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Le due torri (prima parte) ***

Di J. R. R. Tolkien

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416 pagine
edizione: Bompiani
iniziato il: 16/01/2015
Finito il: (ancora in lettura)

Bentrovati, cari lettori!

Vi ho già detto un sacco di cose [qui], quindi vi ritengo già avvisati e vaccinati, quindi stavolta inizierei subito col narrarvi quella parte di storia che mi va di rendere nota.

Il libro comincia con Boromir che lascia la compagnia. Lo so, voi sapete già che cosa lo attende, ma lo ripeterò un’altra volta: esistono persone che non hanno mai letto il libro né visto il film, e non voglio spoilerare troppo. Di questa vicenda dirò solo che la Compagnia, che già ha perduto Gandalf, dovrà proseguire anche senza Boromir.

Ci troviamo in mezzo agli orchi, una breve scaramuccia che finirà col dividere del tutto la Compagnia: ho già detto di Boromir, abiamo già visto la scorsa volta che Sam e Frodo partono da soli alla chetichella, quello che ancora non sappiamo è che Merry e Pipino verranno rapiti dagli orchi, e che Aragorn, Legolas e Gimli si lanceranno al loro inseguimento nella vana speranza di salvarli.

L’inseguimento è lungo, ogni passo è una sofferenza infinita, e li porta nelle praterie di Rohan.
Le speranze sono poche, ma lungo il percorso hanno trovato una delle spille di Lorien, e ciò dà loro la forza di avanzare.

Dicevo, arrivano a Rohan. Qui incontrano una compagnia di cavalieri che ha appena trucidato gli orchi cui stavano dando la caccia, e viene loro riferito che non c’era traccia degli hobbit. Ciò nonostante decidono di andare lo stesso a verificare che Merry e Pipino non siano stati uccisi.

Arrivano al cumulo di orchi inceneriti che è già sera, e nella luce del crepuscolo non riescono a distinguere granché.
Decidono di passare lì la notte e riprendere le ricerche il mattino seguente, stabiliscono i turni di guardia e accendono un fuoco stando bene attenti a usare solo legna secca, legna “morta”.

Perché sono ai margini della foresta di Fangorn, e molte sono le leggende che parlano di qualcosa al suo interno.

Qui si interrompe il racconto che riguarda Aragorn, Legolas e Gimli: la storia si sposta e ci racconta di Merry e Pipino dal punto in cui vengono rapiti dagli orchi.
Scopriamo che ci sono due fazioni diverse di orchi: quelli del Nord, provenienti da Moria, che vogliono vendicare i compagni uccisi, e i lottatori Uruk Hai di Saruman, che hanno ordini ben precisi che impongono loro di portargli due mezzuomini sani e salvi perché hanno qualcosa che gli interessa.
Non sanno che hanno sbagliato hobbit, ma che ne possono sapere gli orchi?
Ecco, vediamo come le due fazioni siano in contrasto fra loro, e vediamo pure come riusciranno a imporsi al comando gli Uruk Hai.

Nel frattempo, i due hobbit cercano di scappare, e uno di loro (aha!) lascia come segno una spilla di Lorien. Come vedete, nulla viene dimenticato, e conosceremo nel dettaglio tutti gli avvenimenti che riguardano la compagnia. Scopriremo come faranno a fuggire, scampare al massacro ed entrare nella foresta di Fangorn.

E qui, cari lettori, sono andato in crisi. Quella classica crisi di lettura che capita, a volte, a chi legge.

Non avevo voglia di andare avanti o di metermi a leggere altro, così ho lasciato che il tempo facesse il suo corso. Ho atteso. Semplicemente atteso. Sono tornato a giocare su internet, a guardare qualche vecchio film. Nel frattempo pensavo ai due poveri hobbit che stavano entrando a Fangorn, ho lasciato lievitare la curiosità e ho ripreso la lettura. Lo so, magari a voi non importa granché, ma volevo tenere una traccia di questa cosa. Riguarda la mia storia di lettore.

Comuinque, entriamo nella foresta. Non vi racconterò della proverbiale ospitalità di Barbalbero, di ciò che ha offerto agli hobbit a casa sua, delle storie che ha raccontato, ma qualcosa che ha detto ve la voglio riportare: gli Ent, i “pastori di alberi”, sono sempre meno. Non nascono più entini, e ciò perché gli Ent hanno perso le Entesse. Letteralmente, nel senso che non le trovano più.
Non fosse per la possibilità di estinzione della specie di questi alberi parlanti, ci sarebbe veramente da ridere.

Detto questo, sappiate che gli Ent rimasti si raduneranno e convergeranno verso Isengard, dove abita il traditore, Saruman in Bianco. Non ci andranno in pace.

Lasciamo da parte gli Ent e i due hobbit per dedicarci all’elfo, all’uomo e al nano. Questi seguono le tracce degli hobbit dentro alla foresta di Fangorn, dove ritroveranno un vecchio amico. Parlo di Gandalf il Grigio, che nel frattempo ha fatto, come si suol dire, “level up”, diventando Gandalf il bianco.

I quattro si aggiornano sugli eventi accaduti da quando si sono perduti a Moria, quindi cavalcano fino a Meduseld, casa di Re Theoden, dove non vengono accolti benissimo a causa di un cattivo consigliere del re.

Vi basti sapere che poi quel consigliere verrà cacciato in malo modo.

Il re si recherà poi al fosso di Elm, accompagnato da un piccolo esercito e dai nostri tre amici, quali l’elfo, il nano e il numenoreano. Ci sarà una lunga notte di battaglia, che porterà i tre più Gandalf e re Theoden fino al pinnacolo di Orthanc, la torre di Isengard, dove abita Saruman, e qui incontrano Pipino e Merry, che racconteranno loro di che cosa è successo, e di quanto terribili siano gli Ent quando vanno in guerra.

Saruman, in ogni caso, è in esilio dentro Orthanc, non osa uscire. E ritroviamo pure il consigliere del re, e a questo punto non vi nascondo che Theoden aveva promesso morte a quest’ultimo, nel caso si fossero reincontrati.

Il buon Vermilinguo, questo il nome del consigliere, tenta di accoppare qualcuno della compagnia scagliando giù una specie di palla, con grande orrore di Saruman e grande sorpresa di Gandalf, che credeva fosse andata perduta.

Si tratta di un Palantir, o pietra comunicante. Due Palantiri possono comunicare fra loro, e il Palantir in possesso di Saruman comunica nientemeno che con Mordor.
Purtroppo, uno dei due hobbit lo prende in mano, e viene visto da Sauron in persona, che però crede che la situazione sia ben diversa.

Ecco, un po’ ingarbugliata ma è così.

Cari lettori, a questo punto inizia il “secondo libro”, perché Tolkien ha diviso “le due torri” in due libri, e dato che sto andando a rilento nella lettura perché in questo periodo ho mille altre cose a cui pensare, per ora vi lascio così, e vi rimando alla seconda parte della recensione quando avrò finito di leggere.

Alla prossima!

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