Tsugumi (***)

DI Banana Yoshimoto

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Cari lettori, questo è un libro che ho letto nonostante mi fosse stato sconsigliato… e me ne sono innamorato. (Poi mi smentirò, pazientate un attimo!)
Perché è un libro in cui la spettacolarizzazione degli eventi è del tutto assente, è un libro in cui si parla di cose di tutti i giorni, di un’amicizia fra due cugine; è un libro in cui, nonostante tutto, si respira un’aria serena, a tratti appena offuscata da un velo di malinconia.

Sinceramente, non so cos’altro potrei dire, di questo libro, e anche la storia… diciamo che ho qualche difficoltà a rimetterla insieme, ma ci provo lo stesso.

In questa storia, un’io narrante femminile ci parla della sua amicizia con la cugina Tsugumi, una bellissima ragazza cagionevole di salute fin dalla nascita. Le due sono cresciute insieme nella pensione della madre di Tsugumi, in riva al mare.

Tsugumi ha uno spirito ribelle, con un pessimo carattere, sempre pronta all’offesa e alla sfida, ma in qualche modo riesce a confidarsi con la cugina. Ed è affascinante, il suo modo di essere, è uno di quegli animi che si amano o si odiano, non c’è una via di mezzo.

L’io narrante racconta di quando erano ragazzine, prima della separazione, perché a un certo punto trasloca, e ci racconterà della sua storia a Tokyo senza la cugina. La ritroverà solo dopo molto tempo, un po’ cambiata ma fondamentalmente la stessa, nell’ultima estate in cui la pensione Yamamoto sarebbe rimasta aperta. Un’estate, quella, che non sarebbe mai più tornata.

Un’estate in cui le due cugine conosceranno un ragazzo del quale Tsugumi si innamorerà follemente.

E il libro finisce con la fine dell’estate, non facendosi mancare qualche avventura di poco conto.

Dicevo là sopra che mi sarei smentito: ebbene, ci siamo arrivati.
Perché non succede talmente nulla che ci si annoia. L’unica cosa degna di nota è che Tsugumi scava una buca e ci ficca dentro un tizio. Così, per vendetta. Ma, dato il suo fisico, il tutto appare troppo “finto”, impossibile da credere… e oltremodo grottesco.

Insomma, a parte l’inizio e, alla fine, quella buca, il resto è noia. Chi me lo aveva sconsigliato la sapeva lunga.

Bene, mi pare di essermi espresso. Ovviamente è una mia considerazione, se a voi è piaciuto un sacco fatemelo sapere.

Alla prossima, cari lettori!

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