BAOL (*)

di Stefano Benni

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Beh, cari lettori… Non ci siamo.
Cos’è Baol? Baol è la storia di uno che studia per diventare mago baol, che però poi non vuole più essere un mago baol, ma quando uno è mago baol è un mago baol per tutta la vita, e allora aiuta l’amico che gli chiede aiuto coi suoi trucchetti baol, e ci riuscirà, ad aiutarlo, e il finale sarà parolicamente più acrobatico del resto. Ed è scritto più o meno come ve l’ho raccontato finora.

Baol è una storiella che è la riscrittura di una parte del più noto 1984 di Orwell, quella parte che prevede il monopolio dell’informazione e quindi di scrivere la storia del mondo ad hoc.

Baol è una storia in cui Benni riempie mezze pagine semplicemente con aggettivi della stessa cosa, o con elenchi di apparizioni più o meno assurde. Un esempio delle apparizioni:

“Poi cominciarono a entrare:
un dragone alato
un drago
un draghetto
un dracunculo
un King-Kong
uno scarposauro
uno schifomedonte
alcuni grifi di Notre Dame
sei arpie
un ciclope
un sirbione ormiaglio
un’anaconda cingolata
(continua…)”

Continua, sì, con altre 46 righe (oltre a queste) di apparizioni, alcune volte multiple.
Cioè… Due pagine di roba inutile che entra, perché poi non se ne fa niente.

E dicevo degli aggettivi:

“Ma quando l’orrida gehenna l’infame masnada l’infernale coacervo l’orrenda sfilata la macabra assemblea (…)”
e avanti senza virgole per mezza pagina…

No, ribadisco: non ci siamo.
Se mi lasciate citare Verdone, “che mi combini, Benni, che mi combini!”
Un disastro su tutti i fronti. Da lui non me lo sarei aspettato. Come dire, “il troppo stroppia“.

E questo è tutto, cari lettori, alla faccia di chi lo trova un buon libro.
Alla prossima!

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , | 4 commenti

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4 pensieri su “BAOL (*)

  1. Giovanni Vangone

    Se lei avesse davvero letto “Baol”, e naturalmente capito, non credo che starebbe a rimproverare Benni per le righe di apparizioni o per gli aggettivi. anche nei grandi film ci sono migliaia di comparse che entrano, e non fanno niente secondo lei? o forse fanno parte della storia? provi a capire la storia di Baol, e apprezzerà il libro molto di più.

    • La ringrazio per il tono pacato, di questi tempi è merce rara e preziosa.

      Si, sicuramente non ho colto il significato intrinseco, mea culpa che leggo Benni più per svago che altro.

      Se potesse darmi una chiave di lettura per rivalutarlo glie ne sarei grato.

      • Giovanni Vangone

        Credo invece di essere stato involontariamente scortese. le chiedo scusa. non è che poi mi sento tanto gran maestro da poter pontificare sul significato intrinseco dei libri. anche io leggo per svago, mica sono uno scienziato che cerca le verità nascoste. il fatto è solo che baol è il mio libro preferito e mi sono precipitato a difenderlo appena ho letto la sua recensione. Sono capitato sul suo sito per caso e il primo impatto sinceramente è stato “come si permette questo di parlar male di baol?” e, appunto, ho commentato la sua recensione. poi ho visitato il sito e… mi dispiace di esserle sembrato duro. ho davvero apprezzato il sito e il suo modo di commentare i libri. Forse Baol non è il migliore di Benni, ma capita che magari ognuno di noi può immedesimarsi in un personaggio (la magia dei libri è proprio questa), e allora va a finire che quello diventa il tuo libro preferito, e bello o brutto che sia rimane il libro della vita. Non so perchè, in baol c’è un’atmosfera surreale e romantica, e se ti immedesimi nel personaggio il finale ti attanaglia il cuore. Non so se vale come chiave di lettura, ma il concetto che l’entusiasmo di fare le cose vale quanto l’atto stesso di farle lo trovo incredibilmente profondo. per quanto riguarda le sfilze infinite di aggettivi, io le ho trovate divertenti; se non ci si annoia a leggerle sono una bella sfida all’immaginazione: è un gioco sublime fra lo scrittore e il lettore. Benni elenca ed io mi figuro il personaggio appena nominato, e non passo al rigo successivo se prima non ho una perfetta idea di come è fatta la bestia in questione. provi a fantasticare come può essere fatto uno schifomedonte, e la noia di leggere due pagine di roba inutile sarà spazzata via. La saluto rinnovandole i complimenti per il sito. buona lettura

        • Il bello della lettura è proprio la soggettività.
          Riconosco l’atmosfera surreale, per quanto sia passato del tempo da quando l’ho letto, e il surreale è il mio pane… ma ho trovato il libro ridondante, e non sono riuscito a calarmi nella parte.

          Di certo, il mago Baol è un personaggio che, se preso col dovuto modo, è un personaggio che può insegnare molto. Tutti i personaggi di Benni hanno dentro più di quanto lui ne descriva.

          Purtroppo, Baol non sono riuscito a coglierlo.

          Grazie per i complimenti al blog.
          A presto!

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