I robot dell’Alba (*****)

Di Isaac Asimov
484 pagine
Edizione Mondadori
Iniziato il 16/04/2014
Finito il 7/05/2014

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Bentrovati, cari lettori!

Questo è il quarto romanzo di Asimov di fila che leggo, e per la precisione il quinto di quest’anno, ma sapete… Asimov ha il potere di non stancare mai, per quanto è varia, geniale e ricca di contenuti la sua opera. Credo che dopo di questo farò una pausa, dato che il prossimo servirà da transizione fra questo ciclo e quello dell’impero, ma nel frattempo mi godo la lettura.

Sono passati circa due anni dai fatti avvenuti ne “Il sole nudo”, e iniziamo col nostro buon Lije Baley che si trova all’esterno, sotto un albero, intento a guardare una moltitudine di persone che zappano la terra.

Lije sta aspettando il momento buono per poter chiedere di andare su Aurora a chiedere aiuti tecnici: astronavi e robot, prima di tutto.
La Terra non è abbastanza progredita, e Aurora è il più potente dei mondi esterni. Una volta ottenuta la sua approvazione, i terrestri sarebbero potuti ripartire per la colonizzazione di altri mondi.

Sta chiacchierando col figlio, quando arriva un robot governativo apposta per lui a riferirgli di essere di essere desiderato, pur essendo il suo giorno libero, per una missione su Aurora. Per inciso, è pure il pianeta da cui proviene R. Daneel Olivaw, un robot che Lije considera come un amico, e che incontrerà già sull’astronave che lo porterà sul pianeta.

Da notare che mentre nel romanzo precedente scopriamo le caratteristiche del pianeta a mano a mano che andiamo avanti con la storia, qui il nostro buon Asimov sfrutta il tempo che ci vuole per andare dalla Terra al pianeta Aurora per farcene conoscere la storia e gli usi, così che noi sappiamo già in anticipo che cosa aspettarci dagli Aurorani. Quanto meno, ci fa credere di saperlo.

In ogni caso, una volta atterrati ci ritroviamo in casa del dott. Fastolfe, e Lije inizierà subito a indagare. E, a casa di Fastolfe, a Lije iniziano a girare vorticosamente… voi sapete cosa, in quanto il roboticista non smonta le accuse a proprio carico, anzi, le difende pure! E ciò non va per niente bene, dato che sono in gioco a) la carriera di Fastolfe; b) la carriera di Lije; c) il destino stesso della Terra, in senso diplomatico e d) la possibilità di farsi prestare astronavi auroriane per la seconda ondata di colonizzatori spaziali dalla Terra.

Il nostro buon detective in borghese di livello C-7 (era C-6 ne “Il sole nudo”), dicevo, dovrà dimostrare l’innocenza di Fastolfe.
Per fare ciò, dovrà raccogliere molti indizi, e quindi recarsi all’esterno.

La prima persona che incontra è l’ex proprietaria del robot “ucciso”, e, guarda caso, la conosciamo già. È una persona conosciuta su Solaria, trasferitasi su Aurora per motivi che già abbiamo avuto modo di approfondire durante la scorsa indagine. E se non li conoscete andate a leggerli. No, non all’interno della scorsa recensione, visto e considerato che non l’ho detto, ma all’interno del romanzo precedente!

E attraverso Gladia, la solariana di cui sopra, siore e siori, il buon Asimov ci parla di sesso! E sti ca… pperi! Non me l’aspettavo, no! E non ho capito se ne abbia parlato con dolcezza o con indifferenza. Forse un buon misto di entrambe le cose.
Ciò che ne consegue è che scopriremo, in questa sede, che lei non è colpevole di robocidio. Per ora, almeno in apparenza.

Parlando di sesso e gelosia, Lije costruirà una sua teoria per smentire la colpevolezza di Fastolfe, ma, essendo qui a metà del romanzo, ed essendo passato un solo giorno dal suo arrivo sul pianeta, appare lampante che non può aver già indovinato. Il motivo risiede nella sua scarsa conoscenza degli usi e costumi di Aurora, esattamente come accadde su Solaria.
Invero, non è che non abbia imparato niente dalla precedente esperienza, infatti vi ho già parlato di come, durante il viaggio attraverso lo Spazio, abbia studiato qualcosina sui costumi locali, ma evidentemente non gli sono state fornite tutte le informazioni necessarie per comprendere a fondo gli auroriani.

A questo punto conoscerà la figlia di Fastolfe, che ha avuto una relazione molto particolare col padre (conosceremo la storia da entrambi i punti di vista), la quale getterà benzina sul fuoco; e sentiremo cos’ha da dire un altro curioso personaggio che vive all’interno del perimetro dell’istituto di robotica pur non essendo un roboticista.

E poi avremo a che fare con un nemico astuto che proverà a togliere di mezzo Lije e i suoi robot, ci sarà un inseguimento sotto il temporale, un tentativo di rapimento usando altri robot, e il pericolo non sarà tanto per Lije, quanto per R. Daneel Olivaw, ma di tutto questo non parlerò, perché come al solito voglio lasciarvi un minimo di divertimento a leggere il romanzo, senza svelarvi proprio tutto.

All’improvviso avremo la soluzione del problema, il nostro detective si troverà a fare il suo show dinanzi al Presidente del pianeta, scagionerà Fastolfe e incastrerà il suo antagonista.
Ma non è tutto: la soluzione del problema è solo la prima parte, avremo un ultimo colpo di scena che spalancherà le porte alla colonizzazione della galassia e ci introdurrà al successivo romanzo, che sarà di transizione fra il ciclo dei robot e quello dell’Impero.
E Lije tornerà sulla Terra vincitore.

Che dire… Ho notato che Asimov a volte tende a perdersi un po’ verso la metà del romanzo, ma non è questo il caso. La storia regge durante tutto il suo svolgimento, appassiona, regala indizi che portano a giuste osservazioni, tanto che anch’io, che non sono un giallista, avevo identificato il colpevole.
Come il protagonista, c’era qualcosa che mi sfuggiva, e alla fine ho capito cos’era. L’ho capito quando Lije l’ha rivelato, e mi è caduta addosso la soluzione come un fulmine a ciel sereno.

Certo, quello che accade alla fine è al di là di ogni sospetto, ma d’altra parte la sorpresa finale ci vuole!

A presto, cari lettori!

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