Intervista ad Andrea Tanya Marchello

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Cari lettori, care lettrici, bentrovati.
Queste sono le solite domande, proposte però agli artisti di NuName.
Queste sono le solite domande fatte AD Andrea Tanya Marchello, artista con la quale sto attualmente lavorando, e alla quale ho promesso che avrei pubblicato per prima la sua intervista.

Allora… Iniziamo. La prima intervista dopo eoni, direi.

Consapevole che le stesse domande qui presentate saranno proposte, con le opportune modifiche, anche ad altri artisti, blogger e figure retoriche di vario genere, accetti di rispondere a tutte in maniera sincera ed esaustiva?

assolutamente no!

Benissimo. Anche questa è una risposta sincera, quindi ok.
Ne sei sicura?

Ma certo che risponderò! Questa è la mia prima intervista e sono piuttosto emozionata 🙂

Allora, come da rito, giuralo sul cadavere di quella mosca là per terra!

Posso giurarlo solo sulle cimici, su di loro posso giurare anche il falso! (e ne sai qualcosa dato che ogni volta che lavoriamo insieme una di loro spunta in camera e io scappo urlando senza preavvisi)

Le cimici qui non valgono. Giura sulla mosca.

Va bene, giuro.

Brava.

Prima di cominciare (anche se in realtà stiamo già cominciando) ti chiedo: perché ti sei presentata con quelle due immagini?

Perchè sono una persona che fa difficoltà ad esprimersi a parole! Il modo che conosco meglio per comunicare è l’arte, quindi mi sono disegnata per ben due volte in modo da farvi percepire, spero, qualcosa in più di me! Una è semplice ed espressiva: da fumetto, l’altra è più curata dal punto di vista del colore, delle luci, curata nei dettagli: da illustrazione!

Due al presso di una, siòre e siòri!
Innanzitutto, saluta a modo tuo gli amici che ci stanno leggendo.

Hola gayz

Gayz? Che lingua sarebbe?

È un titolo affettivo con il quale chiamo tutti coloro con cui ho confidenza. Se vuoi ti elenco gli altri: pinuzzo, ginaz, giovanna…gayz però è il mio preferito. Ahahahah

Contenta tu…

Quando ti è venuto il pallino di disegnare?

“Pallino” è il termine più azzeccato che potessi usare! Mi spiego meglio: il primo ricordo che ho di me che disegno risale a quando ancora nemmeno andavo l’asilo ed ero in cucina seduta a terra. Nell’ultimo cassetto i miei genitori tenevano dei fogli colorati ed io li prendevo senza permesso (erano tipo per fare i biglietti di auguri) e ci disegnavo dei cerchi con attorno tantissimi PALLINI. Il cerchio rappresentava il mondo ed i pallini le persone!
In ogni caso ho sempre avuto la fissa del disegno: mi ricordo che mettevo in pausa la videocassetta di Sailor Moon e ne copiavo su alcuni post-it le pose. Più avanti, poi, passavo le intere giornate a creare storie su un unico foglio parlando da sola per ore, come se stessi recintando la parte di tutti i personaggi che rappresentavo. Nel tempo ho curato sempre di più ambienti e personaggi, senza mai però conoscere le regole del disegno, creando fumetti tutti miei che nessuno a parte poche persone fidate potevano leggere. Per fortuna poi, una volta avuto internet ho avuto modo di studiare in modo più serio fino a quando, due anni fa, ho deciso di frequentare la scuola comics di Torino.

Sailor Moon ha fatto da nave scuola pure a me. Ma non ho continuato.
Tu, invece, frequenti la scuola comics… ci credi davvero, quindi!

Ci credo davvero, spero che credano in me anche tutti gli altri!

Torniamo a noi: la prima volta non si scorda mai.
Cos’hai pensato la prima volta che hai presentato la tua opera al pubblico?

La prima volta che pubblicai online fu per il forum “DIGIMON GAMERS”. Postai la prima volta una fan art proponendo al founder di creare la sezione disegni. In seguito mi nominò moderatrice della sezione. Come mi son sentita? Come se fossi Dio: trovavo i miei disegni bellissimi e davo consigli a tutti! Postavo regolarmente ogni settimana e avevo addirittura fatto un tutorial su come creare il proprio Digimon. Diciamocelo, ero abbastanza acerba e molto montata! In fondo, però, da qualche parte bisognerà pur partire, no?

Di solito si parte dall’inizio, e di solito all’inizio ci sono Sfrontatezza e Sfacciataggine. Tutto nella norma.

E dimmi, dove vai a pescare la tua ispirazione?

È una domanda che sinceramente evito come la morte! Più che altro non ho mai avuto un autore preferito perché mi sono appassionata al fumetto in sé da molto poco. Da piccola ammetto che la mia famiglia non mi comprasse nulla del genere. La mia ispirazione erano più che altro i cartoni animati, più che altro Disney, ma anche gli anime di italia uno, rai due ecc) ed i videogiochi.
Tutt’ora non saprei dire da dove prenda l’ispirazione, posso però affermare che solitamente, prima di ogni sessione di disegno, mi metto a spulciare facebook ed instagram per una buona mezz’ora (quando va bene). Là seguo un sacco di artisti sia famosi che emergenti che mi fanno venire voglia di disegnare e sperimentare, anche se il più delle volte, se non ogni tanto per alcune pose, non prendo per nulla spunto.
Non puoi evitare per sempre la morte, come non puoi evitare per sempre un certo tipo di domande. Fattene una ragione e sii pronta a qualunque cosa.

Devo prepararmi una risposta fatta, così tutti crederanno che anche io prendo ispirazione da famosi ed illustri artisti, che ho una grande cultura fumettistica e che son sempre aggiornata su tutto, in modo da potermela gaggiare con gli artisti “elite” e disquisire con loro del più e del meno, tirandomela un sacco.

Si, e se poi ti fanno una domanda trabocchetto e finisci dentro a una supercazzola che neanche Mascetti?
Meglio evitare, va’! Studia!

A parte il lavoro notturno (perché le cose migliori quasi sempre vengono di notte) una cosa che influenza la creatività è la musica. Cosa ascolti mentre ti dedichi ai tuoi disegni?

Dipende: ci sono volte in cui il silenzio è mio amico, in altri momenti ascolto in loop un brano di cui mi sono innamorata in quel particolare periodo, in altri momenti seguo film e serie tv, altrimenti ascolto in riproduzione casuale la musica che mi piace, ma non so dirti un artista preciso perché ascolto davvero parecchi generi differenti: diciamo che mi colloco maggiormente nella stirpe degli alternativi (ero un’emo convinta shhh) quindi i generi che preferisco sono il Metal e i suoi derivati (Progressive, Deathcore, Djent, Folk-metal, Epic-metal ecc), ma non disdegno il rock, la musica classica, qualcosa di Italiano ( principalmente Ligabue e Articolo 31) ed ultimamente ho imparato ad ascoltare un po’ di musica elettronica che prima disprezzavo totalmente (SUICIDE SHEEP categoria Indie è uno spettacolo!)

E dato che anche l’ambiente ha la sua importanza, com’è fatta la stanza in cui scrivi?

Ora come ora è una semplicissima camera matrimoniale con una piccola scrivania (sarebbe piccola anche se fosse di 10 metri) sulla quale ci sono il mio iMac, la mia Cintiq, hard disk e chiavette, stampante a3, penne..tante penne e matite e fogli e bottiglie e disordine sparsi ovunque. (la e Enfatizza abbastanza?) Presto cambierò casa e spero di poter avere una stanza adibita ad ufficio con una scrivania mega gigantesca e tanti tantissimi cassetti dove infilare ogni cosa!

Attenta che i cassetti sono infidi. Sono conosciuti come “divoratori di cose”, quindi stai molto attenta a cosa ci metti dentro.

Ne so qualcosa perché prima di vivere con il mio ragazzo avevo cassetti e scaffali a disposizione.. I buchi neri non sono nulla in confronto!

No, infatti. I buchi neri sono taschini da giacca, in confronto.

Aggiungiamo un pizzico di nonsense (come ce ne fosse bisogno) a questa cosa: attiriamo persone a caso ma con criterio. Questo blog (il mio, intendo) vive di libri e racconti. In un massimo di 30 parole scrivi una storiella contenente una o più parole chiave da inserire come tag per la ricerca su Google. A piacere. Una cosa che parla di te, che so, un aneddoto, oppure qualcosa che ti viene in mente… Puoi anche farmi una pernacchia e dirmi che non ne hai voglia, mandarmi una cartolina da quel paese o omaggiarmi con un disegnino… insomma, vedi un po’ tu!

Be’il disegnino te l’ho fatto, allegalo!

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Eccolo.

C’era una volta una donna che la plebe evocava con il dolce appellativo TanyaDarkLullaby. Codesta pulzella era sì bella et gentil d’animo che decise, al vespro, di rispondere alli quesiti del Messer Sartori. Stanca et avvilita scrisse codesto testo e lo interruppe sin alcun orgoglio.
Disonore su di me, disonore sulla mia mucca.
Chiedo perdono, sono stanca ahahahah

Non hai nulla di cui essere perdonata, tranne di queste sessantacinque parole, che sono più del doppio di quanto richiesto.

Avevo letto 30 righe! Sono un’idiota ahahahah

Ecco, così impari a stare attenta. Troppa prolissità va punita a nerbate.

E ora, passiamo alle domande scomode.
Mi dirai “Ma come, tutte le altre non lo erano?” e io ti dico di no. Almeno, non abbastanza.

I periodi di blocco esistono.
Da un blocco intestinale se ne esce mangiando fibre, ma come si esce da un periodo di blocco artistico?

Mangiando matite!
A parte tutto…è vero! Però dipende: Ci son volte in cui è molto meglio prendersi una pausa, ma spesso con me questa tecnica non funziona appieno. Preferisco disegnare lo stesso, anche se ho il blocco, piuttosto disegnando qualcosa che mi piace fermando momentaneamente il lavoro che devo svolgere. Quando non riesco a disegnare cerco ogni stimolo possibile per ispirarmi e spesso e volentieri scopro nuovi artisti e nuove tecniche. Guardare video tutorial o video motivazionali, nel mio caso, serve moltissimo.

Pagina facebook, account twitter, patreon, blog, sito internet…
Come preferisci farti pubblicità? E che cos’è che fa davvero la differenza per farsi notare?

Potete trovarmi come TANYADARKLULLABY su
facebook
instagram (lo sto usando più spesso)
ho anche un account su questi social ma li uso molto meno:
deviantart
tumblr
La differenza per farsi notare penso consistano nella Costanza, nella Pina e nella Maria.
No scherzo.
Costanza, puntualità, socialità , fortuna, BRAVURA, palle di pietra, giusto equilibrio tra contenuti che ti rappresentano vs contenuti che piacciono al pubblico.
Io ovviamente so dare buoni consigli in merito, ma non li so mettere in pratica! (poi ti sistemerò i link appiccicandoli alla parola chiave.)

Mettiamo che tu con i fumetti ci voglia vivere, che tu voglia tirarci fuori uno stipendio. Considerando la concorrenza, come ti valuti come rapporto “tempo di realizzazione della commissione/qualità dell’opera”?

Credo di non aver capito la domanda, ma se è come penso la risposta è questa: ci metto tutto il tempo che va dedicato ad un determinato lavoro cercando di raggiungere i risultati migliori che posso ottenere. Ovviamente più il lavoro è minuzioso più va pagato, anche se sono una di quelle persone che non riuscirebbe a fare un lavoro “male” o a curarlo poco solo perché potrei non essere pagata il dovuto…piuttosto se non mi stanno bene le condizioni non accetto il lavoro!

Bene. Quella di “mangiare matite” per tirarsi fuori dal blocco artistico mi mancava.

E, per ultima cosa, qual è la domanda che nessuno ti ha ancora posto ma che vorresti sentirti chiedere?

Cos’è per te il disegno e perché lo ami così tanto?

E la risposta è… ?

E’ il mio modo di esprimermi. Penso di essere una persona abbastanza incompresa nella vita di tutti i giorni e ciò che vorrei di più al mondo è far vedere agli altri il mondo con i miei occhi. Il mio obiettivo è sempre stato dare emozioni, che sia attraverso un disegno, che attraverso un racconto, che attraverso un cortometraggio, che attraverso la musica ecc.
L’arte è l’unico linguaggio universale, l’unico in grado di smuovere i cuori delle persone. L’arte è un credo, una luce che accompagna i momenti felici e quelli più bui. Ci sono mille modi di esprimersi, e penso che il mio sia proprio il disegno. Il mio sogno è di salire un giorno su un palco e vedere la gente piangere, ridere, spaventarsi e innamorarsi grazie alla mia arte. So che sono ancora lontana, ma non mi arrenderò. Quando e se ci riuscirò, saprò di essere stata compresa per davvero forse per la prima volta.

Di fronte a questa risposta mi inchino. È una delle risposte più profonde alle proprie domande che abbia avuto l’occasione di ascoltare. Ti ringrazio. Anche a nome dei miei lettori.

Mi fa piacere sapere di essere in qualche modo riuscita a toccarti, in ogni caso nessuno deve ringraziarmi, son io a dover ringraziare voi che in qualche modo provate a SENTIRE: sono pochi coloro che lo fanno per davvero.

E ora, spazio a una tua domanda per me. Prenditi pure una rivincita, rispondo a (quasi) tutto!

Cos’è per te la felicità? Come trovarla e dove si nasconde? Tu l’hai trovata?
Spero non sia troppo personale!

La felicità è una tazza di tè coi biscotti che non ho preparato io perché stavo ancora dormendo. È una voce al buio che sussurra “papà, ti voglio bene”.
La felicità è il sussurro racchiuso nelle piccole cose, ma è anche la soddisfazione di riuscire a portare a termine un progetto, o comunque sapere di aver dato il massimo anche se alla fine non si è concluso nulla.
La felicità è un insieme di cose talmente gigantesco che non basterebbe il web per spiegarlo.
Se ho trovato la felicità, mi chiedi?
No. Ho trovato “LE” felicità. Quelle che servono a me. Che sono diverse dalle felicità che servono a te che sto intervistando e sono diverse dalle felicità che serve a te che stai leggendo quest’intervista con la faccia illuminata dal monitor, magari sul divano con una coperta e una tazza di camomilla in mano, o al tavolo di un bar con un caffè.

Ecco, spero che la mia risposta possa soddisfare la tua sete di conoscenza.

Si vede che sei uno scrittore..Semplice e toccante! Grazie.

La mia risposta non riguarda il mio essere scrittore. Anzi, non sono nemmeno uno scrittore, sono solo uno che butta giù una storiella quando mi viene in mente di farlo.
Di certo, essere capace di buttare giù due righe mi ha aiutato a esprimere meglio il concetto.

Grazie per il tempo che mi hai dedicato. Saluta gli habitué di questo blog, che il tuo spazio è terminato.

Grazie mille a tutti coloro che hanno letto tutto quanto, mi scuso per non essere stata sintetica, ma mi sembrava giusto sfruttare lo spazio! Il grazie più grande, però, va a Riccardo che mi ha sostenuto e aiutato e che, tutt’ora, sta sceneggiando il mio fumetto in uscita su Nuname nel 2017. Grazie anche per questo spazio, mi ha fatto davvero piacere…Sei forte! ❤
Un abbraccio caloroso a tutti quanti!

Perfetto, abbiamo finito. Puoi tornare a fare il bagno al gatto. (lo fa davvero, eh. Sappiatelo.)

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Grazie per queste parole, significano davvero molto, per me.
Una precisazione: io sto “sceMeggiando”.
E con questo è tutto. Alla prossima, cari lettori!

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