Intervista a Dario Tonani

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Capita a volte che un autore faccia capolino da me dopo aver letto una recensione a un suo libro. Capita a volte che io rompa le scatole all’autore del libro che sto leggendo per tempestarlo di domande ogni volta che non capisco qualcosa.
Capita a volte che un ignaro autore mi chieda l’amicizia su facebook senza sapere a che cosa stia andando incontro.
È quest’ultimo il caso di Dario Tonani, che io avevo sentito nominare in quanto autore di Mondo 9, un titolo curioso che prima o poi leggerò.

Mondo9. Con il 9 attaccato! Altrimenti se cerchi su Google ti vengono fuori 190.000.000 di referenze, dato che è un livello di New Super Mario Bros per la Wii.

Pignolo! Ancora non ho iniziato a far domande, ancora ti sto presentando e tu già mi interrompi! Ma guarda te…

Ma bando alle ciance, cominciamo. Consapevole che le stesse domande qui presentate saranno proposte, con le opportune modifiche, anche ad altri artisti, blogger e figure retoriche di vario genere, accetti di rispondere a tutte in maniera sincera ed esaustiva?

Accetto, ma tu la prossima volta proponimi le domande in Word e non in Odt.

Ossignùr! Io uso Linux, e mi trovo comodo con l’ODT. Quante pretese, sto uomo! Peggio di una donna, eh! E il titolo, e il fomato del file… Insomma! Di questo passo non andiamo più avanti! Dai, dai. Sei sicuro di accettare? Non è che poi te ne penti o che fai pentire me?

Dai, non te la prendere! Sappi, però, che ho dovuto fare un “taglia e incolla” su un documento di Word. Certo che ne sono sicuro. E poi… bah, lasciamo stare.

Eh, sai che fatica fare un copiaincolla! Allora giuralo su… vediamo…
Ecco! Giuralo sul cadavere di quella mosca là per terra!

E’ la tua mosca, quella che hai ucciso per far giurare artisti, blogger e figure retoriche di vario genere?

Sì, è la mia. O meglio, lo era. È una delle diecimila a disposizione di ogni essere vivente sul Pianeta, mosche escluse. È li da eoni, ormai, la tengo apposta per far giurare i miei ospiti. La cosa ti crea problemi?

Se non li crea a te!

E perché dovrebbe?
Prima di cominciare ti chiedo: perché ti sei presentato con quella foto?

E’ la mia foto. Vale quanto la tua mosca!

Hahahaha! La mia mosca non vale lo spazio che occupa! Fa lo stesso, dai. Anche la tua foto, in effetti…

Innanzitutto, saluta a modo tuo gli amici che ci stanno leggendo.

Posso usare un semplice ciao? Sarebbe anche il mio modo…

Tu saluti la gente con lo storico motorino della Piaggio? Che forza! Dai, inizi già a piacermi di più!
Senti, Dario, come mai hai scelto di titolare il blog col tuo nome anziché scegliere un titolo a casaccio tipo “venditore di pensieri usati” o altre amenità del genere?

In realtà è il mio sito personale, o come fa figo dire, un Official Website. Questo taglia la testa al toro e risponde alla domanda direi.

Una risposta affilata. Ti assumerò come torero, il giorno che comprerò un’arena.
Ma lasciando in pace i poveri tori, per ora, quando ti è venuto il pallino di scrivere storie?

Mi piacerebbe dirti a due anni e mezzo. Ma è stato solo al liceo, forse in terza [Scientifico.]

Vuoi forse dire che le storie te le sei sempre fatte da solo, prima di metterle su carta? Peccato! Chissà che cosa ci siamo persi, allora! (si, lo so, devo ancora leggerti… ma se hai pubblicato qualcosa un motivo dovrà pur esserci, no?).

Spero più di un motivo. Anche se uno basta e avanza.

Ma torniamo alle storie che hai voluto mettere su carta.
La prima volta non si scorda mai. Cos’hai pensato la prima volta che hai presentato al pubblico le tue opere?

Cos’ho pensato? Lo sto facendo per me, non per i lettori. Quindi, voi tutti là fuori scusate l’intromissione.

E dove vai a pescare la tua ispirazione?

Dove capita. Dalle immagini, dai sogni, dalle paure, dalle bugie…

“Dalle bugie” mi mancava, come risposta. In effetti, anche un bugiardo è un artista, un creativo, quindi perché no?

E oggi, con più esperienza e molto lavoro alle spalle, quale reputi essere la tua “Opera Magna”?

Quella che devo ancora scrivere. E non è una battuta. Se avessi già scritto la mia “Opera Magna” dovrei accettare di essere in parabola discendente. E questo non lo voglio pensare… Comunque se devo stare sotto di qualche gradino, ti dico probabilmente “Mondo9”. E “Infect@” sì.

Hai ragione anche tu. Comunque non è la prima volta che sento questa risposta.

Di “Mondo9” e di “Infect@”? Mi stai dicendo che c’è in giro qualcuno che si spaccia per me?

No, che l’opera migliore è quella che ancora deve essere realizzata. A questo proposito, voi “creativi” date sempre la stessa risposta, o quasi. Alla faccia della fantasia!

Le tue storie invece le linkiamo qui sotto, tanto per farle conoscere a più gente che diventerà nuovo pubblico per te. Avanti, dicci dove andare a pescarle!

Dal mio-sito-che-non-è-un-blog:
mondo9
infect@

Ma tu stai ancora a puntualizzare… Credi a me: la differenza non la nota nessuno. Uno viene a trovarti e trova una roba che stai curando tu, e sì e no si accorge che non hai un appoggio dopo il nomecognome.

Senti, a parte il lavoro notturno (perché le cose migliori quasi sempre vengono di notte) una cosa che influenza la creatività è la musica. Cosa ascolti mentre ti dedichi alle tue creazioni?

CD su CD di silenzio. Ma anche in file Mp3. Adoro la musica – non esco mai senza il mio iPod – ma quando scrivo ho bisogno di sentire che mi manca qualcosa… Bella quella sulle cose migliori che vengono quasi sempre di notte, te la rubo.

Beh, onorato di essere derubato da te, ma è risaputo che di notte comanda l’istinto e che l’immaginazione galoppa libera e felice senza le briglie del mondo esterno.

Lo scrittore vive anche di giorno, ahimé. E deve cercare di mettere a frutto anche le ore di luce.

Questa cosa delle ore di luce conta quanto la mosca di prima, purtroppo. Le ore di luce sono più difficili da sfruttare, con tutto il rumore di fondo e tutte le distrazioni che si portano appresso.
E senti, rimanendo in tema di immaginazione: dato che anche l’ambiente ha la sua importanza, com’è fatta la stanza in cui ti metti a disegnare?

Non disegno. Scrivo. Prendo lo stesso per buona la domanda? [Decido di sì.] Scrivo nel mio studio, una mansarda piena di libri. Con molta luce e il rumore degli uccellini che zampettano sulle tegole…

Hahahaha! Scusa, ma l’ultima intervista l’ho fatta a un’illustratrice, ho dimenticato di modificare la domanda standard! Potrai mai perdonarmi?

Non mi sento di prendere impegni. [Ahahahah.]

Ahahahah, allora non li prendo nemmeno io. Cancella le scuse.

Tornando alle cose serie… Aggiungiamo un pizzico di nonsense a questa cosa: attiriamo persone a caso ma con criterio. Questo blog (il mio, intendo) vive di libri e racconti. In un massimo di 30 parole scrivi una storiella contenente una o più parole chiave da inserire come tag per la ricerca su Google. A piacere. Una cosa che parla di te, che so, un aneddoto, oppure qualcosa che ti viene in mente… Puoi anche farmi una pernacchia e dirmi che non ne hai voglia, mandarmi una cartolina da quel paese od onorarmi con un disegno fatto per l’occasione… insomma, vedi un po’ tu!

#nondisegno, mi piacerebbe saperlo fare, anche per rispondere in modo più pertinente alle tue domande… Ma lo fanno altri per me. Con #Mondo9 per esempio. Le illustrazioni hanno contribuito molto a fare #TamTam [sono 33 parole. 3 x 3= 9, siamo in tema #Mondo9]

Io di parole ne conto 44. Pazienza, tanto eri comunque fuori limite.
In ogni caso è scritto che potevi scrivere una storiella di trenta parole. Quello l’avresti saputo fare benissimo, ma va bene lo stesso.

Non vale, tu hai contato anche le parole tra parentesi…

L’intervista la gestisco come mi pare, e conto quel che mi pare.

Per ultima cosa, così poi finiamo di romperci le scatole a vicenda come due vecchi ubriaconi, qual è la domanda che nessuno ti ha ancora posto ma che vorresti sentirti chiedere?

Metti che #Mondo9 lo avesse scritto un altro, chi ti sarebbe piaciuto come autore?

E la risposta è… ?

Neil Gaiman. Posso aggiungere un Perché?

No, non puoi.

Così magari ci avrebbero fatto un film.

Ma insomma! Lo vedi che non mi ascolti? Santa pazienza, quest’uomo!

Per il resto… Perdona la mia sconfinata ignoranza, ma non conosco Neil Gaiman.
Comunque non disperare: potrebbe leggerlo per puro caso e trarne un film. O qualcun altro potrebbe.

Mentre aspetti che ciò avvenga, poni una domanda al Venditore.

Quanto sei alto? [la foto/immagine, sai, schiaccia un po’.]

Un metro e settantasette cm.

Bene, grazie per il tempo che mi hai dedicato. Saluta gli habitué di questo blog.

Au revoir. Di solito sono un po’ meno… #nonsense.

Nessuno riesce a rimanere serio durante la mia intervista. È fatta apposta per creare nonsense e varchi dimensionali casuali.

E con questo è tutto. Alla prossima, cari lettori!

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Categorie: Domande usate per interviste nuove | Tag: , , , , | 1 commento

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Un pensiero su “Intervista a Dario Tonani

  1. Pingback: Mondo9 (*****) | il Venditore di pensieri usati

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