Steampunk Italia – intervista a Time Mistress

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Cari lettori, ho il piacere di presentarvi Time Mistress, che si è fatta portavoce del gruppo “Steampunk Italia” per quest’occasione. Lo stile che rappresenta mi impone di porre le domande in seconda persona plurale, vedrò di adeguarmici. Nel frattempo vi ricordo che il tempo è la risorsa più preziosa che possediamo, e oggi vado a intervistare nientepopodimenoché la sua “Signora”!

Ma bando alle ciance, cominciamo. Consapevole che le stesse domande qui presentate saranno proposte, con le opportune modifiche, anche ad altri artisti, blogger e figure retoriche di vario genere, accettate di rispondere a tutte in maniera sincera ed esaustiva?

Accetto.

Ne siete sicura?

Assolutamente. Che male ne potrà mai venire?

Rispondere alle domande del Venditore non ha mai fatto male ad anima viva. Credo.
Allora giuratelo su… vediamo…
Ecco! Giuratelo sul cadavere di quella mosca là per terra come finora hanno fatto tutti o, se preferite, sul relitto dell’insetto a orologeria che vedete qui sul bancone.

Lo giuro sull’onore dei miei colleghi mercenari S.T.I.M. Tanto non potete vedere se incrocio o meno le dita…

Bene, abbiamo un giuramento su un intero gruppo di mercenari S.T.I.M.!
Nel caso non sarete sincera, avrò a disposizione un valido esercito!
Prima di cominciare vi chiedo: perché vi siete presentata con quella litografia?

Poiché io son parte di un gruppo ed è il gruppo tutto che deve apparire.

Corretto. Siete portavoce di tutto il gruppo, è giusto che sia così.
Innanzitutto, salutate a modo vostro gli amici che ci stanno leggendo.

Curiosi o già conoscenti dello Steampunk, buongiorno o buonasera a tutti.

Definiamo un attimo la cosa: cos’è lo Steampunk e perché è così maledettamente affascinante lo possono scoprire tutti spulciando Wikipedia [link a Wiki], ma andando sul personale, posso chiedere cosa sia per voi questa cultura?

E’ espressione, arte e immaginazione. E’ qualcosa che va oltre l’esistente e che, per esistere va pensata e immaginata. E perché no, anche interpretata a volte..
E’ riscrivere qualcosa che, in realtà, non è mai stato scritto. Può sembrare un controsenso ma trovo che non ci sia modo migliore per esprimermi.

Posso riassumere il tutto in una parola senza timore di sbagliarmi: Anima.
Quand’è che vi siete accorta di essere una Steamer?

Sono sempre stata affascinata dagli abiti del periodo vittoriano e dall’ambientazione classica ottocentesca. Aveva un’eleganza e una classe ineccepibile e, allo stesso tempo, innovazioni e invenzioni futuristiche che sono state riprese negli anni futuri e anche tutt’oggi.
Aggiungendo a questo il forte contrasto di una tecnologia che non è mai esistita e che influenza ogni cosa è stato facile cadere preda del fascino Steampunk e iniziare ad avvicinarsi a esso sino a incontrare altre persone e decidere di fondare qualcosa di più serio… non solo un gruppo ristretto di appassionati ma una vera e propria Associazione Culturale che, in Italia, mancava…

Mancava, ma grazie a voi non manca più. Lodevole iniziativa!
Sentite, sono consapevole di essere sfacciato (il Venditore lo è sempre, ma senza malizia o cattiveria), ma vi chiedo lo stesso della vostra prima volta: cos’avete pensato la prima volta che vi siete messa al lavoro per creare il vostro personaggio?

Ho immaginato quale tecnologia avrei voluto padroneggiare se fosse stato possibile? Le possibilità sono infinite… Avrei potuto scegliere uno scienziato o un pilota di aeronavi… avrei potuto decidere per l’elettricità pulita di Tesla o per armi a vapore potentissime. Ma quello che mi affascinava di più era, ed è, il tempo. Poter piegare lo spaziotempo per viaggiare nelle epoche o nelle dimensioni è da sempre una delle idee più affascinanti del cinema o della letteratura.
Quindi ho deciso di basare il mio personaggio proprio su di esso. Da li è nato il nome, la storia, e di conseguenza il vestiario e l’equipaggiamento che porto con me…

Il viaggio nel tempo è un concetto affascinante e altresì un più che dilettevole passatempo (uh, che brutto gioco di parole!), non mi sorprende la scelta di un personaggio così flessibile e, nel contempo, così rigido. Perché, tiro a indovinare, la scelta di dove passare il tempo è a vostra completa discrezione, ma nel contempo si deve passare completamente inosservati per non alterarne il flusso.

Ma sto divagando, e non voglio abusare della vostra pazienza.
Ditemi, dove andate a pescare la vostra ispirazione? Intendo, a parte la letteratura e le varie opere, cos’è che veramente scatena l’immaginazione di uno Steamer?

Le infinite variabili sul tema. E’ questione di fantasia. Non ci sono limiti o regole se non quelle imposte dal tempo che si è scelto. Il passato Steampunk è un passato alternativo che non è mai esistito. E’ un’ucronia dove personaggi realmente esistiti si incontrano con personaggi di fantasia dando vita a una nuova storia che sui libri non studiamo. Questo più di tutto scatena l’immaginazione. Chi sareste stato Voi, alla fine di un 1800 dove aeronavi, robot a vapore e viaggi nel tempo esistono? Che lavoro avreste svolto?
Queste son le domande base per decidere chi interpretare e come…
Può non scatenare immaginazione?

Vedete… stavo giustappunto, leggendo la risposta, pensandomi come a una specie di chirurgo che, riciclando vecchi robot dismessi, crea protesi meccaniche per la gente comune.
Direi che sì, scatena una certa immaginazione.

Sentite, ho letto che la creazione del personaggio è un insieme di varie arti e tecniche, fra cui sicuramente il teatro, la sartoria, l’artigianato… Qual è la vostra preferita? A quale parte del personaggio dedicate più attenzione e impegno?

Beh sicuramente la parte che richiede più impegno è quella riguardante vestiario ed equipaggiamento.
Si parte da ciò che realmente era all’epoca, quindi corsetti per le donne, sottogonne, determinate scarpe e lo si rielabora senza tuttavia stravolgerlo completamente.
Tra un buon outfit Steampunk e un costume di carnevale il passo è breve e bisogna fare attenzione…
Per l’equipaggiamento, poi, bisogna inventarsi armi, immaginare il loro utilizzo e sviluppo…e successivamente dar loro forma estetica. Oppure partire dall’estetica e immaginare cosa poteva essere..
Tuttavia come ripeto spesso non serve una grossa spesa per una buona resa. Con materiali riciclati si ottiene un ottimo risultato, e spero che si noti dagli outfit e dagli accessori dei miei colleghi e dei soci di Steampunk Italia.
A comprare online son bravi tutti e per carità, nulla da dire in merito. Ma la soddisfazione di pensare e produrre qualcosa di unico e personale è tutt’altra cosa…

Avete tutta la mia approvazione, mylady. Ritengo che il far da sé, oltre che dare più soddisfazione, sia anche un modo per mantenere viva la passione, qualunque essa sia. Poi a comprar su internet son bravi tutti, è vero, ma se una persona è negata per i lavori manuali non è che abbia molte altre alternative. E la passione è passione e non ci si può far nulla, diventa una necessità.

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Ecco, a questo punto in genere sostengo che il lavoro notturno (perché le cose migliori quasi sempre vengono di notte) sia una parte fondamentale per il lavoro di qualsiasi artista. Non so se sia la stessa cosa per uno Steamer, ma sono sicuro che una delle cose che influenzano la creatività sia la musica. Cosa ascoltate mentre vi dedicate alla rifinitura del personaggio e dei vari accessori?

In realtà nulla. Forse perché mi piace che le mie idee siano mie e non influenzate da qualcosa che sia musica o altro. Diciamo che ascolto i miei pensieri.
Però posso consigliare diversi gruppi che possono dare la giusta atmosfera oltre che l’ispirazione qualora ne abbiate bisogno.
Come gruppo gli Abney Park son sicuramente i più famosi…ma per citarne altri interessanti nomino i The Cog is Dead e i The Clockwork Quartet.
Sono solo alcuni poiché la lista sarebbe troppo lunga…

Non conosco questi gruppi ma vedrò di ascoltare qualcosa, giusto per approfondire.
Dato che anche l’ambiente ha la sua importanza, com’è fatto il laboratorio in cui realizzate gli abiti e gli accessori che servono a dare realismo al soggetto?

Casa, per quanto riguarda me e gli abiti. E la fortuna di avere un garage/laboratorio a poca distanza che il Colonnello Angus mette gentilmente a disposizione per armi ed equipaggiamento vario.

Quando si parla di passione, cento miglia sono come dieci, la distanza è relativa. Se invece vi riferite al tempo di percorrenza dubito, data la natura del vostro mestiere, avrete problemi a riguardo!

Aggiungiamo un pizzico di nonsense a questa cosa: attiriamo persone a caso ma con criterio. Questo blog (il mio, intendo) vive di libri e racconti. In un massimo di 30 parole scrivete una storiella contenente una o più parole chiave da inserire come tag per la ricerca su Google. A piacere. Una cosa che parla di voi, che so, un aneddoto, oppure qualcosa che vi viene in mente… Potete anche dirmi che non ne avete voglia, mandarmi una cartolina da quel paese lontano od onorarmi con un disegno o una litografia fatta apposta per l’occasione, o magari sarebbe più nel vostro stile sfidarmi a duello, ma credo si addica più al genere maschile… insomma, vedete un po’ voi. Personalmente eviterei l’ultima ipotesi, dato che non so maneggiare un’arma a vapore.

Il duello nell’ambito Steampunk non è affatto di prerogativa maschile ve lo assicuro..
In ogni caso vi posso raccontare la storia di come è nato il gruppo dei mercenari S.T.I.M., abilmente scritta dal nostro carismatico Dr. K ma forse è troppo lunga per lo spazio a me concesso…
Vi lascio con un paragrafo che forse potrà far venire voglia di leggere il resto…

“…Prese il piccolo baule. Un lieve ticchettio fra le mani gli confermava che gli indicatori di Singolarità al suo interno erano già in funzione. Nel mare di sigle e numeri dei diversi messaggi cifrati che avrebbe letto più tardi grazie al disco di decodifica, l’unica cosa intellegibile era il nome in codice della missione.
Steam Technological Italian Mercenaries.
Uscì recuperando con una sola mano cappello e bastone dal maggiordomo, ringraziandolo con un cenno della testa. La nebbia era densa e odorava vagamente di carbone, pesce e sostanze chimiche.
– S.T.I.M. – Disse fra sé e sé, affrettando qualche passo sul lastricato viscido – Se non altro il clima sarà migliore.”
Se volete capire di più su come e perché i Mercenari di Steampunk Italia sono assieme…leggete il resto a questo link.

Oh… desumo quindi ci siano abili scrittori nelle vostre fila! Sembra un gruppo ben eterogeneo!

E, per ultima cosa, qual è la domanda che nessuno vi ha ancora posto ma che vorreste sentirvi chiedere?

Perché creare un’ Associazione Culturale sullo Steampunk e non riunire un semplice gruppo di amici appassionati?

E la risposta è… ?

Perché di gruppi il nostro Paese è pieno. E quello che vorremmo fare noi è cercare di Unire tutti gli appassionati sotto un’unica bandiera poiché l’unione fa la forza e molte teste son sempre meglio di una sola. Insomma…per portare qualcosa di nuovo bisogna collaborare e noi è questo che vogliamo fare. Collaborare con tutti i nostri associati e con tutti gli appassionati in Italia per portare eventi, ospiti e situazioni altrimenti impossibili da realizzare. Dare un punto di riferimento per lo Steampunk in Italia a livello nazionale prima e mondiale poi…
All’estero hanno già iniziato a conoscerci ed apprezzarci e speriamo che ogni persona che decide di associarsi non sia solo un gregario ma un operativo che ci aiuti a far crescere sempre di più questo splendido movimento nel nostro Paese.

Bene, grazie per il tempo che mi avete dedicato, mylady.

Ora, se non vi dispiace, mi piacerebbe inaugurare con voi una piccola variante alle mie interviste, ovvero una domanda rivolta da voi al mirabile me stesso.
Se vi va, ponetemi quindi una domanda, la prima che vi viene in mente; sarò felice di rispondere.

Quanto vi ho detto vi ha suscitato un po di curiosità in più o, magari, la voglia di avvicinarsi e conoscere ancora più a fondo lo Steampunk?

Invero sì, di certo andrò alla ricerca di qualcosa da leggere, e probabilmente non mi farò mancare un piccolo oggetto come una spilla da borsa o simile ricavato da qualcosa di non più funzionante, non appena questo prenderà forma nella mia mente.
Nel frattempo mi accontenterò della mia già fervida immaginazione.

Vi ringrazio di avermi dedicato il vostro tempo e, cosa non meno importante, di avermi fatto viaggiare con la fantasia, con le idee, con tutti gli spunti tratti dalle vostre parole, che vi assicuro non mancano.

Ora vi lascio tornare alle vostre faccende, vi prego quindi di salutare gli habitué di questo blog.

Ringrazio chi ha letto questa intervista sino in fondo e saluto di cuore con la speranza di non essere stata noiosa ma, anzi, di aver aperto una piccola porticina su questo splendido mondo che vive solamente grazie alla fantasia e all’immaginazione di tutti gli appassionati. Ringrazio voi per lo spazio concessomi e la curiosità dimostrata.
E, soprattutto, ringrazio i nostri associati che, con il loro sostegno e aiuto ci permettono di andare avanti e cercare di fare sempre di più. Senza di loro Steampunk Italia non esisterebbe.

Ribadisco il fatto che non siete stata noiosa, tutt’altro! Inoltre siete stata sincera, o almeno così mi è sembrato, quindi i vostri mercenari sono salvi. Le vostre risposte si sono rivelate oltremodo appassionate e appassionanti, dalle vostre parole si percepisce molto del mondo Steam, e sono sicuro che non mancheranno, fra i miei lettori, quelli che si appassioneranno al genere e magari, chissà, scoprire di essere Steamer senza averlo mai sospettato fino a questo momento.
E’ stato un vero piacere avervi qui con noi, nel mio piccolo spazio.
Vi auguro una piacevole giornata, o serata, chissà.

E con questo è tutto. Alla prossima, cari lettori!

Vi rimando al loro sito e al loro gruppo su Facebook. Buona scoperta a tutti!

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