Archivi del mese: aprile 2015

La Ragazza Fantasma (****)

Di Sophie kinsella

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391 pagine
Edizione: Mondadori
Iniziato il: 30/03/2015
Finito il:17/04/2015

La Kinsella, cari lettori. Di nuovo.
Sapete, ho imparato una cosa: se vi parte una crisi marcia e non riuscite più a leggere, ripartite da lei.

Fresca, divertente, leggera… Una frivolezza che si fa leggere volentieri.
Questo romanzo, poi, è di quelli che in molti punti ti fanno ridere di cuore, del tipo che se siete in ufficio, che lo state leggendo al pc mentre siete in pausa pranzo, ecco… non bevete leggendo, che poi vi trovate le carte sbrodolate.

Ma partiamo dall’inizio. Lara, la nostra protagonista, ha un’agenzia di assunzioni per quadri/dirigenti allo sbando. L’agenzia, non i quadri/dirigenti.

Ecco, questa tizia si trova in una situazione imbarazzante, al funerale di una prozia morta a 105 anni, che non conosceva, al quale manco voleva partecipare (ma i genitori hanno insistito tanto), distratta al punto di sbagliare funerale…

Dicevo, di punto in bianco si ritrova davanti il fantasma della prozia, ancora giovane, sui trent’anni, che le intima di fermare il funerale.

La scusa per fermarlo sarà il fatto fittizio che secondo Lara la prozia è stata assassinata. Invero è la prozia stessa che glielo suggerisce, urlandoglielo fastidiosamente nell’orecchio, e per questo motivo si ritroverà di fronte a un vero detective per dare spiegazioni.

E insomma, tutta sta storia nasce dal fatto che il fantasma vuole riavere una certa collana, che sembra perduta. Quindi abbiamo una caccia alla collana da una parte e il disperato tentativo di ricucire una storia d’amore andata male dall’altra.
Perché la nostra Lara è appena stata lasciata dall’uomo della sua vita, quello che sembrava perfetto, e che invece l’ha piantata lì come niente fosse, con una mail.

Ah, già: Lara è stata piantata in asso anche dalla socia, che l’ha lasciata nei guai con l’agenzia appena avviata e già votata, come dicevo all’inizio, al fallimento.

La prima parte del romanzo si focalizza su una scena piuttosto trita e ripetitiva, con Lara che vuole, come dicevo poc’anzi, ricucire il rapporto con l’ex, e a tale scopo userà i poteri del fantasma della prozia Sadie, ma si accorgerà in un secondo momento che lei era innamorata dell’idea che aveva del suo ex, con tutto ciò che ne potrà conseguire.

Sempre in questa prima parte, Sadie fa conoscere a Lara un altro uomo. A Lara quest’uomo non piace, ma già da subito si capisce come andranno a finire le cose. Ci sono alcuni eventi che sono perfettamente prevedibili, ed è giusto che sia così.

Nella fattispecie, sappiamo per certo che Lara lascerà l’ex e si metterà col nuovo arrivato che piace tanto alla prozia. Suscitando le ire del fantasma, invero, che li scoprirà insieme a baciarsi, e indignata scomparirà. Perché Sadie voleva uscire con quest’uomo, aveva addestrato Lara apposta per essere come lei, le diceva cosa dire, come e quando rispondere… Insomma, voleva uscire con lui anche se era morta e invisibile al suo sguardo.

Nel frattempo c’è la socia di Lara che è irreperibile e la lascia sempre più nei guai con il lavoro, Sadie che le scombussola la vita in tutti gli ambiti possibili fin quasi a rovinargliela del tutto (o almeno così sembra), e c’è questa caccia alla collana, che sarà scovata e perduta più volte, ma che per ora non ci interessa.

Voglio invece soffermarmi di più sulla seconda parte del romanzo, quando le due, ormai diventate amiche ma troppo orgogliose per ammettere di volersi bene, litigano aspramente a causa dell’uomo che piaceva a Sadie, che, come ci si aspettava, si è innamorato di Lara e la stava baciando.

E qui culmina il romanzo, nel senso che da questo momento in poi il ritmo si fa più serrato. Se prima era difficile staccarsi dalla lettura, adesso è quasi impossibile, perché prendono il via gli avvenimenti che lasceranno Lara senza un uomo, senza un lavoro, senza nessuno su cui contare se non se stessa.

Litigherà con la socia, che ritorna dal nulla e si prende i meriti del lavoro svolto da lei, litigherà col suo uomo, che la accusa di esserselo “lisciato per bene” solo per proporgli altri lavori (ricordiamoci che Lara è una “cacciatrice di teste”), si allontanerà dalla famiglia, timorosa per ciò che potrebbero dirle i genitori (che già la consideravano mezza matta e senza speranza), e verrà bandita dalla casa dello zio milionario a causa della collana di cui sopra.

Eh, lo so. Magari a leggere questa recensione ci sono nuovi lettori, anzi: lo so per certo… e a questi dico che lascio intenzionalmente molti punti oscuri, molte parti non raccontate della storia, altrimenti si perde il piacere di scoprire cosa ci sia dietro a tutti gli avvenimenti. Nella fattispecie, non vi ho parlato del rapporto tra Lara e lo zio milionario, o tra lei e la sorella, la cugina, la collega di lavoro, eccetera.

Comunque, Lara si metterà in viaggio alla ricerca di Sadie, cosa che le farà scoprire molte cose sulla vita della prozia morta, prima fra tutte il segreto del parente divenuto milionario grazie a una truffa in famiglia. Perché esiste un dipinto del valore di parecchi milioni di sterline che apparteneva a Sadie, e si pensava fosse andato distrutto in un incendio, ma che lo zio di Lara aveva invece venduto a una galleria d’arte privata per mezzo milione di sterline, reinvestendole poi in quella che era diventata una multinazionale del caffè affermata e riconosciuta nel mondo.

E smascherando questo segreto riuscirà a riallacciare i rapporti con Sadie, che, riconoscente, la aiuterà a rimettere in piedi la sua vita.
E poi c’è la conclusione, che lascia l’amaro in bocca. Che poi si capisce da subito che doveva finire in questo modo, ma la lacrima te la strappa come ha strappato le risate all’inizio.

Che dire… Questo romanzo è a tratti ripetitivo, a tratti persino ovvio, ma dannatamente vivace, frizzante, e mai banale.

Mi è piaciuto, mi ha fatto ridere in alcuni momenti e mi ha commosso nel finale.

Purtroppo salta la quinta stella a causa della prima parte, che, seppure sia veloce da leggere, si sa già dove vuole andare a parare, e sembra che giri intorno a un punto raccontandolo più volte in maniera diversa. La storia di Josh, per chi l’avesse già letto. Troppo piena di luoghi comuni ed eventi già visti decine e decine di volte in altri libri, in altri film, in altre storie.

Per il resto, è un romanzo più che godibile.

È tutto, per ora. Alla prossima, cari lettori!

Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , , | 1 commento

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