lame senza memoria (***)

DI Diego Cocco

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Edizioni Lettere Animate
53 pagine
Iniziato il: 4/02/2016
Finito il: 9/02/2016

Bentrovate care lettrici e bentrovati cari lettori!

Capita di conoscere persone che condividono la stessa passione, e capita di iniziare assieme a fare i primi passi. È quello che è successo a me e a Diego: entrambi avremmo voluto scrivere, pubblicare un romanzo, e così, qualche anno fa, abbiamo deciso di provare a scrivere qualcosa assieme. Non vi racconterò di che cosa abbiamo scritto, è meglio dimenticare, però… ecco, per un po’ ci siamo dati consigli per scrivere racconti, abbiamo partecipato agli stessi concorsi, poi le nostre strade si sono divise. Lui ha continuato a scrivere, io ho ricominciato a leggere un sacco e a commentare ciò che leggo. Morale della favola, Diego è finalmente riuscito a farsi pubblicare da qualcuno, e io sono qui a parlarvene, e non immaginate la gioia che provo nell’avere fra le mani il frutto delle sue fatiche!

E non pensate che questa “amicizia di penna” limiti in qualche modo la mia solita ironia o il mio solito modo di raccontarvi di ciò che ho letto.
Ma voi siete qui per leggere che cosa io pensi del suo libro, quindi basta coi sentimentalismi e cominciamo.

Ho appena finito di leggere questo libretto di racconti in versi e… beh, è strano.

Strano perché non sono poesie, né racconti. Sono un amalgama di entrambe le cose, tenuti insieme da un unico filo conduttore che è il senso di disgusto verso l’umanità.

Si tratta di racconti (perché non sono poesie) che presentano più chiavi di lettura, nel senso che si possono leggere così, alla leggera, e prendere alla lettera ciò che dicono, oppure si può leggerli con calma e sondare in profondità quello che realmente vogliono comunicarci.

Che non è che comunichino a tutti la stessa cosa, eh, ognuno può trarne una conclusione diversa a seconda dello stato d’animo del momento in cui li si legge, dell’estrazione sociale, della propria cultura e personalità, però qualcosa, dentro, ce l’hanno. E, volenti o nolenti, ci troviamo a ripensare a quella frase, a quel verso, e a trarne un significato nell’esistenza quotidiana.

Ci sono alcuni racconti che ti scuotono dentro, altri che li leggi e li trovi perfettamente inutili… ma tant’è, non tutti viviamo gli eventi nello stesso modo.

In tutti i racconti, però, si trova una violenza non tanto fisica o verbale, quanto di pensiero, di concetto. Nel senso che molto spesso sembra che l’autore abbia vissuto in prima persona la situazione, descritta più o meno metaforicamente, e trovi lo sfogo della sua rabbia attraverso la tastiera.

Ed è la tastiera a sputare sangue, mentre Diego si accanisce contro il genere umano, così che nei racconti resti intriso quel senso di delusione che trova nei rapporti con una determinata categoria di persone. E ce n’è per tutti, indistintamente, tanto che a volte ci si potrebbe immedesimare tanto nel carnefice quanto nella vittima della storia.

Insomma, per concludere, direi che tutto sommato è un discreto esordio.

Discreto, non buono od ottimo, perché, come già accennato, i racconti sembrano scritti sull’onda emotiva del momento, buttati giù di getto e lasciati lì, senza essere ripresi in mano, senza ripensamenti. Sono i racconti dei due minuti d’odio Orwelliani, i due minuti di sfogo verso il Goldstein di turno, che non può ribattere alle accuse semplicemente perché non eiste, o, nel nostro caso, perché non è presente in aula.

Diego Cocco veste i panni di un macellaio sociale, che distribuisce colpi di mannaia con una benda sugli occhi, senza soffermarsi sul vero motivo di questo o quel comportamento.

Tre stelle, perché comunque di carne al fuoco ce n’è davvero tanta, le idee ci sono, la capacità di esprimere i concetti pure.

Gli elementi perché questo genere di scrittura gli diventi famigliare e lo porti a scrivere storie più elaborate e interessanti ci sono tutti.
Basta trovare una ricetta migliore, che armonizzi gli ingredienti.

Buon lavoro, Diego. Di certo, se questa cosa dovesse avere un seguito, sarò di nuovo qui a parlarne, con la speranza di trovare un riscatto per questa misera umanità che arranca, cercando di sopravvivere al mondo di oggi come meglio può.

È tutto, cari lettori. Alla prossima!

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