Preludio alla Fondazione (*****)

di Isaac Asimov

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Cari lettori, questo libro voleva essere letto.
Si, è pur vero che volevo leggerlo, ma dato che mancavano un paio di giorni alla fine dell’anno, volevo assaporare ancora un po’ l’attesa e iniziarlo il primo gennaio Solo che il destino ha voluto diversamente.

Le cose sono andate così: ho preso il classico spigolo col quarto dito del piede, l’anulare per intenderci, e sono dovuto andare al pronto soccorso. Diciamo che ero nella stessa situazione del gatto di Schrodinger, ovvero, dato il colore assunto e l’intensità del dolore, poteva essere rotto… oppure no. Poteva essere solo una bella botta, come in effetti poi si è rivelato.
Ecco, volevo prendere un libro piccolo, tipo “un canto di Natale” di Dickens o una cosa del genere, ma aprendo la libreria questo è volato giù dallo scaffale finendo sul dorso del piede buono.

Insomma, mi sono detto che era ora di leggerlo. La sala d’attesa del pronto soccorso mi avrebbe consentito di farlo.

E così ho iniziato a divorarne le prime quaranta pagine, e la storia è più o meno quella che leggerete nelle righe a seguire.

Conosciamo il giovane Hari Seldon, che nell’anno 12mila e rotti dell’era Imperiale (non ricordo la data esatta e il libro è fuori portata, e il piede ancora duole) aveva appena intuito la teoria della psicostoriografia e l’aveva esposta al consiglio degli scienziati su Trantor, il pianeta capitale dell’Impero galattico.

L’imperatore lo convoca a sé per farsi quindi predire il futuro, ma Seldon lo delude dicendogli che può solo intuire eventi che si potrebbero verificare in una moltitudine di persone, assumendo che tendano al caos come una moltitudine di atomi di una stessa sostanza,e che mai avrebbe potuto intuire il futuro di un singolo individuo. L’imperatore, bontà sua, lo lascia andare anziché disintegrarlo.

Lasciamo in apparenza l’imperatore al suo destino e vediamo Seldon che deve partire per tornare a Helicon, il suo pianeta d’origine. Durante una passeggiata incontra un giornalista che gli rivelerà che non tutta la verità viene trasmessa via olovisione, ma che tutto quello che non si deve sapere su intrighi, errori e difficoltà varie su Trantor deve essere insabbiato.
E qui arrivano bel belli due attaccabrighe mandati da qualcuno per metterlo nei guai, ma verrà aiutato dal giornalista a fuggire e nascondersi, perché ormai è chiaro che l’imperatore non ha mandato giù il suo rifiuto a rivelargli il futuro.

E quale luogo migliore per nascondersi se non Trantor stesso? Magari nei sobborghi più abbandonati, meno pattugliati…

Ecco. Ora voglio staccare un attimo e dirvi che ero abituato a un seldon diverso, dacché io le saghe non riesco mai a leggerle nell’ordine giusto, ed ero pure abituato a un Trantor due volte diverso, e anche se so già come saranno le cose nel futuro è interessante leggerli appunto come prequel, dato che tutto sembra andare nella direzione opposta al punto di arrivo. E Asimov diventa geniale quando si tratta di sviare l’attenzione del lettore, quindi sono oltremodo curioso di esplorare questo Trantor che non conosco e vedere cosa mi riserva la storia.

Riprendiamo. Prendono insieme una specie di taxi, e durante il viaggio Seldon si rende conto che non ha scampo, e deve almeno provare a trovare una tecnica per rendere utilizzabile la psicostoria. Gli viene detto che troppe persone lo hanno trovato “interessante”, dopo l’esposizione della sua teoria, e quindi la sua vita non gli appartiene più perché appartiene a tutto il genere umano.
Il suo accompagnatore gli spiega perché sarà relativamente al sicuro pur non usando un nome falso e sotterfugi del genere, e gli rivela che, secondo i dati in suo possesso, l’impero si sta avviando al declino e che lui deve assolutamente scoprire se è vero o meno, e se l’ipotesi venisse confermata dovrebbe trovare il modo di scongiurare l’evento o, almeno, di ridurre al minimo i danni.

Ed è così che si ritrova nel settore D-7, nell’Università di Streeling, in compagnia della bella Dors.
Dors gli parla di quale sarà il suo ruolo all’interno dell’università, quasi un docente, dato che i matematici scarseggiano, e gli spiegherà i vari dettagli. In quel contesto inizia lo studio vero e proprio di Seldon.

Arrivati qui mi preme spiegarvi che Trantor è un pianeta che si sviluppa sotto la superficie, eccezion fatta per il palazzo imperiale e la biblioteca.
Il clima viene mantenuto costante per tutto l’anno, con una temperatura sempre gradevole, ma… ecco, il nostro buon Seldon, durante i suoi studi, riuscirà comunque a farsi trovare mezzo assiderato, rischiando la vita per poco, e da lì sorgerà il sospetto che qualcuno lo abbia trovato. Se state pensando che si trovasse nei pressi del palazzo imperiale, comunque, vi sbagliate di grosso, perché è proprio il luogo da cui vuol stare lontano.
In ogni caso si sposterà da lì e andrà nel settore “Micogeno”, una specie di settore tribale dove vige la perfetta uguaglianza fra tutti (tranne che per le donne): tutti hanno l’appartamento uguale, la macchina uguale, nessuno ha di più o meno dell’altro, e cose di questo genere.

Il problema è che questi uomini e donne hanno una mentalità molto chiusa e mantengono il più stretto riserbo su ciò che riguarda la loro società. Vale a dire che ricavare informazioni da loro è un’impresa molto, molto difficile, e a Seldon, invece, servono risposte.
Ovviamente le avrà, altrimenti la Psicostoria non sarebbe esistita, ma non vi dico come riuscirà a farsi raccontare come sono andate le cose.

STORIA DELLA “MANO SULLA COSCIA”… Una circostanza citata da Hari Seldon come prima svolta decisiva nella sua ricerca di un metodo per perfezionare la psicostoria. Sfortunatamente, i suoi scritti non forniscono alcuna indicazione circa la natura di tale “storia” e le congetture a questo riguardo (ne sono state fatte parecchie) sono inutili. Rimane uno dei tanti misteri affascinanti della carriera di Seldon. (ENCICLOPEDIA GALATTICA)

Ecco, non ve l’ho detto. In questo settore, Seldon viene in possesso di un antico libro che sembra parlare di quando l’umanità era ancora rinchiusa in un solo pianeta, e vengono citati i robot.
Solo che i robot, ai tempi di Seldon, non erano considerati che semplici leggende.
Però c’è un tempio che sembra conservarne uno. Chissà se si rivelerà funzionante o meno… A voi scoprirlo!
Ecco, da qui in poi Seldon e Dors avranno qualche avventura piuttosto movimentata, quasi un paio di centinaia di pagine adrenaliniche che ci accompagneranno fino quasi alla fine del romanzo, dove, prima che Seldon capisca come iniziare a muoversi nella Psicostoria, avremo una sorpresa. Anzi due, ma dopo la prima anche la seconda appare lampante. Quello che appare meno luminoso, invece, è proprio la conclusione del romanzo che sì, si sapeva fin dall’inizio, ma in realtà non si sapeva nulla.

Una storia appassionante, cari lettori, per me che conosco già qualcosa degli eventi futuri, e spero che si riveli interessante anche a chi non ha ancora letto nulla sulla Fondazione. Perché, sebbene scritto successivamente, questo libro dà virtualmente il via al ciclo della Fondazione, quindi bisognerebbe leggerlo per primo. O per ottavo, visto che per arrivare a questo punto del futuro bisogna passare attraverso il “ciclo dei robot” e il “ciclo dell’Impero”. per un totale di sette volumi.

Ora, intanto, procederò con quelli che mi restano per finire il “ciclo della Fondazione”, ovvero il secondo e il sesto… poi, una volta finito, leggerò anche gli altri due, che parlano di prima della Fondazione e arrivano giusto fino a questo libro, ma stavolta andrò in ordine.

Bene, mi pare di aver detto tutto, a voi non resta che scoprire l’avventura di cui non vi ho parlato, ovvero della fuga in sé, ma d’altra parte qualcosa dovrete pur leggerla da soli, non vi pare?
A presto, cari lettori!

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , , , | 4 commenti

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4 pensieri su “Preludio alla Fondazione (*****)

  1. In bocca al lupo per il ditone!

  2. Come inizio d ‘ anno va bene per proiettarsi nel futuro con felice curiosita’. Mi riferisco al libro ovviamente! Per quanto riguarda il tuo piede vai alla causa di questo messaggio del tuo inconscio: se c’e’ qualcosa che ti preoccupa affrontala con felice curiosita’ e la supererai…
    Auguri!
    Love
    L

    • Non era un messaggio del mio inconscio, era il libro messo un po’ troppo in bilico sullo scaffale. Appena aperta la vetrinetta ha perso l’equilibrio. In effetti, un messaggio intrinseco c’è: devo fare ordine. Ciao, e grazie!! 🙂

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