Intervista a Nicole Canziani

Cari lettori, care lettrici, bentrovati.

Queste sono le solite domande, proposte però agli artisti di NuName.

Siamo qui riuniti per la celebrazione dell’intervista di Nicole Canziani, leggete e vi sarà aperto un mondo, amen.

Potete sedervi. Anche tu, Nicole.

Consapevole che le stesse domande qui presentate saranno proposte, con le opportune modifiche, anche ad altri artisti, blogger e figure retoriche di vario genere, accetti di rispondere a tutte in maniera sincera ed esaustiva?

È una minaccia?

No, è una promessa.

Ne sei sicura?

Massì dai, pronta!

Allora, come da rito, giuralo sul cadavere di quella mosca là per terra!

Intendi quella che ha appena mangiato il mio cane? Disgustoso, ma giuro!

No, intendo l’altra, quella là protetta da un invisibile campo di forza che…

ok, ho capito il concetto!

Come osi interrompermi? Sfacciata! Nessuno finora mi aveva mai interrotto a metà di una frase!

Ma guarda tu che gente…

Cambiamo argomento, va’… Ho già capito come andrà a finire.

Prima di cominciare (anche se in realtà stiamo già cominciando) ti chiedo: perché ti sei presentata con quella (foto, immagine, ninnolo o quant’altro)?

Perché non sono per nulla fotoigienica, e poi perché mi piace com’è venuto questo chibi ❤

Innanzitutto, saluta a modo tuo gli amici che ci stanno leggendo.

Yo bella gente, Nikoi Nika qui presente!

Niente, non mi riesce di fare l’adulta seria.

Nemmeno a me, infatti sono qui a farti domande assurde.

Quando ti è venuto il pallino di disegnare?

Quand’ero piccola avevo un tavolino colorato tutto mio dove potevo giocare. Mi piaceva ascoltare le cassette delle fiabe Disney o le canzoni dei cartoni animati (conservo ancora TUTTE queste cose), e mentre lo facevo disegnavo sempre. Questa combo musica-disegno infatti la porto avanti tuttora e -ops! Spoiler per una delle prossime domande.

Ad ogni modo ho pensato di iniziare a fare fumetti solo ai tempi delle medie, dopo un primo periodo di fanarting compulsivo dei personaggi di Dragon Ball, Beyblade, Witch, e altro.

Insomma, dei cartoni che passava il convento all’epoca.

Sai, Beyblade, Witch e Altro non li conosco. Sarà perché a un certo punto mi sono diplomato e ho iniziato a lavorare, quindi a un certo punto mi sono ritrovato senza avere i pomeriggi liberi… Giuro, è stato un trauma non poter più seguire le mie serie preferite il pomeriggio!

Altro è una figata atomica. Te lo consiglio! Secondo me trovi le repliche degli episodi sul canale duecentocredici di Sky.

Si, e scommetto che sono settordici episodi più la puntata pilota, la puntata navigatore e la puntata vattelapesca.

Ma che, mi prendi per i fondelli? Guarda che sono vendicattivo! No, non è un refuso.

Torniamo a noi: la prima volta non si scorda mai.

Cos’hai pensato la prima volta che hai presentato la tua opera al pubblico?

Perché l’ho fatto? Perché?!

Ma dovete sapere che ero ai tempi del liceo e avevo realizzato le prime 100 pagine del mio primo manga. Mostrarle ai compagni di classe per avere pareri è stato in parte un trauma.

Le prime 100 pagine. Si, perché è una cosa da niente, disegnare 100 pagine, che ci vuole? Tu che sei brava, si e no cinque minuti a pagina, no?

(No, Nicole, posa il fermacarte, è nuovo, l’ho comprato vent’anni fa! Sbollisci la rabbia… Ecco, brava.)

All’epoca ci mettevo poco, perché disegnavo direttamente a pennino (avevo fretta di proseguire la storia). Vuoi vedere qualche tavola?

Volentieri! Ne sarei onorato.

Spè, ti passo pure il sacchetto per il vomito!

Preso.

Dai, il sacchetto non serve. Lo terrò per qualcun altro.

E dimmi, dove vai a pescare la tua ispirazione?

In bagno. No, non ridete, sono seria. Per anni il bagno è stato fonte d’ispirazione.

Non per il luogo in sé, eh! Però quelli sono gli unici momenti di pace che uno può avere, quindi dà il tempo di pensare.

Anche se di recente pure il rullo del sushi all-you-can-eat mi ha dato ispirazione.

Preferisco il sushi come luogo di raccolta di idee, anche se devo ammettere che in bagno, con la meditazione giornaliera, si possono trovare idee e soluzioni senza pari. Tipo ie e slzoi. (questa la capisce chi fa cruciverba.)

La cosa grave è che l’ho capita.

Allora sei anche tu allo stadio terminale. Niente, non c’è speranza. Come diceva il buon Mel Brooks: “Il destino è quel che è / non c’è scampo più per me!”

Ed è un peccato, perché il risotto con gli scampi era buono.

Ecco, appunto. Delirii.

A parte il lavoro notturno (perché le cose migliori quasi sempre vengono di notte) una cosa che influenza la creatività è la musica. Cosa ascolti mentre ti dedichi ai tuoi disegni?

No, calma. Io di notte dormo. Non ho più l’età ragazzi. Tranne qualche caso sporadico in cui sono in ferie da lavoro e quindi sono così riposata da poterlo fare, il restante me la ronfo. Anche perché già verso le 22.30 mia sorella mi vede con la testa ciondolante davanti il pc e la mia piccola Bamboo a mo’ di copertina.

Tornando al discorso musica, mi piace ascoltare di tutto – tranne Gigi D’Alessio & co., o mi addormenterei alle 21.00 -; tuttavia, la playlist che mi aiuta a tenere la mente fresca e attiva comprende, sempre e comunque, le canzoni Disney e le sigle di Cristina D’Avena e Giorgio Vanni (in alternativa ascolto Radio Animati, che ha un bel mix). Per qualcuno potrà sembrare una scemenza, ma il fatto di canticchiarle mi aiuta a non stressarmi troppo sul lavoro e a fare le cose con più allegria.

Le canzoni di Cri sono un toccasana, a volte, su questo non ci piove. Sempre che tu tenga il CD con le sigle dentro casa. (no, scusa, è quasi mezzanotte e sto iniziando a dire scemenze.)

Ecco, invece questa l’ho capita con un giorno di ritardo. Però ho riso.

Hai riso, ma non hai scampo. Torniamo al punto di partenza.

… no, aspetta…

Proprio alla partenza no, sennò perdiamo i quattro terzi dei lettori che sono arrivati fino a qui. (e no, neanche per loro c’è più scampo.)

Ma andiamo avanti. Dato che anche l’ambiente ha la sua importanza, com’è fatta la stanza in cui scrivi?

Ho conquistato il salotto. La scrivania addossata alla parete è il mio Regno.

Purtroppo non ho ancora uno spazio tutto mio. Per fare un esempio, vorrei acquistare una Cintiq in futuro, ma ora come ora non avrei dove metterla XD Non mi lamento, sia chiaro, solo mi rendo conto ogni giorno che passa di quanto avrei bisogno di uno studio, anche piccolo, dove mettere tutte le mie cose.

Ti capisco. Se posso darti un’idea, io mi sono ricavato uno spazio in cantina. Il freddo si risolve con una stufetta elettrica, ma il fatto di avere un tavolo di due metri per 90 e nessuno attorno che disturba è una cosa impagabile.

Ma vivi a Camelot? Un tavolo 2 metri per 90, e che è? (In realtà lo vorrei anche io)

No, in realtà occupa tutta la stanza. Dietro la schiena ho uno scaffale di quelli di ferro, ci sta a malapena la sedia. E ci sono anche l’albero di Natale, le gomme della macchina, e altre cianfrusaglie che occupano spazio. Se vuoi faccio una foto.

Già che ci siamo! Buttaaaa!

… e qui è pure parecchio in ordine.

Aggiungiamo un pizzico di nonsense (come ce ne fosse bisogno) a questa cosa: attiriamo persone a caso ma con criterio. Questo blog (il mio, intendo) vive di libri e racconti. In un massimo di 30 parole scrivi una storiella contenente una o più parole chiave da inserire come tag per la ricerca su Google. A piacere. Una cosa che parla di te, che so, un aneddoto, oppure qualcosa che ti viene in mente… Puoi anche farmi una pernacchia e dirmi che non ne hai voglia, mandarmi una cartolina da quel paese o omaggiarmi con un disegnino… insomma, vedi un po’ tu!

Quando vuoi cucinare le #patatefritte ma ti accorgi solo a fine cottura che #l’oliodigirasole era quello utilizzato da tua madre due settimane prima per fare le #frittelle.

Risultato: #patatinefrittealgustodifrittelle.

29 parole e un racconto esilarante!

Per avermi fatto ridere potrei esonerarti dalle domande spinose, ma è una cosa che non posso fare. Devi rispondere anche tu, come tutti.

Davvero, mi dispiace, ma devo farlo.

Non ti preoccupare: sono morta, ma sono sopravvissuta.

Sei sopravvissuta all’essere morta? Un giorno mi racconterai anche questo.

Male, non hai colto la citazione. u.u

Ora… le domande spinose.

I periodi di blocco esistono.

Da un blocco intestinale se ne esce mangiando fibre, ma come si esce da un periodo di blocco artistico?

Ebbene, io soffro di un blocco peggiore. I periodi di blocco PER PIGRIZIA.

Semplicemente, non ne esci.

Se qualcuno conosce una cura, me la prescriva.

Se qualcuno ha una cura lo dica pure a me. Soffro di divanosi peggio di Homer, quindi i casi sono due: mi compro un divano da fachiro oppure trovo un rimedio. Su, diteci i vostri qui sotto, nei commenti. E chi non commenta è brutto, ecco.

Chi non commenta non riceverà i biscotti al cioccolato. Quindi commentate, che non voglio fare la cicciona e mangiarmeli tutti io.

Si, ma prima passa la ricetta.

Pagina facebook, account twitter, patreon, blog, sito internet…

Come preferisci farti pubblicità? E che cos’è che fa davvero la differenza per farsi notare?

Penso di essere l’anti-social. Nel senso, ho una pagina Facebook, un account Instagram e Twitter, ma praticamente non ne uso uno come si deve.

Siamo onesti: per gestire al meglio i social e farti pubblicità devi avere TEMPO di poterlo fare. Organizzarsi i post, realizzarne i contenuti… tutte cose che prendono ore quanto un lavoro normale.

Per me è impossibile da gestire, purtroppo. A malapena trovo il tempo di disegnare. Non faccio un disegno per me e per il solo gusto di farlo da un mese e mezzo.

Però chissà, appena mi sarò liberata di qualche scadenza imminente e potrò dedicarmi al mio progetto, magari cambieranno le cose!

Nel mio piccolo, sono comunque felice del poco seguito che ho. Come si dice: pochi ma buoni! ❤

Mettiamo che tu con i fumetti ci voglia vivere, che tu voglia tirarci fuori uno stipendio. Considerando la concorrenza, come ti valuti come rapporto “tempo di realizzazione della commissione/qualità dell’opera”?

Torniamo al fattore tempo. Dovessi fare SOLO questo, so di essere svelta e che quindi non avrei problemi. Dalle esperienze che ho fatto con Nuname e anche come colorista per Venezia Comix, ho sempre rispettato i tempi di consegna, realizzando tutto al meglio delle mie possibilità (anche perché sono una pignola). Sotto scadenza poi divento Flash. Il supereroe, non il bradipo di Zootopia.

E il tempo di realizzazione dell’opera è direttamente o inversamente proporzionale al valore della stessa?

Dipende. Di getto verrebbe da dire che avere più tempo permette di curare meglio i dettagli. Forse sì, ma non sempre. Anche mettere il turbo per una consegna mi aiuta a, come dire, potenziare i sensi e a notare mancanze o possibili aggiunte più velocemente perché so che «non ho tempo da perdere». Un po’ complesso forse, ma spero di aver reso l’idea.

Hai reso l’idea.

E, per ultima cosa, qual è la domanda che nessuno ti ha ancora posto ma che vorresti sentirti chiedere?

Quando hai deciso di fidanzarti con Hugh Jackman?

E la risposta è… ?

Oh, che imbarazzo! Ma sono domande da fare? Un po’ di privacy!

La privacy non esiste, in questo spazio. Sei nuda di fronte ai lettori.

Nuda in senso intellettuale, s’intende.

Oh, lettori… Parlo con voi! Anche con te, si, che hai abbozzato mezzo sorriso.

E con te, nascosto dietro alla barra spazio, guarda che ho letto i tuoi pensieri! Sporcaccione!

E ora, spazio a una tua domanda per me. Prenditi pure una rivincita, rispondo a (quasi) tutto!

Sei un maschio una femmina?

Occhio a cosa rispondi perché «c’è un tempo e un luogo per ogni cosa»!

Sono un maschio o una femmina, chiedi. Non “sono uomo o donna”, ma “maschio o femmina”.

Allora… Biologicamente sono uomo, su questo non ci piove.

Per quanto riguarda il genere, non sono abbastanza maturo per darti una risposta precisa. Potrò dartela alla fine, quando potrò rivedere tutta la mia vita a ritroso, e in quel momento, forse, capirò che cosa sono stato.

Ti prego, dimmi che hai giocato ai Pokémon almeno una volta nella vita!

Comunque è la seconda citazione che non cogli. Che delusione 😦

Non ho mai giocato a pokémon (lo scrivo meglio io di te). Eccezion fatta per una settimana a pokemon go, ma mi sono stufato subito. E io riesco meglio bollito.

… forse è meglio chiudere la cosa qui, prima che arrivi la Neuro.

Grazie per il tempo che mi hai dedicato. Saluta gli habitué di questo blog, che il tuo spazio è terminato.

Grazie mille a te, mi sono divertita un sacco!

Ciao a tutti! Spero di non avervi annoiato troppo con le mie stranezze, ahahah! Alla prossima! ❤

Naaa, i miei lettori ormai sono avvezzi alle stranezze!

Mi raccomando, voi (sto parlando anche con te che sei seduto alla scrivania con la faccia annoiata. E anche a te che hai alzato la mano! Io vi vedo!): andate a trovarla su facebook, su Instagram (@_nikoi), e anche su twitter (@nikoinika), che però non usa.

E con questo è tutto. Alla prossima, cari lettori!

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