Che tempo che fa!

La cosa strana è che ieri, due giugno, è scesa la neve. O meglio, è scesa durante la notte fra il due e il tre giugno. Così, all’improvviso, cogliendo tutti di sorpresa.
Durante la notte i fiocchi sono piovuti copiosi e hanno ricoperto tutto, col risultato che stamattina ci siamo svegliati tutti infreddoliti, e aprendo le finestre abbiamo visto 50 centimetri di biancore per terra e sui tetti.

Con tutte le dirette conseguenze: linee telefoniche intasate, fabbriche e scuole chiuse, e via discorrendo.
Io e mia moglie decidemmo di rimanere a casa, per giocare sulla neve con nostro figlio.
Tanto non avremmo potuto muoverci in ogni caso, vista la coltre oltremodo anomala, e comunque si trattava di aspettare solo qualche ora, dopo che le strade fossero state liberate.

Ci preparammo quindi per uscire, ma una volta fuori dalla porta vedemmo che qualcuno era venuto fino a lì dalla strada e se ne era tornato indietro.
Le tracce erano fresche, e non si perdevano in altre direzioni.
Andavano dalla strada alla porta di casa e viceversa, ma sulla strada svanivano del tutto.
E nessuno di noi due, durante la notte, era uscito.
Era un piccolo, irrilevante giallo che non avevamo voglia di risolvere, tanto non era successo niente di che.

Decidemmo di non curarcene, in fondo non c’era motivo di allarmarsi: dato che le impronte non sembravano nemmeno umane, pensammo si fosse trattato di qualche strano animale, magari un uccello, e la questione venne chiusa.

Ritornò il sole, e con esso il caldo, ma la neve non si sciolse. Eppure non si poteva dubitare che non lo fosse: fredda al tatto, se assaggiata aveva il sapore tipico, e non c’erano difficoltà di sorta nel creare pupazzi o giocarci a palle. O scendere per le discese col bob, e risalire e ridiscendere, e risalire ancora.
Tutto sommato, la cosa era divertente.

Giocammo fuori per tutta la mattina, ci divertimmo un sacco, fino a quando il cielo scomparve.
Si dissolse del tutto, divenne buio, e d’un tratto ci ritrovammo di nuovo a letto.
Io e mia moglie ci guardammo negli occhi, frastornati. Nostro figlio dormiva nel suo lettino, la sveglia segnava di nuovo le sei del mattino.
Ci precipitammo alla finestra, ma fuori non c’era più nulla.
Nulla nel senso stretto del termine: niente neve, certo, ma nemmeno case, strade, alberi…
Nulla di nulla, insomma, se non una scritta in carattere Arial, corpo 18, appesa al niente fuori dalla finestra.
Recitava: “Il sistema sarà ripristinato al più presto, ci scusiamo per il disagio”.

Annunci
Categorie: Racconti già scritti | Tag: , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: