Archivi del mese: agosto 2015

Cronache di Mondo9 (*****)

di Dario Tonani

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358 pagine
editore: Mondadori (collana “Urania”)
Illustrato da Franco Brambilla
iniziato il: 12/08/2015
Finito il: 20/08/2015

Cari lettori, care lettrici, bentrovati.
Era un pezzo che non parlavo dei libri che leggo, ma tant’è… quest’anno sto leggendo poco, purtroppo, e sto recensendo meno.
Leggo poco, ma leggo bello, quantomeno. E recensisco il meglio.

Il libro che ho in mano (si, mi mancano ancora una ventina di pagine) l’ho aspettato per mesi, da quando il buon Dario ha detto che sarebbe uscito. Io avevo finito da poco di leggere il primo, “Mondo9” (del quale vi ho già parlato QUI), ed ero ancora eccitato da ciò che avevo letto… Quindi l’attesa è stata lunga.

Allora, parliamo del libro. Il libro è diviso in due parti. La prima riguarda i racconti già pubblicati su “Mondo9”, e li ho riletti con piacere. Non ve ne parlerò, andate a rileggere la recensione che ho linkato poco sopra.
Anzi no, qualcosa voglio dirvi.
Perché quando ho letto il primo ciclo di racconti, lo scorso ottobre, ero a caccia di storie sanguinose, cruente, e lì ho trovato pane per i miei denti. Invece, a distanza di tempo, mi sono avvicinato con più cautela a questo mondo e ci ho trovato qualcosa di più. Ho trovato un sacco di particolari che prima non avevo colto, o avevo colto senza però soffermarmi più di tanto.
Non c’è solo morte e malattia, sangue e macchine che vivono cibandosi di carcasse umane, no: su Mondo9 c’è vita. Per quanto possa essere inospitale, le genti che lo abitano coltivano sogni e speranze. Perché dentro, nelle viscere di metallo di quei mostri meccanici, ci sono esseri umani che lottano per rimanere vivi nonostante il dolore, le difficoltà, e quel morbo che trasforma lentamente la carne in metallo.

Tutto questo, nella seconda parte viene di molto amplificato: nello stesso numero di pagine, più o meno, si incontrano più navi, certo, ma meno esseri umani, i cui caratteri vengono approfonditi meglio. Una su tutte una ragazzina che sogna di diventare capitano di una nave volante.

Ecco, la nave volante potevo pure aspettarmela, ma una ragazzina che vuole imbarcarsi no, quello no. Avevo sempre pensato che imbarcarsi su una nave fosse uno dei peggiori lavori che si potessero fare. Chi sano di mente si imbarcherebbe su un vascello con la consapevolezza che, se dovesse rendersi necessario, potrebbe essere fatto a pezzi per essere usato come lubrificante? Chi sano di mente si imbarcherebbe su una nave che non può essere in alcun modo controllata, della quale si conosce l’utilizzo ma non la destinazione né il tempo di percorrenza della rotta? Chi sano di mente… no, mi fermo qui, sennò vi racconto troppo.

Perché non ci sono solo le navi e la guerra incessante, ci sono anche porti, paesi nati sotto relitti di navi morte (sì, il metallo può morire, dacché è vivo), città grandi e piccole comunità di nomadi che vivono nel deserto.

E conosceremo gli Interni e i loro ruoli attraverso un personaggio già incontrato sul primo ciclo di racconti; conosceremo i Mechardionici, ovvero quegli “umani” (o ciò che ne resta) sopravvissuti al morbo, e conosceremo il pensiero delle navi, le conosceremo così bene che di loro sapremo pure che fanno la cacca e che si amputano autonomamente i pezzi che non servono più.

Faremo la conoscenza di altre forme di vita che abitano il deserto: non solo aliquadre, albatross e cardi mangiaruggine, che peraltro già conosciamo, ma anche, per esempio, lumigechi.
Cosa sono i lumigechi? Ma niente, semplici bestioline che vivono in simbiosi con le navi, dalle quali traggono nutrimento in cambio di servizi da gommista.

E niente, non voglio raccontarvi le storie del libro come ho fatto l’altra volta, voglio soffermarmi sulle descrizioni.
Ho già detto che i personaggi sono ben caratterizzati, al punto che si riesce a intuire quale potrà essere la prossima mossa di uno o dell’altro; quello di cui non ho parlato sono i luoghi, in particolare il deserto.
Ci sono descrizioni così belle nella loro semplicità che teletrasportano il lettore all’interno di Mondo9. Perché quel sole, quella luce che si riflette sulla sabbia dà fastidio agli occhi; perché quell’odore di metallo arroventato, cotto dal sole e corroso dalla ruggine, ti penetra fin nei polmoni, ti entra in bocca, lo respiri e lo mangi; perché ti ritrovi la bocca impastata di sabbia, i capelli fradici di pioggia e polvere; perché quei giacconi foderati col pelo, fradici di ghiaccio sciolto in alta quota, ti si appiccicano alla pelle e ti gelano fin nelle ossa. E perché il morbo ti costringe a rimanere a bordo, ti mangia piano piano e non ti libera neppure dopo aver divorato l’ultima pagina.

Sopravviverete, cari lettori. Sporavviverete al morbo e diventerete tutti degli strappacuori. (no, non ve ne parlo, dovete leggere!)

Concludendo, è un libro che sento di poter consigliare a tutti perché la fantascienza, qui denro, non è l’unica attrazione. C’è azione, c’è orrore, ci sono situazioni grottesche. C’è ansia, speranza, partecipazione all’avventura, coinvolgimento. C’è un viaggio attraverso luoghi inesplorati e magnifici, al seguito di forme di vita del tutto nuove e affascinanti. Il tutto in un mondo surreale, velenoso, con una forte nota “steampunk” che non guasta e non disturba chi non è avvezzo al genere, e panorami sconfinati e magnifici, e personaggi che ti prendono per mano per poi lasciarti solo a gridare la tua disperazione in una stiva buia.

Un ciclo di racconti che si intrecciano, si intersecano, si fondono uno nell’altro per dare vita a un’unica, gigantesca storia.

Due cose non ci sono: storie sdolcinate e un’uscita.
Non c’è fuga da Mondo9, perché Mondo9 è un pianeta che ti rimane dentro, nel bene o nel male. E perché, nonostante tutto, è un pianeta sul quale si vuole rimanere.

Postilla: sembra che debba uscire un nuovo romanzo di questo ciclo. Stay tuna.

Nota per Dario: appena capiti a tiro, dalle parti di Vicenza, avvisami neh? Che vengo a stringerti la mano! Magari davanti a un’ottima grappa di formiche fregata da qualche nave.

Categorie: Piccola Biblioteca Usata | Tag: , , , | Lascia un commento

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