Arcady, e gli uomini della seconda fondazione, e a cosa serve la seconda fondazione. Sì, lo so, ho fatto la ripetizione, ma ormai mi son stufato di sta recensione.
Uffa! Ebbasta con ste rime a profusione!

Mi limiterò a dirvi che sarà Arcady a scoprire dove si trova la seconda fondazione, in un momento che non vi aspettate, che direte “Eh? Ma che…” e in quel momento, prima di finire la frase, anche voi sarete illuminati, e proverete soddisfazione. Poi alla fine cambierete idea, ma intanto sarete soddisfatti dalla soluzione geniale.

Non vi racconterò della sua fuga, della guerra, dei 5 uomini chiave, degli uomini della seconda Fondazione e di tutto il resto, mi limiterò a portarvi direttamente alla fine, dicendovi che Arcadia (ops…), seppure ignara di tutto, sarà colei che riporterà sulla retta via il Pogetto Seldon.

Un ultimo, gigantesco spoiler, se me lo consentite (altrimenti fate a meno di leggere): “l’altro capo della Galassia” va inteso in senso sociologico.

Questo è tutto, cari lettori! Buona lettura!

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Un Poe de Copioni

Eccoci qui con un’altra iniziativa del buon Gelo, di cui immagino avrete letto tutti l’intervista.
Stavolta non basta una frase: si va per plagio. Ovvero: si legge uno dei racconti del terrore di Poe e si copia.

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Quali sono i racconti? Beh, sono una decina, non ho voglia di fare
copia – incolla, che sono pigro. Vi mando piuttosto a leggerli, così vi leggete pure il regolamento e magari vi viene voglia di partecipare!

Per inciso, io ho partecipato, la cosa è ovvia.

Bene, cari lettori, vi farò sapere come sarà andata, sperando di un piazzamento migliore dell’ultima volta.
Che sia peggiore è poco probabile, dato che ero arrivato ultimo! 😀

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