Le correnti dello spazio (*****)

Di Isaac Asimov

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183 pagine
Edizione Mondadori
Iniziato il 26/06/2014
Finito il 02/07/2014

Cari lettori, il momento è grave.

In questo romanzo, che si contende la partenza della Trilogia dell’Impero con “Il tiranno dei mondi”, si parla della condanna a morte di un intero pianeta in una maniera che mi ha ricordato il modus operandi de “la Morte Nera” di guerre stellari. (vedremo poi che la minaccia è tutt’altro, ma fate finta che non ve l’abbia detto, ok?)

Ci sono due attori, nell’incipit, “il terrestre” e l’altro.
Il terrestre si sta opponendo alla cosa, l’altro usa su di lui una sonda psichica (un apparecchio che sonda la mente, ne fa vedere pensieri e ricordi, ma danneggia il cervello) e lo rende un “rik”, il classico scemo del paese.

Rik, come lo chiameremo da ora in poi, lavora in un opificio senza sapere chi è in realtà, ma pian piano la sua mente si sveglia, i ricordi riaffiorano a poco a poco.
E’ l’unico uomo che può salvare il pianeta Florina dalla distruzione. Si trova appunto su quel pianeta, in balia degli eventi.

La prima cosa che ricorda è il linguaggio. E parla in maniera colta, istruita, che poco ha a che fare col linguaggio rozzo e scarno di parole degli operai locali.
Si trova in compagnia di una donna che vive in una baracca, come tutti gli altri, del resto, e quest’ultima lo vuole tutto per sé, per non rimanere da sola. Perché ha già passato l’età da matrimonio, ed è destinata a rimanere zitella.

A un tratto, Rik ricorda che “analizzava il nulla” (testuale), e da qui inizia il racconto vero e proprio.
Si recherà infatti in biblioteca, aiutato non poco dal borgomastro, dove scoprirà di essere stato uno Spazio-Analista.

Lo so, vi state dicendo che la trama è piuttosto ovvia, che alla fine ricorderà tutto e salverà il pianeta, ma Asimov ama lasciarci con l’amaro in bocca, quindi leggetevi la storia per come ve la sto raccontando io e traete da soli le vostre considerazioni.
Da me non saprete mai se il pianeta continuerà a esistere oppure no.

Ma torniamo a noi: dopo aver inutilmente tentato di recuperare i libri di spazio-analisi, evidentemente proibiti o comunque non consultabili da chiunque; un pattugliatore tenterà di fermarli ma verrà stordito, e ci sarà una fuga rocambolesca, con un aero-carroarmato che inseguirà i due (più la donna di prima, che nel frattempo li aveva raggiunti), e loro si nasconderanno da un fornaio.

Questo fornaio dirà che è solito aiutare chi fugge dai pattugliatori, ma non ne rivelerà il motivo, se non la solita formula asimoviana che va bene un po’ per tutte queste situazioni, “che i pattugliatori non gli piacciono”.

Ecco, forse non vi ho spiegato che la città floriniana in cui finora si è svolta la vicenda è composta dalla città bassa e la città alta. Alta nel senso che poggia su migliaia di pilastri, ed è una specie di soffitto sulla città bassa. In alto la gente “bene” proveniente da un altro pianeta, da Sark, la classe dirigente che sfrutta la popolazione locale.
In basso la baraccopoli. Se avete letto il manga “Battle Angel Alita”,
la conformazione è identica, o così pare, alle città Jeru e Salem, con la differenza che Jeru non dovrebbe fluttuare ma essere sostenuta da colonne.
E’ importante saperlo? No, perché come al solito non vi sto raccontando proprio tutto, ma la cosa è quantomeno curiosa quindi ho voluto riportarla.

Spostiamo ora l’attenzione su uno Spazio- Analista che ne sta cercando un altro scomparso da oltre undici mesi. Sentiamo parlare qui, per la prima volta, di Trantor. E, invero, anche di un pianeta abitato da uomini con la pelle “estremamente pigmentata”, ma è una notizia di secondaria importanza..
Ben presto scopriremo che lo Spazio – Analista in questione stava tenendo d’occhio le biblioteche appunto per rintracciare l’altro, sospettando, avendo ricevuto un certo messaggio criptato, che avesse in qualche modo perso la memoria e che quindi, una volta risvegliatosi almeno in parte, avesse cercato di ricordarsi chi era a partire dal lavoro che faceva. Perché gli Spazio-Analisti vivono una vita solitaria fatta unicamente del loro lavoro.

E, alla fine, lo spazio analista sano viene a sapere che l’altro, Rik, si trova proprio in quella panetteria. Contemporaneamente, noi scopriamo che il panettiere è un uomo di Trantor, come pure il dottor Junz, che è lo Spazio-Analista che sta cercando l’altro.

Oddio, mi sto ingarbugliando.
Riassumo: un uomo ne sta cercando un altro che ha perso la memoria, e per un caso fortuito lo trova.
Lo trova nel senso che scopre dov’è, ma non riesce a contattarlo perché questo, come suggerito dal fornaio, si imbarca su un’astronave diretta su un altro pianeta. A Wotex, per la precisione, e coi posti prenotati. O almeno così era stato previsto, ma si ritroveranno clandestini… lasciate che ve ne parli fra poco.

Nel frattempo, qualcuno che non conosciamo fa scortare una donna importante su una nave che la allontanerà da Florina, dato che sta per scoppiare un tumulto fra il popolo.
E in quella nave le viene suggerito di rimanere nella propria cabina perché sono state individuate “due forme di calore ben definite associabili a quelle umane” nella stiva di emergenza. Seguirà blitz nella stiva.

Tornando al Borgomastro, che era l’altro fuggiasco e che si era separato dal gruppo, diciamo che è riuscito a stendere un altro pattugliatore, rubarne l’uniforme e le armi, recarsi all’astroporto e scoprire che la nave in cui si sono imbarcati gli altri due è diversa di quella preparata per la loro fuga. Quindi, sono clandestini su una nave diretta a un pianeta diverso: Sark. In compagnia della persona importante di prima, tale dama Samia, la figlia del Signore di Fife, uno dei cinque Grandi Signori di Sark. Fife è uno dei continenti Sarkiti, per intenderci.

I due “clandestini per sbaglio” (ma neanche tanto) vengono intercettati e interrogati dalla Dama per sua specifica richiesta, visto che lei stava facendo ricerche umanistiche sui Floriniani. E lì, assieme a un’altra figura, un militare, viene a sapere del presunto complotto che mira a distruggere Florina. Informazioni vaghe perché Rik, che sta parlando loro della cosa, non ricorda con precisione tutto, ma abbastanza da far pensare a Dama Samia di parlarne col padre.

Comunque sia, in questo momento tutto gira attorno al fatto che Rik, secondo il punto di vista dei Sarkiti, è un pericoloso terrorista. Solo lui, l’altra, il collega che lo cerca e il borgomastro conoscono la verità. Di conseguenza Rik si trova di fronte a difficoltà cui non riesce a far fronte perché appunto non si ricorda pressoché nulla. Si, ok, la memoria gli sta pian piano ritornando, ma il processo ancora non è completo e non è detto che gli tornerà del tutto. Insomma, un trattamento con una sonda psichica è un trattamento con una sonda psichica! E il bello è che ne sta rischiando un altro, visto che è considerato un delinquente e che i delinquenti vengono sottoposti di prassi a tale trattamento!

A questo punto voglio abbandonare il borgomastro, che ha incenerito uno dei Signori della Città Alta per rubarne l’identità. Ve lo leggerete. Lo rincontreremo, se sarà necessario, più avanti.
Adesso invece, cari lettori, vi faccio partecipi di qualcosa che ancora non ho svelato, ovvero delle riunioni dei Grandi Signori di Sark.
Ebbene, anche loro sanno dello Spazio-Analista scemo, anche se in maniera diversa da come ve l’ho raccontato finora, ma saranno proprio loro a sistemare i tasselli mancanti del puzzle, rendendo finalmente visibile tutto il disegno.

Devo dirvi qualcos’altro? Beh, in realtà si, ma non voglio rivelarvi troppe cose.
Ora, sapendo che le storie di Asimov finiscono a volte bene e a volte in maniera drammatica, vi lascio col dubbio se Florina (il pianeta che è la struttura portante dell’economia Sarkita) si sia salvata o meno, ma vi lascio altresì con un’ulteriore domanda, giusto per instillarvi ben bene questo dubbio: è Sark il pianeta capitale dell’Impero Galattico? No, vero?

Ecco, alla fine sapremo da che cosa sia veramente minacciato Florina, se la minaccia sia reale oppure no, e avremo la certezza di ciò che succederà, nel bene o nel male.

In ogni caso, questo romanzo è bello perché gli ingredienti sono ben dosati e il tutto è in perfetto equilibrio. C’è ansia, ci sono intrighi politici interplanetari, azione, romanticismo, speranze e molto altro.
Il tutto in meno di duecento pagine.
Ora andate in libreria (o su Amazon, se vi è più comodo) e leggete quello che vi ho tenuto nascosto, che come al solito è “tanta roba”.

A presto, cari lettori!

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , , , , , | 4 commenti

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4 pensieri su “Le correnti dello spazio (*****)

  1. Sto cercando questo libro da una vita, non è che lo vendi?

    • No, mi dispiace. Ci sono affezionato, e in ogni caso mi resterebbe il buco in mezzo ai tre cicli, sullo scaffale. Io comunque l’ho trovato facilmente su Amazon, e al Libraccio di Vicenza un paio di mesi fa ce n’era una copia usata. In bocca al lupo per la ricerca!

      • Eh, già, ho il problema che non si trova piu, su Amazon è schizzato ad oltre 100 €. Ho l’intera collezione di Asimov della stessa edizione, e per questo cercavo proprio questa in particolare.

        Grazie comunque.

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