Il mastino dei Baskerville (****)

Di Arthur Conan Doyle
192 pagine
Editore: Mondadori
Iniziato il: 9/01/2013
Finito il: 15/01/2013

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Quando un libro è là sullo scaffale che prende polvere da mesi, cari lettori, a un certo punto inizia a richiedere con insistenza un po’ di attenzione.
Così è successo col signor Holmes, che aveva cominciato a chiamarmi già un paio di romanzi fa, ma finora non gli avevo dato retta.

Devo dire che Holmes non mi ha fatto una buona impressione, all’inizio: mi è sembrato una persona saccente, incline a far notare agli altri gli sbagli che commettono, e il brutto è che poi ha pure ragione! Nella fattispecie, fa notare a Watson come si stesse sbagliando a proposito delle sue deduzioni sul possessore del bastone da passeggio che avevano trovato nell’atrio, dimenticato lì da un presunto cliente che si farà vivo quello stesso mattino.

Ebbene, Holmes praticamente indovina la persona dal solo aver studiato quel bastone. Ma vabbè, l’ospite è arrivato ed è bene ascoltarlo, perché ci leggerà due lettere, una delle quali riporta la leggenda di un cane infernale grande quanto un vitello che sarebbe la maledizione della famiglia Baskerville da generazioni.

Holmes ovviamente non crede al soprannaturale, è più convinto dell’intervento umano, e così comincia, dopo aver conosciuto l’ultimo dei Baskerville, a indagare sulla cosa. E sarà tutto un dedurre e supporre per pagine e pagine, sempre con la solita saccenza. E’ insopportabile!

E poi niente, l’ho ricominciato perché finora ogni pagina e mezza ero interrotto da qualcosa, e a un giallo bisognerebbe prestare un pochina di attenzione in più.

A proposito di attenzione: voi di aNobii, se scrivendo le vostre opinioni rivelate cose che devono accadere, ricordate che questo è un giallo e magari a qualcuno può dar fastidio. Proprio per questo esiste il flag “avviso spoiler”! Usatelo, non siate avari di click! (Certo, a volte lo dimentico pure io, ma per quanto riguarda i gialli bisognerebbe porre particolare attenzione.). Fortuna vostra, si è rivelato non essere niente di importante.

Comunque, arrivati al punto in cui ero arrivato (ehm…) vediamo il buon Watson che parte per la tenuta dei Baskerville assieme all’ereditiere e al dottore che ci era stato presentato all’inizio.
Watson è stato mandato lì da Holmes con abile mossa, la sua missione è quella di riferire in maniera più dettagliata possibile gli eventi degni di nota che accadranno.
Dicevo poco fa che è fastidioso rivelare le cose di un giallo, per cui non vi racconterò nient’altro della storia, mi limiterò a farvi partecipi delle mie impressioni.

E io mi sono fatto impressionare dalla descrizione dei luoghi. Vorrei andare in Inghilterra solo per vedere la brughiera, per farmi pervadere da quel senso di mistero e affascinante inquietudine così ben descritta da Doyle e, per quanto mi riguarda, già incontrati e amati diversi anni fa con mary e il suo “giardino segreto”. Perché credo che la brughiera sia bene o male rimasta la stessa, gli inglesi a queste cose ci tengono, e magari prima o poi un giretto lo farò davvero.

Mi è piaciuto molto Watson, il suo modo di raccontare i fatti, certo inserendo i suoi dubbi e le sue supposte supposizioni, ma cercando di raccontare le cose così come stanno. E mi sono piaciuti gli Stapleton, soprattutto lui, quello strambo cacciatore di farfalle. E ho pure scoperto l’assassino, cosa che mi ha inorgoglito non poco. E ciò significa però che è una storia semplice, dato che, ribadisco, il giallo non è il mio genere e io non sono un grande investigatore. Diciamo che avrò letto due o tre romanzi gialli, di cui uno della Christie che non mi è piaciuto per niente.

In ogni caso, cari lettori, è un ottimo romanzo, un giallo coinvolgente la cui unica nota stonata è Watson quando si trova in compagnia di Holmes: sembra diventare, d’un tratto, un cretino. Dettaglio trascurabile e sicuramente perdonabile.

Bene, stavolta non vi ho rivelato praticamente nulla, ma era inevitabile.
Qualunque mio accenno a qualunque cosa, conoscendo alla fine i fatti, avrebbe potuto mettervi sulle tracce dell’assassino.
Sono certo che mi perdonerete, e se sarete curiosi è mia convinzione che arriverete anche voi alle mie stesse conclusioni sul caso.
Non dettagliate come quelle di Holmes, ovviamente, perché qualcosa ci ha tenuto nascosto anche lui, ma l’assassino è facilmente rintracciabile. A presto!

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Un pensiero su “Il mastino dei Baskerville (****)

  1. Un classico della letteratura “gialla”…
    Buon mattino “Venditore..”

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