la Canzone di Shannara (***)

Di Terry Brooks

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Cari lettori, siamo giunti alla fine della trilogia classica di Shannara.
La classica perché il ciclo prevede altri seguiti, che però non leggerò perché, sebbene Brooks sia un punto di riferimento, gli Ohmsford mi sono venuti un po’ a noia.

Cominciamo. Questo romanzo si apre rivelando da subito cosa sia questa canzone, ovvero dice che la protagonista e suo fratello possono realizzare i propri desideri cantandoli. Così scopriamo che, per provarli, hanno fatto ammalare alberi e orti. Il padre, Wil, che è stato protagonista del romanzo precedente, non ne è contento, anzi: è sempre più convinto che la magia elfa sia una brutta cosa, ed è convinto che i suoi figli abbiano quei poteri perché in passato ha usato le pietre magiche, cosa che lo ha cambiato dentro e che ha cambiato il suo essere.

Insomma, a parte questo il romanzo si apre nel solito modo: vita tranquilla dei protagonisti, poi appare il druido Allanon che dice che bisogna partire subito, che non c’è più tempo, e non l’ho ancora letto ma scommetto che i due ragazzi Ohmsford partiranno. Come faccio a saperlo? Leggetevi i due romanzi precedenti. O immaginate che se non partissero la storia non avrebbe luogo.

Ora tiro a indovinare: sto scrivendo questo a metà del secondo capitolo, quindi ancora non so nulla, ma…
La combriccola partirà, qualcuno non dormirà più per giorni, arriveranno a destinazione a suon di colpi di fortuna e porteranno a termine la missione. Brooks, ti prego non farmi questo!

Continuiamo, e vediamo che in un primo momento parte solo la ragazza, che ha la canzone più forte, assieme ad Allanon e al novello principe di Leah.
Jair viene lasciato a casa, ma incontrerà i soliti esseri oscuri che gli faranno decidere di non rimanere lì, di andare al castello di Leah, dove è sicuro di essere accolto a braccia aperte.
E verrà catturato da uno gnomo.

Nel frattempo, la ragazza scopre cosa può fare col suo potere, e ne resta scioccata.

Jair, dicevo, è stato catturato da uno gnomo, che lo ha tenuto prigioniero fino all’arrivo del boss di turno. Quattro mazzate ed ecco che non riesce a resistere e spiffera parte della verità ai suoi aguzzini. Parte, perché non ha troppo tempo per pensare, ma riesce comunque a mantenere una certa credibilità e allontanare quanto basta gli gnomi dal druido e dalla sorella.
Verrà poi scortato dagli gnomi verso una mortombra, e proprio quando non vediamo più alcuna speranza di salvezza, ecco apparire un colpo di fortuna.
Sulla via che percorrono gli gnomi si trova un maestro d’armi che li sbaraglierà tutti e libererà il nostro Jair, il quale poi sarà costretto a seguirlo verso est a causa della bugia che aveva detto agli gnomi per salvare le chiappe a druido, sorella e cavaliere.

Cari lettori, a questo punto della storia ero fortemente demotivato e l’intenzione era quella di piantare lì tutto, perché il copione sembrava quello dei due romanzi precedenti, ma mi sono fatto coraggio e ho continuato. Volevo vedere fino a che punto la trama sarebbe rimasta tale e quale a quella delle storie già lette ne “la Spada di Shannara” e “le Pietre magiche di shannara”.
L’unica differenza rilevante è che qui, finora, non ho trovato traccia di Tolkien.

Ma andiamo avanti: il principe di Leah possiede la Spada di Leah, di cui abbiamo sentito parlare ne “la Spada di Shannara”, solo che ormai non è altro che un cimelio arrugginito. Può un paladino pugnare per proteggere la sua dama con un ferro in cotal stato? Giammai, e allora il buon druido gliela fa immergere nell’acqua e, quando la tira fuori, la lama è diventata lucida e nera, con dei riflessi verdastri. Una lama magica, capace di tenere testa alle mortombre perché racchiude in sé il potere dei Druidi.

Nel frattempo Jair, che non dormiva da tempo (ve l’avevo pur detto, all’inizio, che qualcuno non avrebbe dormito), riceve la visita del Re del fiume Argento, che gli dona tre magie che potrà usare al momento opportuno. Che, ovviamente, non sa né dove né quando né perché potrà o dovrà usarle, ma intanto le possiede, e il Re lo fa dormire profondamente, e lo ristora. Si, il Re del fiume Argento è una creatura magica, ma questo non è uno spoiler perché l’avevamo già incontrato nei primi due capitoli della saga.

Poi Jair si sveglia, fa colazione e racconta la vera storia di tutto ciò che gli è successo da casa a lì dove si trova, senza nascondere nulla. I due compagni di viaggio, ovviamente, non crederanno a mezza parola, Però Jair ha una missione da compiere per conto del re del fiume Argento e delle quattro terre tutte. Amen.

Ritroviamo a questo punto l’altra compagnia, cioè il druido e la ragazza. E il prode principe, sì. Da lì inizia a esserci un po’ di movimento: la mitica fortezza di Paranor è stata invasa da gnomi e mortombre, e, non più riconquistabile, dovrà essere sottratta all’umanità (testuale) e avere quindi una fine. Un passaggio rocambolesco, pieno di suspense, in cui vedremo come la fortezza verrà alla fine distrutta.

Torniamo a Jair, che intanto è arrivato a Culhaven, la città dei nani, dove radunerà una piccola quanto bizzarra compagnia che lo accompagnerà alle sorgenti del fiume Argento a compiere la sua missione. La cosa ricorda un po’ la tolkeniana compagnia dell’Anello, anche se sono solo in sei e non tutti sono propriamente volontari.

La compagnia parte senza essere salutata da nessuno, e cammina cammina, il buon Brooks ci parla di com’è fatto il bosco, della pioggia che batte, dei rumori che si sentono, di questi poveri cristi che vanno avanti nonostante tutto… ebbasta!

No, mi dispiace, non ce la faccio più.
Chiudo il libro, e la saga di Shannara per me si conclude qui, a pagina 170.

Questa storia è identica alle due precedenti, manca di sale, e so già come tutto andrà avanti. Brooks ha creato qualcosa che sembra più a un loop temporale, che una saga vera e propria.
Tre stelle solo perché Brooks non scrive male, anzi!

A presto, cari lettori. Presto, perché voglio finire l’anno con un buon libro, non con sta roba.

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Un pensiero su “la Canzone di Shannara (***)

  1. Mio caro,
    inutile leggerlo hai già detto e spiegato esaurientemente tutto tu!
    Grazie e serene festività!
    :::)))

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