La macchina del tempo (****)

di H. G. Wells

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Cari lettori, ho finalmente letto questo piacevolissimo racconto di uno dei padri della fantascienza moderna.
La Macchina del tempo è un racconto di poco più di centotrenta pagine, si legge in un soffio ed è una storia accattivante.

Si parte dal presupposto che le dimensioni non siano tre ma quattro, e che la quarta sia il tempo. Per noi è una cosa ovvia, ma all’epoca di Wells era una genialata, per così dire.
Comunque, il racconto si apre spiegandoci la geometria con questo nuovo punto di vista. Per farla breve ci dice che un cubo, per esistere, deve avere non solo un’altezza, una base e una larghezza, ma deve anche durare nel tempo, ed ecco che inizia a spiegarci come possiamo muoverci agevolmente lungo la lunghezza e la larghezza, come per muoverci in altezza siano stati inventati i palloni aerostatici e dell’ovvia conseguenza di tutto ciò: con il mezzo adatto, ci si potrebbe muovere avanti e indietro nel tempo.

Ci fa vedere a questo punto un modellino che, dopo aver mosso una leva, scompare per sempre. Ci viene suggerito che stia viaggiando nel tempo, e che il processo sia irreversibile, ma ci viene detto pure che “il viaggiatore del tempo” (così Wells chiama il protagonista) ha una vera macchina del tempo e che a breve farà egli stesso un esperimento, a suo rischio.

Ebbene, una sera raduna dei conoscenti per cena, lui arriva stanco e bianco di polvere, affamato e pallido; saluta i commensali, si fa una doccia e inizia a descrivere il futuro.
Prima ci racconta del viaggio nel tempo, di come abbia visto accelerare il corso del tempo sempre di più fino a vedere la notte fondersi col giorno e i millenni scorrere come fossero secondi, mentre era ai comandi della sua invenzione.

E del futuro ci dice che i primi esseri umani incontrati non parlano la sua lingua, mangiano solo frutta, e che gli animali sono scomparsi. Va poi avanti parlandoci del livello di benessere raggiunto nell’anno 802.701, ovvero l’anno in cui si trova, paventando teorie e smontandole subito dopo.
Infine ci parla anche del misterioso e terribile popolo che scopre abitare nel sottosuolo.
Diciamo che la macchina del tempo gli verrà soffiata da sotto il naso e lui scopre i Morlocchi mentre tenta di ritrovarla, certo del fatto, dopo alcune indagini, che siano stati loro a portargliela via.

I Morlocchi, dicevo, sono appunto quegli esseri che abitano sottoterra, e gli Eloi (gli esseri di superficie) hanno di loro una paura folle. Il perché non ci verrà rivelato, ma sarà facile supporre che i Morlocchi si cibino di Eloi.

Alla fine il viaggiatore tornerà nel suo tempo e ci narrerà la storia di cui sopra.
Il giorno successivo al suo ritorno lo vedremo armato di zaino e macchina fotografica dirigersi nuovamente verso la macchina del tempo e… ecco, lascio a voi scoprire cosa accadrà alla fine.

Questo è tutto, per quanto riguarda la storia. Per ciò che concerne il contenuto, invece, potremmo soffermarci in molti grandi temi, fra cui Comunismo e Capitalismo e la sconfitta morale di entrambi i modelli, ma ciò che vuole farci notare Wells è, secondo me, il fatto che una volta raggiunto un certo livello di benessere l’umanità non possa avere altro che un declino, una decadenza, e tornare nuovamente a uno stadio primitivo, incuranti della cultura, dell’arte e di mille altre cose. Wells ci dice che l’umanità tenderà a sopravvivere a se stessa, nulla di più. Ciò si evince nel momento in cui metteremo piede nel museo. Come, quale museo? Quello di cui non vi ho parlato, mi pare ovvio: ormai dovreste saperlo che le cose più belle restano mezzo celate fra le righe, in modo che possiate scoprirle e ammirarle coi vostri occhi!

Bene, non mi soffermo oltre su questo libretto di poche pagine ma di molti contenuti, un racconto precursore del genere fantascientifico e, a quanto ho potuto capire, pure del genere Steampunk, uno dei primi tentativi in tal senso.
Un libro immancabile nelle librerie di chiunque apprezzi questo genere, e sicuramente una bella avventura godibile sia che siate adulti o adolescenti. O entrambe le cose.

A presto, cari lettori!

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “La macchina del tempo (****)

  1. Piacevole racconto, adatto per un fine anno casereccio…..

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