Abissi d’acciaio (*****)

Di Isaac Asimov
259 pagine
edizione Mondadori
iniziato il 27/03/2014
finito il 03/04/2014

Image and video hosting by TinyPic

Bentrovati, cari lettori!
Quello di cui sto per parlarvi è il primo volume del ciclo dei Robot. E’ il primo di tre cicli che ci accompagneranno lungo ventimila anni di storia futura, da quando l’umanità aveva conquistato appena cinquanta mondi, all’impero galattico che di mondi ne aveva radunati venticinque milioni, fino ad arrivare alla fine del ciclo delle fondazioni, quando la Terra sarà diventata poco più che una leggenda. Ma abbiamo tempo, per tutto questo. Ora concentriamoci sul romanzo presente.

Per prima cosa vi dico che non sono riuscito a collocarlo precisamente nel futuro: prima ci viene detto che sono passati mille anni dal “secolo del carbone”. Facendo due conti, se pensiamo alla rivoluzione industriale di fine ‘800 si può presumere che si sia nel 2800 o giù di lì, però poi ci danno altri riferimenti, parlano di millenni trascorsi e altre cose che ora non ricordo, ma che fanno supporre di essere attorno al 5000. Mi dispiace di non riuscire a essere più preciso, ma non so fare una valutazione migliore di questa. In ogni caso, andiamo avanti.

Questo libro si presenta né più né meno come un giallo, infatti la prima cosa che ci viene detta, a parte il fatto che i robot sono molto mal visti sulla Terra, è che è stato ucciso uno Spaziale. Definiamo: gli spaziali sono gli snob che hanno abbandonato la Terra e vivono su altri pianeti, hanno sconfitto le malattie e guardano con disprezzo il pianeta dove la vita ha avuto origine.

C’è poi da dire che la Terra è sovrappopolata, conta otto miliardi di persone, e per sopravvivere la parola d’ordine è efficienza. Per avere sistemi efficienti, le città sono state ridotte a ottocento, in tutto il mondo, chiuse dentro a cupole che impediscono il contatto con l’esterno e sviluppate fin sotto terra. Da qui il titolo.

Gli spaziali non sopportano gli sporchi terrestri, portatori di malattie, e i terrestri non sopportano né gli spaziali né i robot. Punto. Nonostante ciò, esiste una colonia di spaziali sulla Terra, e lì è avvenuto l’omicidio.

In questo contesto, il terrestre Lije Baley dovrà sopportare il duro compito di portare avanti le indagini assieme a R. Daneel Olivaw, un robot costruito dagli spaziali e programmato per essere una specie di tutore dell’ordine. Lije non ama i robot, come tutti. (Poi alla fine faranno amicizia, ma questa è un’altra storia.)

Ve lo dico subito, così per le prossime recensioni lo sapete già: la lettera R. davanti al nome sta per Robot. In questo modo è semplice identificare la macchina e l’uomo.

Comunque, tornando al romanzo, per Lije la faccenda diventa ancora più insopportabile quando scopre che il robot dovrà vivere a casa sua. La moglie non sarà quel che si dice entusiasta, e il figlio… boh, per ora non lo sa. Lo scoprirà, ma non è importante saperlo.

Durante le indagini, il nostro eroe accuserà il “collega” Daneel prima di essere un uomo e aver commesso lui l’omicidio facendosi poi credere un robot, ma riuscirà solo a coprirsi di ridicolo, poi di essere un robot programmato senza la prima delle Tre Leggi, quella per cui un robot non può in nessun modo danneggiare un essere umano, ma verrà di nuovo smentito.

Sarà poi il turno di Daneel, che accuserà la moglie di Lije seguendo un ragionamento logico che, quando l’ho letto, ho chiuso un attimo il libro, basito, e mi sono chiesto come avessi potuto non arrivarci da solo!
Lije non vorrà crederci, nonostante la cosa sia lampante, e mentre ancora è sotto shock dalla rivelazione ecco che la moglie compare davanti a lui e Daneel, in centrale, per costituirsi.
Non è stata lei a compiere l’omicidio, ma fa comunque parte della particolare setta che era già indiziata come possibile colpevole, e fornirà un nome.

Bene, direi che qui siamo arrivati quasi alla fine, quindi eviterò di darvi altri indizi, dato che le indagini prenderanno una piega imprevista, e comunque ci sono altri personaggi che ruotano attorno a Elija, non li ho nominati tutti. Per questo, nonostante i numerosi indizi che vi ho dato, quando lo leggerete non riuscirete a farvi un’idea di chi possa essere l’assassino a partire dai miei appunti confusi.

Vi dirò invece che qui si gettano le basi per la ripresa dei viaggi nello spazio, quindi mi aspetto grandi cose dai romanzi successivi. Staremo a vedere!

A presto, cari lettori!

Annunci
Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , , , , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: