Trilogia della Fondazione (*****)

di Isaac Asimov.

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Spoiler alert!!

Oramai dovete esserci abituati, cari lettori: io vi dico quasi tutto ciò che accade, dall’inizio alla fine. Lascio però un sacco di cose non dette, cose belle che vanno scoperte leggendo, ma questo lo dovete fare da soli.

Bello, dai. Seppure siano 600 pagine (o poco più), Asimov si fa leggere piacevolmente, scorrevolmente e altri avverbi del genere.
E’ difficile dare un giudizio a un’opera dalla quale sono state tratte molte altre saghe fantascientifiche e che è stata giudicata “il miglior ciclo fantascientifico di tutti i tempi”, quindi mi limiterò a fare dei brevi, brevissimi riassunti dei tre libri ivi contenuti.

In ogni caso, è impressionante il modo in cui Lui tratta la Fantascienza: in questo ciclo di romanzi, saremo immersi nella politica, nei suoi intrighi, nello spionaggio, nei sotterfugi dei mercanti, della religione inventata ad hoc, delle battaglie nello spazio appena accennate.
L’unica cosa che rende queste storie diverse da una realtà terrestre, è il fatto che invece di esserci una decina di nazioni che combattono con aerei, navi e carri armati, ci sono migliaia di pianeti che combattono con le astronavi.
Quindi, come ormai avrete intuito, se cercate un libro d’azione, questo non fa per voi.
Cioè, azione ce n’è in abbondanza, se la si sa cogliere, ma non aspettatevi battaglie epiche o roba del genere.

Detto questo, andiamo ad analizzare in poche parole i tre libri che compongono la raccolta.
In poche parole perché, come al solito, io voglio solo mettervi curiosità.
Leggete e saprete; leggete e non ne resterete delusi!

Libro primo: Prima Fondazione.

Si parte dallo psicostoriografo Hari Seldon che prevede un declino dell’impero galattico e un successivo periodo di 30mila anni di barbarie. La soluzione è quella di scrivere una monumentale enciclopedia contenente tutte le scienze, tutte le nozioni fino ad allora conosciute, in modo da ridurre il periodo di barbarie a “soli” mille anni.

Prima si fa esiliare su Terminus, un piccolo, inutile pianeta disabitato ai margini della galassia, e da lì si svilupperanno le successive situazioni. Vedremo crescere la Fondazione e la vedremo espandersi e conquistare i mondi barbari: prima con la religione, creandone una ad hoc e portando “miracoli” basati sulla scienza atomica, ormai dimenticata da molti, (e qui vedremo chiaramente come una religione inventata possa soggiogare milioni di menti deboli), poi abbandonandola e ricominciando la conquista tramite il commercio e la dipendenza dei mondi dalla Fondazione. Cioè, tutto funzionerà a pile atomiche, e la Fondazione ne avrà, appunto il monopolio.

Libro secondo: Fondazione e Impero.

In questo libro conosceremo ciò che resta della grandezza dell’Impero, e della sua flotta, costituita da enormi astronavi lunghe oltre tre chilometri, che comunque avranno problemi a star dietro alle piccole e più agili navi mercantili, meno armate ma comunque agguerrite e tecnologicamente superiori (vi ricorda qualcos’altro?).
Tutto questo nella prima parte, dove vedremo i resti dell’impero sfaldarsi definitivamente all’avanzare del Mule, un mutante che tenterà di conquistare l’universo piegando la mente degli avversari, ivi compresa l’invincibile Fondazione.

Purtroppo, la parte centrale del libro è intrisa di un brutto immobilismo, di apatia politica, se vogliamo, e assistiamo a un ripetersi continuo degli stessi eventi durante il corso della storia: arriva la solita “crisi Seldon”, e il figo di turno risolve la situazione. Diciamo che viene un po’ voglia di abbandonare il tutto, ma non fatelo! Solo in un secondo momento capirete perché esiste quella parte, la sua funzionalità intrinseca, quindi fatevi coraggio e andate avanti.

Per fortuna, nella seconda parte arriverà una coppia di sposini, che ci farà vivere una situazione che all’inizio sembra uguale ad altre già viste, ma che pian piano si svilupperà in maniera diversa, apparentemente fuori dal progetto Seldon. Dico apparentemente perché non sappiamo ancora cosa succederà in seguito, e in ogni caso, arrivati al penultimo capitolo, accadrà qualcosa che darà la spinta propulsiva necessaria per farvi bere in trenta secondi l’ultimo capitolo e fiondarvi senza indugio nel terzo libro.

Libro terzo: seconda Fondazione.

Un titolo uno spoiler. Cioè, si parla della seconda Fondazione già nel primo libro, ma è una cosa segreta, non si è sicuri che esista… ma sto titolo fuga ogni dubbio, non vi pare?

Il terzo e ultimo libro della trilogia (cosa ovvia, invero, ma è così), quello che secondo me è il più bello di tutti, quello che ha fatto spuntare la quinta stellina là in alto, si apre dopo soli 5 anni dagli eventi del secondo libro. Solo 5 perché in genere si fanno salti di 50 anni alla volta.
Dicevo, vedrete il Mule alla ricerca della seconda fondazione, ma gli uomini della seconda fondazione saranno su di lui per primi, e gli faranno il lavaggio del cervello. Il Mule diventerà un agnellino, e un po’ dispiace vederlo sconfitto a un passo dalla conquista della galassia. Dopotutto, il buon Isaac ce l’ha reso simpatico per un po’ di tempo, questo “nemico della Fondazione”.
Ma la saga si intitola “trilogia della Fondazione”, non “Il Mule muove e vince”, quindi era perfettamente noto a tutti che prima o poi sarebbe stato vinto.

Nella seconda parte, invece, conosceremo una bambina… No, scusami, Arcady… Dai su, non fare l’offesa e posa quel disintegratore…
Grazie. Posso andare avanti con la MIA versione dei fatti o devi dire la tua per forza?
Grazie.

Scusatela. Sapete, è in fase adolescenziale…
No, dicevo, conosceremo questa… Arcady, e gli uomini della seconda fondazione, e a cosa serve la seconda fondazione. Sì, lo so, ho fatto la ripetizione, ma ormai mi son stufato di sta recensione.
Uffa! Ebbasta con ste rime a profusione!

Mi limiterò a dirvi che sarà Arcady a scoprire dove si trova la seconda fondazione, in un momento che non vi aspettate, che direte “Eh? Ma che…” e in quel momento, prima di finire la frase, anche voi sarete illuminati, e proverete soddisfazione. Poi alla fine cambierete idea, ma intanto sarete soddisfatti dalla soluzione geniale.

Non vi racconterò della sua fuga, della guerra, dei 5 uomini chiave, degli uomini della seconda Fondazione e di tutto il resto, mi limiterò a portarvi direttamente alla fine, dicendovi che Arcadia (ops…), seppure ignara di tutto, sarà colei che riporterà sulla retta via il Pogetto Seldon.

Un ultimo, gigantesco spoiler, se me lo consentite (altrimenti fate a meno di leggere): “l’altro capo della Galassia” va inteso in senso sociologico.

Questo è tutto, cari lettori! Buona lettura!

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