Intervista a Gud

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Cari lettori, siamo qui con Gud, illustratore che ho scoperto da poco per colpa di Marianna, e che intervisto al volo perché sembra una persona simpatica.

Olè!

Ma bando alle ciance, cominciamo. Consapevole che le stesse domande qui presentate saranno proposte, con le opportune modifiche, anche ad altri artisti, blogger e figure retoriche di vario genere, accetti di rispondere a tutte in maniera sincera ed esaustiva?

Sì.

Ne sei sicuro?


No.

Allora giuralo su… vediamo…

Ecco! Giuralo sul cadavere di quella mosca là per terra!

Povera mosca. Chi è l’essere malvagio che l’ha schiacciata?

È morta di fame. Il tempo ha fatto il resto.

Prima di cominciare ti chiedo: perché ti sei presentato con quell’immagine?

Quello sono io, la mia versione a fumetti, come altro avrei potuto presentarmi?

Hai ragione anche tu. Ma sai, non tutti i fumettisti si presentano con un disegno. Ottimo, dai. Innanzitutto, saluta a modo tuo gli amici che ci stanno leggendo.


Ciao a tutti, scappate finché siete in tempo!

Scappate finché siete in tempo.

Sei il secondo che risponde a questa serie di domande. I miei lettori ti leggeranno per terzo, perché qualcun altro è stato più veloce, ma non importa.

Dimmi, che effetto ti fa sapere che qualcuno, prima di te, ha già risposto a queste domande di cui ancora nessuno sa nulla perché ancora non sono state pubblicate?

Nel senso che la tua intervista è parallela all’altra, ma sarai pubblicato per secondo nel 2015?

Così, per il gusto di romperti le scatole un pochino…

Tutta questa storia mi riempie di orgoglio e mi dà un brivido…

Hahahaha! 😀
Senti, partiamo con una domanda secca: i personaggi che disegni vengono dritti dritti dalla realtà o sono frutto della tua immaginazione?


Scindere le due cose è praticamente impossibile. Guarda il tuo toupè, è reale?

Ti sembrerà incredibile, ma sono i miei veri capelli. È una stempiatura. Un giorno la stempiatura arriverà dietro la nuca, e avrò un’isola di capelli in mezzo alla testa.

Rabbrividisco solo a pensarci. 😀

Andiamo avanti. Riesci a fare interagire i tuoi personaggi con il pubblico che legge? Nel senso proprio di farli parlare con il lettore, coinvolgerlo in prima persona e farlo diventare parte integrante, complice della vignetta?


La mia prima preoccupazione quando racconto qualcosa è proprio quella di creare empatia con i lettori. In alcuni casi interagisco con loro, magari li invito a voltare pagina o a riflettere su un argomento particolare. In altri casi invece li faccio assistere a un’azione, senza coinvolgerli troppo emotivamente, sia mai che poi gli scappa una lacrimuccia…

E che male ci sarebbe? Personalmente, l’empatia mi piace. È bello emozionarsi per una storia. 🙂

Hai una passione collaterale a questa?

Mi piace viaggiare. Davvero.

Anche a me. Purtroppo ultimamente non ho molte possibilità di farlo, ma appena potrò di nuovo… Mondo, preparati!

Senti, fra tutti i personaggi che sono usciti dalla tua matita, qual è il tuo preferito?


Non dovrei averne uno preferito, perché son tutti figli miei, però quello a cui sono più legato è Tommaso Speranza.

Perché?


Perché anche se non è un’autobiografia, in Heidi mon Amour c’è tanto di me. Più che in ogni altro libro che ho fatto.

Allora dovrò leggerlo. Lo cercherò.

Qual è il personaggio che hai curato di più sotto l’aspetto estetico e psicologico?

Forse Giulia de La notte dei giocattoli, su cui forse ho sentito il “peso” di Dacia Maraini ai testi.

Ho chiesto spesso della musica che un autore ascolta, ma mi sono stancato delle risposte abbastanza ripetitive. Ti chiedo: se tu fossi uno strumento musicale, quale saresti?

Un Violoncello.

Andresti per quinte. Bello.

E se fossi un libro?


Un tascabile.

Un tascabile. Risposta vaga, non so come replicare. Vedi? Le domande sconosciute aprono orizzonti poco gestibili, ma belli.

Adesso voglio la tua creatività al mio servizio. Fai un disegno per me e i miei lettori.

Niente di elaborato, mi basta uno scarabocchio su un tovagliolo.

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Grazie. Davvero. 🙂

Ti rubo ancora poco tempo. Quale personaggio ti sei divertito di più a disegnare? E quale di meno?


Non disegno personaggi creati da altri o con uno stile che non mi appartiene. Per questo mi diverto su tutti quelli che disegno.

Ottimo. Divertirsi è quasi tutto!

E, per ultima cosa, qual è la domanda che nessuno ti ha ancora posto ma che vorresti sentirti chiedere?

Ami ancora il fumetto come il primo giorno in cui l’hai scoperto?

E la risposta è… ?


No, lo amo ancora di più.

Grande. Una delle più belle cose che mi sia stata lasciata.

E una domanda per me? Quello che vuoi, dai!


Lo spritz: Aperol o Campari?

Uh, non bevo, mi spiace.

Bene, grazie per il tempo che mi hai dedicato. Saluta gli habitué di questo blog.


Se siete arrivati fino qui, ciao e complimenti!

Complimenti a te per avermi sopportato. Ciao, e grazie ancora.

E con questo è tutto. Alla prossima, cari lettori, e mi raccomando: andate a vedere cosa fa sul sito e su facebook!

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