La Storia Infinita (*****)

Di Michael Ende.

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(la mia copia de “La Storia Infinita” by La Pineta di Fimo)

Cari lettori questa è una storia che tutti conoscete, dacché credo che tutti abbiate già visto il film almeno un trilione di volte, quindi non mi ci soffermerò più di tanto; vi ricordo solo che Bastiano Baldassarre Bucci ruba un libro dalla bottega di un venditore di libri, lo legge, stando fuori ci entra dentro e salva Fantasia dalla distruzione totale operata dal Nulla, aiutato dal prode Atreyu. Bastiano, non il nulla. Insomma, Bastiano è aiutato dal prode Atreyu, o viceversa, che per noi è lo stesso… ma questo lo sapete già, e allora che ve lo spiego a fare?

Questo, almeno, è quello che succede fino a metà della storia, perché poi c’è dell’altro, ma dovrete scoprirlo da voi. Il film finisce là, quando Atreyu incontra l’infanta imperatrice, ma la storia continua. Non è in quel momento che Bastiano le darà il nome, lo farà più avanti, dopo aver trovato il vecchiaccio.
Quale vecchiaccio? Eh… Leggetevelo, così poi vi leggerete pure di come Bastiano ha ricostruito Fantàsia, di come ha perso e ritrovato i suoi ricordi, e delle mille e mille avventure che ha provato.

Ho già detto, però, che non vi avrei parlato della storia; parlerò invece del perché si dovrebbe leggere un librone del genere, scritto metà in verde e metà in rosso.

Ma partiamo da me. Una quindicina di anni fa avevo etichettato come “illeggibile” questo libro. Perché la storia sembrava per bambini, e la conoscevo già, quindi pensavo perché perderci tempo? Inoltre aborrivo quel terribile inchiostro bicolore, lo trovavo fastidiosissimo.
Ora, a distanza di tempo, mi è capitato di rivedere il film, e di comprendere cose che prima non avevo colto.
Inoltre ritengo che il separare la storia “reale” da quella “fantàsica” mediante l’espediente dei due colori sia una genialata, anche perché altrimenti ci si perde e non si riesce più a capire nulla: in alcuni momenti la storia va avanti una frase alla volta, continuando a cambiare mondo.
Ed ecco che d’un tratto mi vien voglia di leggerlo, di scoprire cosa vuole dirmi il signor Ende, di riscoprire la magia di un libro rimasto non letto per troppi anni.

Perché proprio della magia dei libri ci parla, il signor Ende, della loro capacità di farci sognare immagini, farci sentire suoni e profumi di questo o quel luogo, di immedesimarci nei personaggi e renderci protagonisti della storia. E di farci emozionare, farci ridere e piangere assieme ai protagonisti.

La Storia Infinita è un libro per chi è ancora in grado di sognare, per chi è in grado di tornare a essere bambino, per chi ha voglia di riscoprire cosa significhi la parola “avventura”. Un libro per chi porta dentro di sé l’anima di Bastiano Baldassarre Bucci.

Inoltre, in genere si dice che “il libro è meglio del film”, e questa è una sacrosanta verità (a parte rare eccezioni), ma questo è qualcosa che va oltre. Nel film, per esempio, Artax non parla, e di conseguenza non dice addio ad Atreyu. E il fortunadrago non lo troviamo impigliato in una ragnatela. Ma questi sono solo esempi banali, che non dimostrano il forte legame che si viene a creare fra i personaggi e fra essi e il lettore. Il lettore reale, intendo, non Bastiano.

E perché leggendo Ende si ha l’impressione di rivivere quanto già provato con Tolkien, ovvero entrare in un mondo descritto così minuziosamente e incontrare personaggi con una caratterizzazione così profonda da sembrare quasi reali, e quasi quasi si potrebbe pensare che Fantàsia non sia solo il frutto della fantasìa dell’Autore, ma potremmo pensare che Ende ci sia proprio vissuto, e che abbia conosciuto Atreyu, Morla, i Bisolitari e tutti gli altri.
E il bello è che, a differenza di quanto accade con Tolkien, il libro risulta comunque leggero da leggere, così leggero che lo si divora, così a sua volta divoratore da risucchiarti fra le pagine e non lasciarti andare fino a che un evento esterno non ti costringe a distogliere l’attenzione, come ad esempio il suono fastidioso della sveglia che ti dice che la pausa pranzo è finita, o il bimbo che si sveglia mentre stai leggendo sotto le coperte. Insomma… cose dalle quali non si scappa.

In conclusione, cari lettori, questo è un libro che non dovrebbe mancare nelle letture di nessuno. Un libro oggettivamente bello, che può amare chiunque.

Indiscutibilmente promosso a “libro dell’anno 2013”.

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , , , , , , , , | 9 commenti

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9 pensieri su “La Storia Infinita (*****)

  1. Perdere il fanciullio che è in noi sarebbe veramente orribile, perderemmo con esso la vera saggezza che è presente nella vita e il libro che tu hai recensito , caro amico mio, ne è una degna testimonianza!
    Evviva la fantasia..buon Halloween!

  2. E lo puoi anche leggere come un cammino verso l’ acquisizione della coscienza delle infinite capacità dell’essere umano.
    Se hai un obbiettivo e ci credi lo raggiungi, è il tuo sogno che si avvera. Fantasticare è sognare il futuro e renderlo reale.
    Love
    L

  3. CLOUD BENEVENTI

    che sia un capolavoro totale non lo scopriamo certo oggi.ma…dove hai trovato la prop replica del libro del film?

  4. Letizia

    Vado al dunque subito, sono al lavoro e non potrei scrivere qui, dove hai trovato il libro in quella edizione?? L’hai fatta fare? È importante e urgente, grazie per una risposta!

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