Codex Seraphinianus (*****)

Di Luigi Serafini

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371 pagine
Edizioni Abbeville Press
Iniziato il 10/06/2014
Finito il 12/06/2014

Nota: data l’eccezionalità delle immagini, questa volta le inserisco per intero, ingrandibili.

Cari lettori, sapevo che questo momento sarebbe arrivato, che prima o poi avrei dovuto parlarne. Perché non si può mettersi a parlare di libri e non prendere in considerazione un’opera come questa!
Devo affrontarla, e prima lo faccio meglio è. E’ con profondo imbarazzo, quindi, che mi accingo a parlarvi del Codex Seraphinianus.

Con profondo imbarazzo, proprio così. Perché, prima di inquinare i miei pensieri con le informazioni Wikipediane e trascrivere quello che potete trovare in tutte le altre recensioni, vorrei provare a raccontarlo con parole mie. Non fraintendete: le recensioni che scrivo sono sempre fatte con parole mie, ma questa è una cosa particolare: come si fa a raccontare a parole un libro che è scritto in una lingua inventata di sana pianta? Un libro che, letteralmente, nessuno può leggere? Finito nell’olimpo delle leggende come il Necronomicon, ma realmente esistente?

pagina singola

E come fare a descriverne le illustrazioni?

pesci occhi

alberi tuffanti

scheletri e pelle

Ecco, in qualche modo questo libro, considerato il più strano del mondo, risulta essere indescrivibile.
Forse potrei riuscire a parlarvi di me, però.

Io l’ho vissuto con un misto di stupore, meraviglia, nausea e attrazione irresistibile.
Talmente irresistibile che l’ho guardato almeno quattro volte, in un paio di giorni. Sono stato letteralmente rapito e trasportato in un mondo assurdo, un viaggio allucinante in cerca di personaggi e animali sconclusionati, in un mondo dove pure gli arcobaleni vengono prodotti artificialmente.

arcobaleni

E poi boh. Avete già visto un esempio di quella strana scrittura: ebbene, in alcuni momenti mi era sembrato di riconoscere vaghe parole, magari qualche frase di senso compiuto, ma a una più attenta osservazione scoprivo che era tutta un’illusione ottica, un ben congegnato inganno della vista.

uomo pennino 2

E poi ci sono mappe, giochi con le carte, esempi di città e di civiltà misteriose, cibi che sembrano un panino e un croissant ma non lo sono, e millemila altre cose che bisogna vedere coi propri occhi, per poterci credere.

coccodrillo

Bene cari lettori, io ci ho provato a parlarvene a modo mio. Non saprei che cosa aggiungere, l’opera è vastissima, ma l’interpretazione varia a seconda degli occhi che ci si soffermano. Bisogna averlo in mano e saggiarne il peso, annusare il profumo delle pagine, percepire la consistenza della carta e, soprattutto, vederlo coi propri occhi e viverlo con le proprie emozioni.

Fatemi sapere le vostre impressioni, che lo abbiate letto oppure no, che lo abbiate appena scoperto o che lo conosciate da tempo, che ne abbiate sempre e solo sentito parlare o ne possediate una copia.
Alla prossima!

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