Fondazione anno zero (***)

Di Isaac Asimov
370 pagine
Editore: Mondadori
Iniziato il: 16/01/2014
Finito il: 26/01/2014

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Secondo prequel alla “Trilogia della Fondazione”, cari lettori!
Iniziamo subito, senza chiacchiere inutili, per stavolta.

Vediamo un seldon già avanti con gli studi sulla psicostoria. Avanti è una parola grossa, però in otto anni dagli eventi narrati in “Preludio alla Fondazione” le cose sembrano essere migliorate.
Sotto la tutela di Demerzel è diventato preside della facoltà di matematica dell’università di Strelheim e il suo discepolo prediletto è quello Yugo che abbiamo conosciuto nelle cistermiche di Dahl.

Seldon vive con Dors, sua protettrice nel volume precedente e sua moglie adesso, e con quel ragazzetto raccattato a Billibotton, il peggior posto di tutto Trantor.

Ecco, diciamo che i primi capitoli parlano delle difficoltà degli studi di Seldon, nonostante l’aiuto del bravissimo Yugo.

La storia si svolge inizialmente attorno a un nuovo personaggio politico che lavora per destituire Demerzel da primo ministro e, di conseguenza, insediarsi egli stesso.
Si tratta di Joranum, un tizio che ha un certo influsso sui Dahliti, e Seldon invierà a Dahl proprio Raych, il ragazzetto di cui sopra che ora è cresciuto, a cercare di farsi raccontare qualcosa da lui, entrando nelle sue grazie.
Per il bene dell’Impero, sostiene. Perché né lui, con la sua psicostoria ancora inutilizzabile, né Demerzel con le sue qualità che non vado a svelarvi, perché è una cosa grossa, riescono a venire a capo della situazione.

Dicevo, è una cosa così grossa, quella di Demerzel, che già nel romanzo precedente ha richiesto la massima riservatezza persino a Seldon, sigillandogli la mente in modo che continui a esser parte del segreto ma che non possa divulgarlo.
E, sebbene ormai sia cosa nota, io non posso parlarvene perché se non avete letto il Preludio sarebbe uno spoiler troppo importante.

Tornando a noi, questo Joranum tenterà di far passare Demerzel per un robot, ma tutto verrà messo a tacere e dimenticato in breve tempo, mentre lui verrà reso ridicolo agli occhi di tutti e quindi non più eleggibile a primo ministro.
In ogni caso Demerzel si dimetterà, e Seldon sarà eletto Primo Ministro Imperiale dall’Imperatore stesso.

A Seldon non piacerà, ma ciò gli permetterà di dedicarsi ai suoi studi con molte più risorse e, una decina d’anni più tardi, di poter costruire il Primo Radiante, che finora era solo teorico, e iniziare a fare qualche timida previsione.

Nel frattempo, un vecchio Joranumita rimette insieme una cellula di, appunto, joranumiti.
Seldon rimanderà Raych a sondare il terreno, ma gli farà tagliare i baffi, tanto per cammuffarlo un po’.
Ecco, impariamo dal romanzo precedente che per i dahliti i baffi sono simbolo di virilità, e per un dahlita tagliarsi i baffi è come tagliarsi… beh, avete capito cosa.
Ciononostante ubbidirà.
Non servirà però a molto, dato che verrà scoperto e usato dai Joranumiti per complottare contro il suo stesso padre. Ovviamente tutto sarà reso vano all’ultimo secondo, visto e considerato che abbiamo ancora un paio di centinaia di pagine prima della fine, però vi racconto che subito dopo questo attentato verrà instaurato un governo militare, e Seldon sarà destituito e lasciato in pace mentre continuerà a studiare la sua Psicostoria.

Lo vedremo poi festeggiare il suo sessantesimo compleanno in grande stile sotto lo sguardo della onnipresente Dors, la sua bella moglie, che sembra sempre giovane. E mi fermo qui, perché si fa un gran parlare di Dors, e io non vi ho raccontato chi è, e quindi ogni mia parola potrebbe rovinarvi la sorpresa alla fine del libro precedente… e sarebbe brutto, dai!

Vi dirò invece che la storia è tutto un susseguirsi di intrighi e sotterfugi, attentati veri o presunti ai danni del nostro buon Hari Seldon, in ogni caso sventati dall’abile Dors. Tutti tranne uno, ovvero quello in cui è l’Imperatore a farne le spese, ma è talmente improvviso e imprevisto… arriva da una persona insospettabile in un momento piuttosto particolare. E vi ho già detto fin troppo.

Verso i tre quarti del romanzo, poi, vedremo Dors uscire di scena. Vi dispiacerà non poterla più rivedere, perché vi sarete affezionati a lei, ma non si può evitare l’inevitabile, il suo destino è già stato scritto. Qualcuno è venuto a conoscenza del suo segreto, e lo userà contro di lei.

Da quel momento in poi di lei non sentiremo più parlare, vedremo Seldon solo coi suoi pensieri e i suoi collaboratori. E poi vedremo Seldon… solo. Nel senso che invecchia sempre di più, e come lui i suoi amici e i suoi collaboratori, ma ovviamente il nostro matematico sarà più longevo di tutti loro.

L’ultima parte della storia è dedicata alla vecchiaia di Seldon, che rimarrà solo, o quasi. Vedremo la Psicostoria compiere considerevoli balzi in avanti, grazie soprattutto alla nipote di Seldon, Wanda, che riuscirà a sistemare le ultime equazioni e dare al tutto una parvenza di credibilità.
Vedremo altresì formarsi nella testa di Seldon l’idea di costruire non una, ma due fondazioni… e qui il nostro Asimov si concede il lusso di un mostruoso spoiler: io, la “trilogia della Fondazione” l’ho già letta, e questo è un prequel scritto successivamente sotto le pressioni dell’editore.
Ebbene, dicevo, Asimov ci rivela già che esiste una seconda fondazione, ci dice com’è strutturata, dov’è sita… insomma, se nella Trilogia è una cosa che si scopre solo alla fine, dopo questo libro sapremo che era una cosa nota già da prima. E delle registrazioni a proposito delle “crisi Seldon” ci dirà solo che le ha… registrate, appunto. Ma di questo parleremo nella prossima recensione, ovvero in quella della Trilogia di cui sopra.

Se mi permettete un’ultima considerazione, vi dirò che a conti fatti “Fondazione anno zero” è né più né meno la biografia di Hari Seldon, prima matematico e poi psicostorico; una biografia intrisa di tentati omicidi ai danni del protagonista, cosa che avverrà dall’inizio del romanzo alla fine della sua vita, o quasi.
Non è che mi sia piaciuto poi molto. Certo, ci sono le trovate geniali tipiche di Asimov, ma questo romanzo tende a essere ripetitivo, a volte persino noioso, ma va comunque letto per la completezza della saga.

Bene, cari lettori, stavolta vi ho detto praticamente tutto. Si, dai, tutto a parte il segreto di Demerzel e di Dors, ma dovrò pur farvi leggere qualcosa da soli, no?

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Fondazione anno zero (***)

  1. La tua predilezione per Asimov è palese, ma i tuoi riassunti sono intriganti….
    Grazie:)

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