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Intervista a Chiara Delinna

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Cari lettori, care lettrici, bentrovati.

Queste sono le solite domande, proposte però agli artisti di NuName.

Questo è lo spazio di Chiara, ok?

Chiara, sentiti pure a casa tua. Fa quello che ti pare: metti i piedi sul tavolo, sputa per terra, rutta.. Insomma, fai quello che fai di solito quando nessuno ti guarda.

Sei a tuo agio? Iniziamo?

Allora, consapevole che le stesse domande qui presentate saranno proposte, con le opportune modifiche, anche ad altri artisti, blogger e figure retoriche di vario genere, accetti di rispondere a tutte in maniera sincera ed esaustiva?

Sissignore, signore!

Sissignore. Naaa, non amo queste cose militaresche, puoi chiamarmi semplicemente “Sua Maestà”, o “Mio Dio”, come preferisci.

Dicevamo… sei sicura? Sai a che cosa stai andando incontro?

Ehm… Ssssboh?

Allora, come da rito, giuralo sul cadavere di quella mosca là per terra!

Lo giur… Sicuro sia morta? Si muove ancora… *Punzecchia con un bastone*

Uh… Temo di averla uccisa.

…Be’, ora posso giurare!

Allora… quella mosca è morta da tempo. Altri hanno giurato su di lei prima di te. Prega solo di non averla rovinata.

Prima di cominciare (anche se in realtà stiamo già cominciando) ti chiedo: perché ti sei presentata con quell’immagine?

Perché di solito non amo presentare la mia faccia, quindi sbologno affido il sacrosanto compito di fare le mie veci al mio segretario mentale Eli! …Povero disgraziato.

In realtà è la mia versione al maschile (tanto più che anche a lui ho fatto le cicatrici post-operatorie, in corrispondenza dei cerotti), e in effetti è così che mi vedo sin da quando ero piccola!

Cicatrici post operatorie?

E ti vedi così come, con le cicatrici o maschietto?

Dai, andiamo avanti. Saluta a modo tuo gli amici che ci stanno leggendo.

Yeeeeeah!! *Put on sunglasses* Buonsalve, ragazzi!

Who are you… who who, who who…

Quando ti è venuto il pallino di disegnare?

Uhmm… Credo di averlo sempre avuto, sin da quando ho cominciato a tenere in mano la matita, e allora disegnavo banane everywhere – sarà perché mia madre continuava a rifilarmi quell’odioso frutto –, fiorellini e Sailor Moon.

Ma guardandomi ora non è che sia cambiata molto… A parte Sailor Moon, s’intende (attualmente il massimo che potrei scarabocchiare è un uomo nerboruto con indosso una gonnellina alla marinara).

Però continuo a disegnare fiorellini e banane… anche se di tutt’altro genere (scherzo, scherzo).

Sailor moon… Ho visto la prima puntata trasmessa nel ‘94 (mi pare fosse il ‘94)… e tutto il resto della prima serie, in seguito. Ho iniziato a disegnare partendo da lei (anzi, da Sailor Jupiter, anche se non era la mia preferita), poi ho smesso perché il disegno non era la mia strada…

Ma torniamo a noi: la prima volta non si scorda mai.

Cos’hai pensato la prima volta che hai presentato la tua opera al pubblico?

Divinità di qualsiasi genere/forma/culto/pianeta/vattelapesca, fermate la mia mano prima che io mi metta a pubblicare quest’oscenità”.

Ti lascio immaginare quanto mi abbiano ascoltato.

Poco o nulla. Mi informerò a riguardo. Sai, ho amici parecchio in alto…

E dimmi, dove vai a pescare la tua ispirazione?

L’ispirazione purtroppo non la pesco come i salmoni, è un’euforia allo stato puro che di rado mi coglie… Però posso dire che le idee arrivano a caso, quando solitamente non le cerco proprio, e soprattutto nei momenti in cui sto facendo tutt’altra cosa che richiede la massima concentrazione, come al solito. Mi colpiscono quasi con violenza, proprio come i pali che ho ammaccato tutte le volte che ci ho sbattuto contro mentre camminavo con la testa fra le nuvole.

Si, mi pare giusto. Capita anche a me di essere ispirato nei momenti meno opportuni, e di solito in quei momenti si è lontani da penne e foglietti.Per questo ho iniziato a portare sempre con me un’agendina e una penna (che però generalmente non scrive, vanificando la buona intenzione.)

A parte il lavoro notturno (perché le cose migliori quasi sempre vengono di notte) una cosa che influenza la creatività è la musica. Cosa ascolti mentre ti dedichi ai tuoi disegni?

Principalmente oscillo come un pendolo fra musica epica genere “Requiem for a dream” o “Darkness on the edge of power”, quelle che ricorderebbero delle guerre fra umani e orchi, e canzoni vivaci e allegre come “True Love” di Pink e “Lollipop” di Mika, ma ho un debole anche per la musica di Ludovico Einaudi e quella dei balli irlandesi.

Dipende da ciò che devo disegnare, in realtà!

E dato che anche l’ambiente ha la sua importanza, com’è fatta la stanza in cui scrivi?

Stanza” è la parola idonea da usare in pubblico per evitare di traumatizzare i lettori, ma – detto fra noi – credo che “immondezzaio” sia il termine più azzeccato. Pieno di roba accatastata sulla scrivania in un modo disordinato e al contempo compulsivo che, come risultato, crea qualcosa che lascia ricordare vagamente una visuale dall’alto di New York (o più che altro Tokyo dopo il passaggio di Godzilla ) ripresa da Google Earth.

Barbonaggine a parte (non prendetemi troppo sul serio, comunque, sono disordinata ma quasi una maniaca della pulizia), quanto alla caratterizzazione della camera non sono esattamente una collezionista di bamboline o action figures, se non contiamo i fumetti.

Ora che ci penso… Valgono le cartacce delle merendine, come collezione?

Immondezzaio, robaccia, cartacce, roba accatastata… Caspita, sembra il mio laboratorio!

Aggiungiamo un pizzico di nonsense (come ce ne fosse bisogno) a questa cosa: attiriamo persone a caso ma con criterio. Questo blog (il mio, intendo) vive di libri e racconti. In un massimo di 30 parole scrivi una storiella contenente una o più parole chiave da inserire come tag per la ricerca su Google. A piacere. Una cosa che parla di te, che so, un aneddoto, oppure qualcosa che ti viene in mente… Puoi anche farmi una pernacchia e dirmi che non ne hai voglia, mandarmi una cartolina da quel paese o omaggiarmi con un disegnino… insomma, vedi un po’ tu!

Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

Davvero? Sai, ho frequentato anch’io quel corso… Insieme a facoltà di scelta, ovviamente. Ho scelto di farti scrivere trenta parole, tu hai scelto di non averne voglia.

Questa storia del libero arbitrio mi sta sfuggendo di mano, per me stesso!

Ecco, allora per castigo inizio a farti le domande scomode.

Mi dirai “Ma come, tutte le altre non lo erano?” e io ti dico di no. Almeno, non abbastanza. E sai che ti dico?

Ci infilo le formiche dentro, tanto per darti ancora più fastidio.

Cominciamo.

I periodi di blocco esistono.

Da un blocco intestinale se ne esce mangiando fibre, ma come si esce da un periodo di blocco artistico?

Ahimè, dal blocco artistico non esco volontariamente, perché è il chiaro segnale che devo darci un taglio per un po’ finché non si ricaricheranno le “batterie” della mano o dell’immaginazione, e so per esperienza che sforzarmi non farebbe che peggiorare la situazione.

Tanto so già che durerà al massimo un mesetto, perciò non me ne preoccupo, e nel frattempo che attendo il momento giusto mi metto a fare qualcos’altro di altrettanto costruttivo, come scrivere, leggere, cucinare o del fai-da-te.

Pagina facebook, account twitter, patreon, blog, sito internet…

Come preferisci farti pubblicità? E che cos’è che fa davvero la differenza per farsi notare?

Ormai ho capito che qualsiasi blog, social network o sito personale sono un’opera del demonio per farmi sclerare, altro che pubblicità… Un modo grazioso per dire che vado alla cieca come al solito e che con queste cose sono un’imbranata, specie se si tratta di sapersi vendere senza autodistruggersi.

Quello più comodo da usare e piacevole visivamente, comunque, rimane Facebook, fra tutti quelli che utilizzo.

Per rispondere alla seconda domanda, direi che per farsi notare o si deve tirar fuori una bella idea per il proprio webcomic, o avere un gran bello stile accattivante (o entrambe le cose, tanto meglio), o adottare dei trucchetti ingegnosi basati principalmente su giochi di prospettiva e inquadrature particolari che colpiscano l’osservatore, se proprio non si ha uno stile che piace ai più o una storia interessante da proporre. Questo almeno su Facebook, così mi è parso di capire.

Su Tumblr… Lì la storia cambia. Fan art, fan art a macchinetta – o cose zozzerrime – e state sicuri che vi noteranno.

Autodistruggiti, allora. La gente ama queste cose, gode nel vedere le disgrazie altrui.

Mettiamo che tu con i fumetti ci voglia vivere, che tu voglia tirarci fuori uno stipendio. Considerando la concorrenza, come ti valuti come rapporto “tempo di realizzazione della commissione/qualità dell’opera”?

Dipende da cosa mi viene chiesto e dal mio coinvolgimento emotivo nei riguardi dell’opera! Ma comunque se mettiamo in relazione i fattori tempo/qualità sappiamo bene che sono direttamente proporzionali… Meno tempo c’è a disposizione e più farà schifo la qualità.

…Io però a quanto pare funziono al contrario: se la scadenza non è ravvicinata (o se non mi dicono che lo è, anche a costo di mentirmi), non lavoro come si deve né rapidamente! Ahahah… Che tipa professionale, eh?

E il tempo di realizzazione dell’opera è direttamente o inversamente proporzionale al valore della stessa?

Direttamente, come ho detto prima! A meno che non si becchi la stramba che, anche se involontariamente, rema contro la norma.

In che senso?

E, per ultima cosa, qual è la domanda che nessuno ti ha ancora posto ma che vorresti sentirti chiedere?

Posso pagarti in nocciolato Novi?”

E la risposta è… ?

Ora sì che ragioniamo.”

Questa mi ha fatto ridere. Davvero.

Dai, ti tolgo le formiche.

E ora, spazio a una tua domanda per me. Prenditi pure una rivincita, rispondo a (quasi) tutto!

La mosca l’hai tramortita tu a tradimento – at tuba terribili sonitu taratantara dixit (aggiunta a caso tanto per il gusto di inserire altre orecchiabili allitterazioni) – solo per questa intervista, vero?

In realtà stava facendo la fila alle poste. Sai anche tu quanto sia seccante, a volte, vero?

Ecco, alla mosca è successo proprio questo: si è seccata. Io l’ho raccolta e l’ho portata da me apposta per avere un qualcosa su cui far giurare le mie vittime le persone che intervisto senza che nessuno si senta offeso.

Benissimo. Grazie per il tempo che mi hai dedicato. Saluta gli habitué di questo blog, che il tuo spazio è terminato.

Grazie a te, è stato divertente! Arrivederci a tutti, alla prossima che mai ci sarà! *Cala il sipario*

Mai dire mai. Un tizio ha avuto la sfortunata occasione di essere intervistato da me una seconda volta.

E con questo è tutto. Alla prossima, cari lettori!

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Categorie: Domande usate per interviste nuove | Tag: , | 1 commento

mr. Nishikawa – intervista a Cris Fabian

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Cari lettori, ho il piacere di presentarvi una fumettista che ho scoperto da poco, della quale ho divorato tavola dopo tavola il manga “Mr. Nishikawa”. Ecco quindi a voi Cris Fabian, che da 15 anni vive a Londra!

Hello, here I am.

Ma bando alle ciance, cominciamo. Consapevole che le stesse domande qui presentate saranno proposte, con le opportune modifiche, anche ad altri artisti, blogger e figure retoriche di vario genere, accetti di rispondere a tutte in maniera sincera ed esaustiva?

Yeah why not, chiedimi tutto non ho segreti.

Ne sei sicura?

Ma si vai tranquillo chiedimi anche quando mi son messa lo spolverino e m’han presa per maschio alle 4 del mattino a Tokyo davanti un bordello della Yakuza, chiedimelo vai! Quella è da ridere.

E allora dai, raccontami tutto, prima di cominciare!

Abitavo a Kamata, prima di venire a Londra. Per circa tre mesi sono stata in Japan e ho lavorato in un negozietto a conduzione familiare di vestiti. Abitavo da sola, con il mio ofuro e la mia cameretta. Una sera non avevo voglia di dormire e mi sono infilata lo spolverino che mi aveva regalato il mio amico Takeshi. Nel piccolo centro, pieno di café bar, manga café, negozi 100 yen e sushi places sono finita nel quartiere a luci rosse in una via stretta. Siccome mi piace esplorare, e per una “gaijin” tutto era permesso, e perché ero sicura che non avrei corso nessun pericolo di morte perché a Tokyo di notte non è pericoloso camminare da soli, insomma, camminavo e mi gustavo la notte apprezzando il silenzio, (che a Tokyo è raro, se non per il costante bzzzz dei cavi elettrici sparsi ovunque nello spazio aereo tra casa e casa), quando un tale spezza l’idillio e mi chiama e mi fa cenno con la mano di accostarmi al suo marciapiede. “Oi! Kocchi! Miru miru!” E mi allunga tre cards con tre donnine belline a puppe gnude. Io un po’ sorpresa ma incuriosita ancora di più le guardo e ammicco. “Kore wa hontoni kawaii ne!” (questa qui è proprio carina vero!) dico io facendogli vedere una delle carte. Il tipo, sulla cinquantina mi fa segno di entrare nella sua dimora, che notai solo allora era più simile ad un hotel. Improvvisamente, mentre ero in accordi con il tipo, un altro dall’altra parte della strada ci urla sottovoce “Oooi!!! Onnanoko desuyo! Baka!” (non vedi che è una donna? Idiota!) Ovviamente parlava al cinquant’enne riferendosi a me. Quindi questo scusandosi dell ‘errore si stava riprendendosi le carte, facendo un casino di inchini. Beh ormai il dado era tratto e ho chiesto gentilmente se poteva lasciarmi le cards in ricordo. Il tipo fece un lungo “eeee….tooooo” (eeeehmmmm…). E con la manina che reclamava le tre donnine mezze nude, l ‘ho lasciato là piantato con la sua meraviglia. Cavolo, ero quasi stata invitata dentro una soapland da uno yakuza…Una quasi esperienza di vita!

E’ tutto vero.

Eh, sono esperienze interessanti, se prese con il giusto spirito! 😀

Allora dai, continuiamo con le domande di rito. Anche se ormai è chiaro che alle domande risponderai onestamente, giuralo lo stesso sul cadavere di quella mosca là per terra!

Sicuro che sia una mosca? Forse è un coackroach dalla mia cucina. A Londra siam pieni. Ci sputo anche sopra se vuoi.

No, mi pare sia proprio una mosca. Sputaci sopra, basta che poi resti lì per i prossimi giuramenti.

Dai, ci siamo già fatti due chiacchiere e io devo ancora cominciare con le cose meno serie. Per prima cosa ti chiedo: perché ti sei presentata con quella fotografia?

Sono io nella personalità che più si affaccia quando sto con la gente. Un maschiaccio, che posa per una foto e a un tratto urta quel vaso a forma di pisello ormai soddisfatto, e quasi lo butta giù. Ovvio la mia innata clumsiness, (goffaggine) e il mio tocco da elefante… insomma me devo fa riconoscere per forza anche se poso per una foto via!

E già qui stai raccontando molto, di te 🙂
Ottimo, dai. Innanzitutto, saluta a modo tuo gli amici che ci stanno leggendo.

Non ho capito devo risalutare di nuovo? Ok no prob, bro. Hello! Here I am… still…

Si, è la prassi. Ti farò salutare ancora, più tardi.

No Problem.

Hai una pagina facebook, dove pubblichi il fumetto, che si chiama Mr. Nishikawa. Da dove hai preso il nome per il protagonista?

Me lo son sognato quando avevo 12 anni. GIURO! Ne sono sicura, te posso anche baciare lo scarafaggio morto sul pavimento per farti credere. Il mattino seguente l’ho scritto sul diario di scuola. Nome e cognome. Poi mi son divertita a cercare il significato e ho scoperto che Nishi voleva dire ovest e Kawa voleva dire fiume… Taka (di takaya)vuol dire alto ma anche falco….. il sogno era una crime scene per cui ho deciso di inventarmi il personaggio che era invischiato nei crimini, ma non quelli da detectives o simile, ma quelli da spia, da traditori, da pugnalamenti alle spalle, da casini del genere…. Forse perché vivevo nel periodo in cui i genitori si tradivano a vicenda. Ne ho viste di cotte e di crude e alla televisione non censuravano una benemerita pippa. Che bei tempi, tutto sommato. Bombardamento televisivo di cartoni animati e film dove Charles Bronson era un pedofilo (il film in questione si intitolava Pinky), films dove una matrigna giovane era oggetto sessuale del figlio dodicenne, pellicole come “…e Sue con Bob in più” dove i puntini stanno per un nome di donna che non ricordo e altri films dove facevano il gioco delle chiavi e in casa la mia mamma leggeva Hystoire d’O mentre mio padre comprava le edizioni Pescecane… Te dimmi se da tutto ciò non poteva scaturire un fumetto come Mr Nishikawa… Ho già scritto i 3 light novels. Adesso devo solo editarli con i miei fidi Needle e Giulivi e poi disegnarlo.

Ah, però! Non deve essere stato facile.
Histoire d’O, comunque, l’ho letto anch’io, in tempi recenti.

Dovevi leggerlo a 12 anni! Quello era il trucco.

Ah. A dodici anni. La prossima volta che nascerò vedrò di ricordarlo.

Allora ti posso dare altre dritte! batti un colpo quando rinasci eh!

Ok, lo farò.

E quando ti è venuto il pallino di disegnare e creare storie?

Ricordo che a sei anni vinsi un concorso Disney organizzato dalla scuola elementare dove andavo. E vinsi. Pure l’anno dopo. Poi alle medie sono andata alla scuola di fumetto di Luca Boschi e da li poi sono diventata una habitué a casa sua, a disegnare e a parlare di tutti i fumetti del mondo in particolare di quelli americani e europei.

Quindi possiamo dire che il tuo è un vero e proprio talento innato! Si, lo so, il talento senza la tecnica e qualche sacrificio non vale nulla, ma quello che produci è bello, e ci si vede la passione dentro.

Grazie! Si, non ho tecnica, e uso molto le foto per capire come si muovono le persone. A volte devo vedermi delle scene di film a ripetizione su Youtube per capire la dinamica… Su mr Nishikawa ci sarà parecchia azione ma non quella dei Seinen, perché Nishikawa non è un agente che va e colpisce a calci in culo, ma usa la testa, è un programmatore, un hacker per cui… una di quelle spie che per fare casino basta che stia li seduto a un tavolo e manda in crash il sistema. Chi fa l’azione fisica, qui, è Irene Fortefiore. Anche se Nishikawa pare sia esperto di Parkour e gioca a calcio…Forse vedrete un po’ di azione li.

Va bene, dai. Senti… La prima volta non si scorda mai. Cos’hai pensato la prima volta che hai presentato al pubblico le tue opere?

A 16 anni venni pubblicata sul Micco della mia Città, Pistoia. Beh era divertente e mi dava soddisfazione il fatto che fossi stata scelta per essere pubblicata su una pagina intera di un giornale locale. Era stato Luca Boschi a propormi. Venni pagata 50 mila lire, e li diedi tutte a mia madre per comprare la carne. A quel tempo mio padre non ci passava molti soldi.

Torna il tema dell’adolescenza difficile. Però forse, conoscendo il tuo passato, i tuoi lettori possono trovare un pochino di te dentro le tue storie. Correggimi se sbaglio.

Si si vero ma le mie storie di vita vissuta le ho tutte ritrasformate in maniera digeribile su Nishikawa, sennò cavolo, una noia e una depressione spaventosa…! Comunque ci sono state delle avventure per niente male, come quando raccattavo i pinoli e li andavo a vendere porta a porta. Dio che guadagni! Nel 1980 la gente era gentile. Oppure disegnavo in classe (questo modo di fare non è mutato per nulla tra gli artisti del tempo di oggi e son contenta, lo studio secondo me è una perdita di tempo, nelle scuole italiane) vendevo i disegnini nell ora di ricreazione a 100 lire l uno e poi anche le cingomme quelle tonde a 50 lire. Alla fine della settimana facevo 10 mila lire secche. 30 anni fa era davvero un bottino in mano a una bimba di 12 anni (e 13, e 14 e 15…) Per quanto riguarda il fumetto…già….

Mr Nishikawa, Irene e Takeshi sono tutta io. Ma ho dovuto dividere le tre personalità in tre personaggi ben precisi sennò finiva che creavo un personaggio solo ma casinista…e non avreste capito molto subito e avreste abbandonato la lettura. Però provai a suo tempo a creare questo personaggio e lo pubblicai in Francia. Dal fumetto ricavai i soldi che usai per vivere tre mesi in Giappone. Fu il primo fumetto che davvero mi fece trovare la fama e fui riconosciuta di fronte la Tonkam, a Parigi. (Mi sto vantando troppo?)

Prima o poi lo ripropongo anche in Italia.

No, non ti stai vantando troppo. Ti stai vantando e basta, ed è giusto che sia così!
Se non ci si autocelebra, chi altri lo farà per noi?
Non preoccuparti, questo spazio è tutto tuo!

Perfetto! Però non sono una che se la tira eh bada bene! Anzi!

Si, tranquilla. Ma, ripeto, vantarsi un po’ non fa mai male!
Andiamo avanti, dai, sennò facciamo notte. Dove vai a pescare la tua ispirazione?

Ahahahahah nei siti porno!

Oddio! 😀 Questa risposta proprio mi mancava! Però dai, almeno è originale. E se è vera, tanto di cappello!

Se vuoi ti passo un video troppo figo che mi fa vedere quanto può essere morbido il culo di una donna… cosa che che devo imparare a disegnare quando il fumetto di Nishikawa arriva al suo ideal climax.

(Ehm… Si, dai. In privato, però, che qui da me è un posto per tutti, non solo per adulti.)
(Ma oooovvvio facciamo tutto in privato….)

E oggi, con più esperienza e molto lavoro alle spalle, qual è il tuo personaggio preferito? Quello che curi di più sotto l’aspetto estetico e psicologico?

Ovviamente mr Nishikawa , Takeshi e Irene, (che sono tutte mie personalità). La prima, trasgressiva, ribelle e anticonformista; la seconda accomodante, amichevole e consigliera. E che ha pazienza. Tanta pazienza. La terza è l’idiozia pura, la naiveté e l’improvvisa crescita fisica.

E li vediamo nell’immagine qui sotto. Si, solo gli sguardi, ma tanto vi ho già dato il link alla pagina facebook, e più avanti vi darò quello per il fumetto intero, quindi li trovate là, gli interi di questi occhi.

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Senti, a parte il lavoro notturno (perché le cose migliori quasi sempre vengono di notte) una cosa che influenza la creatività è la musica. Cosa ascolti mentre ti dedichi al tuo fumetto?

Trance, rock, indie, dark, pop, jpop e jazz, sono le principali ma non disdegno il blues, il funky, lo Ska… insomma, tutto meno che le opere classiche alla Pavarotti, il metal diabolico dove la gente vomita invece di cantare e il rap troppo rap. Ah si, anche il taiko o il flauto giapponese e il chill out a volte mi ispirano. Pensa che adoro ascoltare anche Toto Cutugno, una in particolare: “Io sono L’italiano”, perche mi ricorda il meraviglioso 1982 quando l’Italia vinse ai mondiali. Ah si, ho giocato anche a calcio nella femminile pistoiese per due anni, cosi potevo disegnare meglio la parodia di Holly e Benji, uno dei miei fumetti più lunghi.

Una parodia di Holly e Benji… Dimmi che l’hai postata da qualche parte! Dai, dai, dammi il link, che andiamo tutti insieme (io, tu e tutti i miei e tuoi lettori) a vederlo!!

No… è disegnato a mano….E non ho lo scanner. Ed’è nella soffitta di mia sorella. In Italia!

Noooo! °A° Adesso dovrò scoprire dove abita tua sorella, andare a trovarla, convincerla a entrare in soffitta e chiudermici dentro! Ma non ho così tanto tempo, quindi dovrò tenermi a vita questa curiosità!

Cavolo ma ti piace Holly e Benji? Io adoro Mark Landers! Un pochino anche Benji ma non gioca mai diocristo! Invece Holly gli darei un ticket to Pride, il GAY Pride.

Beh, lo guardavo da piccolo e ho letto il manga. Ed essendo un mito della mia generazione, leggerne la parodia mi piacerebbe proprio.

Ma stiamo parlando di te, non di me, quindi riprendiamo con le domande che riguardano il tuo mondo. Com’è fatta la stanza in cui ti metti a disegnare?

In camera mia, con la scrivania enorme, pc, dvd, tv, radio, gatti a dormire qua e là, lettone dietro, Masamune shirow ed Evangelion girls come posters, con un print di mr Nishikawa che mi punta la pistola contro e che mi dice subliminalmente “Disegna e non mangiare al tavolo che ingrassi!”

Decisamente, sei una persona interessante!

OM gosh, thanks!

Aggiungiamo un pizzico di nonsense a questa cosa: attiriamo persone a caso ma con criterio. Questo blog (il mio, intendo) vive di libri e racconti. In un massimo di 30 parole scrivi una storiella contenente una o più parole chiave da inserire come tag per la ricerca su Google. A piacere. Una cosa che parla di te, che so, un aneddoto, oppure qualcosa che ti viene in mente… Puoi anche farmi una pernacchia e dirmi che non ne hai voglia, mandarmi una cartolina da quel paese od onorarmi con un disegno fatto per l’occasione… insomma, vedi un po’ tu!

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Ok, hai fatto un po’ una crasi di cose: non un racconto con le tag, non un disegno, ma un disegno con le tag! Geniale! Grazie! 🙂

(che bello, un disegno fatto apposta per me 🙂 )

Fatto veloce, mi spiace.

Perché dovrebbe dispiacerti? A me piace un sacco! È simpaticissimo! 😀

EEEHHH? Oggrassie!

Sai, io non so tirare una riga…

E, per ultima cosa, qual è la domanda che nessuno ti ha ancora posto ma che vorresti sentirti chiedere?

Quando hai perso la verginità? E perché a quell età?

E la risposta è… ?

a 25 anni. Si, esatto, e per un motivo ben preciso. Ho deciso io quando come e con chi. Ho deciso che prima dovevo essere mentalmente pronta. In più in Italia ho faticato a trovare il ragazzo che mi completasse. Sembrava fossero tutti ancora alle elementari, e più crescevano più mi sembravano irrecuperabili. Poveri maschietti. Oh no, non era perché nessuno mi voleva o perché ero brutta o grassa. No, in realtà ero carina magra e appetibile, altrochè! Sviluppatissima dai 12 anni. E parecchio intelligente da quel punto di vista. Scusate ragazzi, ma per meritarmi dovevate saper fare altro che sputare a 3 metri dal vostro naso. Non ce ne fu uno degno. Si si mi son divertita eh ma alla fine ho scelto un giapponese, uno più giovane, già padrone della sua vita e sapeva benissimo cosa sarebbe diventato. Ha oggi mantenuto tutte le sue promesse. E poi ho sposato un inglese. L’ultimo dei knight esistenti sulla terra, credo, dove la parola Onore e Rispetto farebbe riscaldare il cuore anche a un samurai!

Sono ancora molto insoddisfatta dalla mancanza di intelligenza e voglia di fare, coraggio e concretezza dei ragazzi italiani. Oggi più di prima.

Eh… non ti si può dar torto. Vedo gente di quarant’anni comportarsi come se ne avessero diciotto… E poi mi chiedo come mai l’Italia stia andando così male.

MEEEH….

Ma bando ai malumori, dai, che dal Venditore non si discute di cose serie. Per farlo, per parlare di cose serie, intendo, puoi contattare il vero me, in privato, su facebook.

Ecco, si potrebbe fare ma poi si finisce per fare il solito bla bla bla senza azioni e già ci sono un sacco di persone che lo fanno per cui mi risparmio vai.

Va bene. Allora è venuto il momento che sia tu a fare una domanda a me. Quello che vuoi, dai!

Tu quando hai perso la verginità? con chi e perché hai deciso quel giorno?

Allora… siccome la cosa riguarda me e mia moglie, rientra in una sfera di coppia così intima e privata che non mi va di rivelarne alcun particolare. Posso dirti che la prima volta l’ho fatto con lei, e lei con me, in un momento in cui la situazione ci ha concesso di farlo. È l’unico particolare che ti concedo, oltre al fatto noto ai più che io e lei stiamo insieme dal 27 gennaio 1999. Quindi, è successo fra quel giorno e un giorno del 2010, dato che nostro figlio è nato a metà del 2011.

Caspita, non avevo pensato che prima o poi sarei incappato in questa domanda!

Rispetto la tua risposta, sei serio, e mi piace. Non sei certo sempliciotto come me.

Grazie per l’apprezzamento, ma non definirti sempliciotta. Il sesso è un argomento così soggettivo che è inutile star lì a giudicare una persona a seconda di quello che fa. Ognuno è libero di vivere la propria sessualità come meglio desidera, e nessuno deve permettersi di giudicare una persona partendo da questa parte della soggettività.

Uh… Bello! Dovrei usare la frase in Nishikawa, ci starebbe bene!

Libera di farlo! Mi piacerebbe proprio avere una citazione da qualche parte, anche anonima! 🙂

Detto questo, ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, e ti ringrazio anche per la simpatia e per avermi raccontato il tuo passato. Saluta gli habitué di questo blog. (l’ultima volta, promesso!)

See you soon guys and please come to read my manga in inkblazers.com in English language if you wanna learn it or if you want to read it in Italian language well, there is facebook! Check the website out too! www.mrnishikawa.com

E con questo è tutto. Vi lascio anche qui il link alla prima pagina del fumetto, visto che so che siete pigri e non avete voglia di andare a cercarla là sopra, dove l’avevo messo. Alla prossima, cari lettori!

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