Ritorno alla Mary Celeste (*****)

Di Daniele Picciuti.

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Accattivante, come copertina, vero cari lettori?
E il contenuto è ancora meglio!

Vi dirò: quando l’ho preso ero scettico, sia perché gli autori italiani che mi piacciono posso contarli sulle dita di una mano (credo), sia perché il nome di Picciuti, per ora, è sconosciuto ai più.
Però, visto che lui ne ha fatto così tanta pubblicità, visto che su Anobii in 6 lo avevano già letto e valutato 4 stelline, visto che la versione per Kindle costa meno di 2 euro e visto che la copertina m’intrippava abbastanza, allora mi sono detto che sì, dai, potevo anche provarci. Anche perché l’autore lo avevo a disposizione su Faccialibro per chiedergli lumi ogni volta che avevo dei dubbi (leggi: gli ho rotto grandemente le balle).

Cari lettori, non me ne sono pentito! Questo racconto si fa leggere agevolmente, va giù come fosse una birra fresca a ferragosto, mi ha tenuto incollato alle pagine come pochi altri libri hanno potuto fare, cosa che ha valso la quinta stellina che vedete là in alto, accanto al titolo, e che lo pone fra le migliori letture di quest’anno. Quantomeno, fra le più divertenti. In senso figurativo, perché sarebbe un horror.

A parte il mistero e la ricerca, la cosa accattivante è che tutto il racconto affonda le sue radici in quella che è la leggenda vera della Mary Celeste, cosa che chiunque può verificare spulciando Wikipedia, oltre al fatto che alcuni personaggi sono effettivamente esistenti o esistiti e utilizzati nella storia senza snaturali dal loro contesto reale, creando così una situazione verosimile che dà una marcia in più al tutto, nonostante si parli di fantasmi. Ah: anche il fatto che uno dei personaggi parli francese dà quel tocco in più, ma non vi preoccupate: io, col mio scarso francese studiato alle medie ormai vent’anni fa, sono riuscito a leggerlo e capirlo benissimo senza guardare le note, o quasi.

Ma veniamo alla storia, che da sola sarebbe da 4 stelline, ma che il ritmo e l’atmosfera che riesce a creare portano a un buon 5: un noto reporter e la sua assistente vengono in possesso di un diario appartenuto a uno dei capitani della Mary celeste, e si imbarcano alla ricerca della nave fantasma.
Se non la trovassero il racconto si chiuderebbe qui, ma è ovvio che siano destinati a trovarla, quindi non mi sento di spoilerare nulla dicendovelo.
Solo non vi dico in quali condizioni la trovano, né cosa succede una volta che ci sono saliti sopra.
Perché se la trovano di fianco, a speronare e far naufragare il peschereccio in cui si sono imbarcati, e saranno costretti, a salirci! Causa di forza maggiore, istinto di sopravvivenza, chiamatelo come volete, ma gli eventi, che si susseguiranno sempre più velocemente, mi hanno fatto venire la pelle d’oca, in certi passaggi, soprattutto per quanto riguarda il buon Carlo Stein.
E poi alla fine il racconto si chiude come piace a me, ovvero restando aperto, nutrendo un dubbio feroce.

Ecco, diciamo che “ritorno alla Mary Celeste” è un racconto che ricorderò per un bel po’.

Ma passiamo agli altri racconti, perché ci sono altri 4 racconti da scoprire tutti horror, tutti più o meno velatamente bagnati dal mare. A parte l’ultimo. Ve li illustrerò brevemente andando per punti. O meglio: per trattini.

Il primo racconto (che sarebbe il secondo) parla di vampiri. L’ho portato a termine nonostante i racconti di vampiri non mi stiano granché simpatici… Ma questo è ben studiato, la storia è solida.

Il secondo racconto (che sarebbe il terzo) è legato a un rito ciclopico. Ciclopico in senso letterale. Un abile racconto dove ho trovato la voglia di copiare Lovecraft, senza aver l’intenzione di fare come lui ma trovando un proprio equilibrio che lascia il lettore più che soddisfatto. L’autore potrà non essere d’accordo, ma a me ha riportato alla mente quelle atmosfere, nel senso dei riti misteriosi, divinità strane, ecc.

Il terzo racconto (che sarebbe il quarto) parla di Templari, del loro ritorno da una missione, incaricati di riportare al Duca un forziere con un contenuto misterioso, e degli effetti collaterali delle Sacre Reliquie, tipo il Graal, la Lancia di Longino e… il contenuto del forziere, appunto.

Il quarto e ultimo racconto (che sarebbe il quinto), invece, vi farà venire la pelle d’oca. Un demone saprà commuovervi. Non c’è altro da dire.

Bene, mi pare di non aver tralasciato nulla, a parte il racconto intruso. Ma questo lo lascio a voi, cari lettori.
A me dispiace solo di aver preso la versione per Kindle: non mi dispiacerebbe averlo su uno scaffale della libreria buona.

Spero, come al solito, di avervi lasciati abbastanza curiosi, perché la mia, è istigazione alla lettura. Lo so che lo sapete e vi siete rotti di sentirmelo dire, ma suvvia, mettetevi nei panni di chi mi legge per la prima volta…

A presto!

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , , | 5 commenti

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5 pensieri su “Ritorno alla Mary Celeste (*****)

  1. Sicuramente accativante…
    La copertina è da sballo!
    Grazie amico mio!::))

  2. Quando ero più piccolo, già solo il nome “Mary Celeste” mi angosciava.
    Ci si chiamava una mia amica :p

    Moz-

  3. Pingback: Ritorno alla Mary Celeste recensito su Il venditore di pensieri usati | Danielepicciuti's Weblog

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