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Ah… Ahh… Ahhh (***/*)

Di Nuwanda

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58 pagine
Editore: Genesis Publishing
Iniziato il: 1/01/2016
finito il: 5/01/2016

Cari lettori, care lettrici, bentrovati!

Mi capita qualche tempo fa di ricevere una mail da un certo “Nuwanda Nuwanda”. Subito il cervello inizia a cantilenare ciò che “Nuwanda”, appunto, cantilena nel celebre film “L’Attimo fuggente”: VIDI IL FIUME CONGO / SCAVARE CON LA TESTA / E UNA LINGUA D’ORO / TAGLIARE LA FORESTA!

E questo simpatico motivetto mi ha poi accompagnato per tutto il giorno.

Comunque, dicevo, incuriosito apro la mail e vedo una timida richiesta di recensione, che poi si partecipa al concorso e poi boh, vedo che l’autrice (perché Nuwanda è Femmina) invia il libro in formato ebook a chi partecipa.

E niente, mi viene offerto di leggere gratis una cosa nuova, e di recensirla come unico pagamento…

Per come la vedo io, mi è stato offerto di fare due cose che mi piacciono, e chissenefrega del concorso, ho già vinto così.

Ma veniamo al libro.

Il racconto (perché con 58 pagine si può definire solo racconto) è un giallo fulmineo, con pochi, semplici ingredienti: abbiamo un autore strampalato e un po’ svanito, l’immancabile giornalista, un barista che non sa fare il caffè, una bibliotecaria sciatta, la voluttuosa figlia del sindaco, un rappresentante delle forze dell’ordine che riesce a non esplodere nonostante i sospettati facciano di tutto per farlo impazzire, e qualche altro personaggio di contorno.

Il libro si apre con una scena noiosissima come la presentazione di un libro.

L’autore stesso si chiede in quale sperduto paese sia capitato, e perché.

La presentazione si svolge svogliatamente, e alla fine tutti si dirigono al buffet, che sembra essere molto più invitante del libro presentato.

L’autore cerca di isolarsi in un angolo, e per un po’ se ne resta tranquillo, fino a quando viene ritrovato un cadavere nel bagno del locale.

Tutta l’azione si svolge nell’arco della serata, fino a notte inoltrata, quando viene scoperto l’assassino.

E niente, il racconto finisce in corsa, la mente sta ancora ricostruendo i fatti ma gli occhi stanno leggendo i ringraziamenti… e si resta lì, straniti, attoniti, disarmati dalla futilità del movente.

Che dire…

L’incipit non è dei migliori, ma c’è un motivo nella dimensione grigia di questo inizio che si capirà solo dopo un certo numero di pagine.

La scrittura è veloce, il racconto si fa leggere volentieri, e scappa pure qualche sorriso di tanto in tanto.

In questo racconto si subisce il fascino dei doppi sensi, a partire dal titolo stesso che, come ci spiegherà il protagonista, a seconda dell’intonazione data dal lettore può essere un grido di piacere, di disperazione, o una semplice risata.

Si subisce altresì il fascino dei personaggi principali che, anche in uno spazio ristretto come possono essere queste 58 pagine, sono ben caratterizzati, ognuno con la sua particolare visione di sé, ognuno a modo suo alla ricerca di un po’ di notorietà. E ognuno a suo modo freddo nei confronti della vittima, primo fra tutti l’autore del romanzo presentato, che sembra dare poco peso alla cosa, più attento al quadro presente nell’ufficio del commissario che all’omicidio in sé.

Invero anche il commissario si rivela glaciale, quando dà la triste notizia a un familiare della vittima come se si trattasse di un fatto irrilevante, più attento al suo “profilo sinistro” quando viene intervistato che al succo della vicenda.

Insomma, a conti fatti è un racconto da leggere. E ve lo dico io che non amo particolarmente i gialli.

Ah: non perdete d’occhio la penna, che io me l’ero persa e ho dovuto rileggere l’ultimo capitolo per capire dove fosse finita.

È tutto, se andassi avanti a scrivere vi racconterei tutto, e a voi non resterebbero da leggere che le briciole.

Alla prossima, cari lettori!

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Categorie: Piccola Biblioteca Usata, Varie ed Eventuali | Tag: , , , , | Lascia un commento

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