Un lungo, fatale inseguimento d’amore (*****)

Di Louisa May Alcott

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Allora, cari lettori… Dovete sapere che nella biblioteca di Arzignano (dove abito) c’è un angolino destinato allo scambio di libri. Qualche mese addietro ho abbandonato lì Pratchett, e fino a poco tempo fa non avevo trovato nulla di mio interesse.
Una mattina, però, mi è caduto l’occhio su questo titolo, e mi ha fatto ridere perché mi ha ricordato Jo. Ve la ricordate, Jo March? La sorella più tosta delle Piccole Donne? Ecco, mi sono ritrovato a pensare che un titolo così poteva averlo partorito solo lei. Lo prendo in mano, guardo chi è l’autore… Bingo! La Alcott!
In questo modo l’ho adottato e portato a casa, per sentirmi poi dire dalla moglie che “ce l’abbiamo già, è che tu non guardi mai fra i miei classici!”, quindi appena avrò un attimo lo riporterò su quello scaffale in biblioteca. E’ un libro con la spalla verde scuro, vecchio e malconcio, se siete in zona e avete fortuna magari potrete riadottarlo. Vi lascio dentro un segnalibro riconoscibile.

Ma torniamo a Josephine March, meglio conosciuta come Jo, per ricordare un po’ com’era.
Com’era Jo? Era quella che all’inizio del romanzo si presenta saltando uno steccato e finendo a faccia in giù nella neve, era un’accanita lettrice, una scrittrice di racconti e di romanzi, lassù nella sua soffitta, e una ragazza tutto sommato avventurosa.
Perché l’ho ripescata? Perché Rosamond, la protagonista della nostra storia, un po’ le assomiglia, dato il carattere testardo, e perché incarna un po’ il tipo di donna di cui scriveva, appunto, Jo. Non a caso ho detto che sembra un romanzo scritto da lei, ma mi sto ripetendo, e in ogni caso la similitudine si ferma alle note caratteriali iniziali.

Dicevo di Rosamond: viveva con un vecchio, suo nonno, e passava le giornate leggendo o passeggiando sul cornicione della casa, fino a quando arriva Tempest, un uomo di 35 anni, a cambiarle la vita. Se la porta via sul suo yacht dopo averle fatto una corte serratissima, ma non prima di averla vinta giocando a carte col nonno. Ecco, durante il corteggiamento scopriamo che la Alcott deve aver lei stessa letto moltissimo, perché i due personaggi di cui scrive si danno, come nomignoli affettuosi, nomi di personaggi di altri romanzi o tragedie, e sarebbe stato carino averle già lette, tutte quelle storie, per capire meglio questa.

Rosamond è una donna che va a vivere con un uomo malvagio. La ama, sì, ma ciò non fa di lui un uomo migliore. Rosamond vivrà liberamente, ma sola. Cioè, non proprio sola, avrà un paggetto, un adolescente che dopo poco verrà mandato via da Tempest. Il perché lo scopriremo più avanti, ma già qui (o meglio, da molto prima) abbiamo il sentore che in realtà Tempest sia il padre di quel pargoletto. Sarà davvero così? Non ve lo dico, lascio a voi scoprire se sia vero o se si tratti solo di un abile bluff.

Fatto sta che Rosamond è sempre più intimorita da quel Tempest che ha sposato, e tramerà per fuggire da lui, soprattutto dopo che ha scoperto una certa cosa su una certa donna, e che Tempest ha ucciso un uomo inutilmente.

Comunque, di notte prepara una valigia con pochissime cose e prende il treno postale per Parigi.
Inizia qui l’inseguimento. Siccome è lungo, vi svelo come va all’inizio, così vi fate un’idea.
Vi dirò che la Alcott mi ha fatto tenerezza, data l’ingenuità degli stratagemmi adottati, ma era un’epoca in cui la spettacolarizzazione non era ancora così pronunciata, quindi è perdonabile. In ogni caso, tutto funziona.

A Parigi viene scoperta da Tempest, ma fugge dentro una cesta della biancheria. Ritrovata, si traveste da maschio per fuggire ancora. Fuggirà e verrà ritrovata altre volte, ma lascio scoprire a voi stratagemmi, sotterfugi e avventure di vario genere.
Finale al fulmicotone, un colpo di scena molto intuibile ma che a me non era venuto in mente, e che quindi mi ha lasciato di stucco.

Tutto questo inseguirsi è meraviglioso, nonostante la sopraccitata ingenuità, e riesce a coinvolgere il lettore, fa tifare per l’una o l’altra parte a piacere, risultando mai noioso; lo si legge per un buon 80% col sorriso sulle labbra, il resto è timore e altre cose, e proprio per questo merita la quinta stellina.

Altra cosa non di poco conto da dire è che, letto con la lucidità dei nostri tempi, questa si presenta nientemeno come una storia di stalking, dove vediamo un attaccamento morboso di Tempest a Rosamond, e lei che ha la vita rovinata da questo tizio che non lascia che si allontani troppo o che si risposi, la tiene sotto scacco promettendo morte ai suoi cari, la assilla psicologicamente, e non le darà mai tregua fino alla fine.

Ho avuto la fortuna che fosse il secondo libro di seguito che mi è dispiaciuto abbandonare, che quando smetti di leggere sei lì che ci pensi, che vuoi vedere come va avanti… L’unica cosa è che cercavo una storia frivola, dopo aver letto un paio di mattoni, e invece mi sono ritrovato a leggere un’avventura davvero emozionante.

Bene, mi sembra di aver parlato anche troppo, di essermi come sempre ripetuto e, con la speranza di avervi incuriositi, me ne vado a letto.
Buona notte, cari lettori!

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , , , , , | 11 commenti

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11 pensieri su “Un lungo, fatale inseguimento d’amore (*****)

  1. Ricordo perfettamente Piccole Donne e persino il film con June Allison protagonista della famosa Jo.
    Stento a ritrovarla in questo romanzo, scrittrice di un appassionante intrigo, fatto pure di morti misteriose.
    Preferisco vederla con il suo professore e continuare a scrivere articoli di giornale!!!
    Però hai stuzzicatro la mia curiosità…quindi lo leggerò!
    Grande scopritore il nostro venditore!:)

    • Guarda, questo romanzo è completamente diverso da “Piccole donne”, e mi rendo conto che il paragone tra Rosamond e Jo è piuttosto azzardato, ma a me l’ha ricordata, per certi tratti, e ho voluto condividere il mio pensiero.

      Sono contento di averti incuriosita, fa parte delle intenzioni delle mie recensioni 🙂

  2. Io lessi solo Piccole Donne, non è genere per me… forse l’averlo dovuto leggere “forzatamente” a scuola ha creato quella diffidenza.

    Ehi Ric! Domani il Moz o’Clock compie sette anni ed entra nella st.8! Passa a farti un giro, che ti offro un pezzo di torta virtuale 🙂

    Moz-

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